Il suicidio assistito tra diritto e deontologia

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Da 18.10.2019 08:30 fino a 18.10.2019 18:30
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Il Convegno Nazionale, organizzato dall’Omceo Parma e Consulta Nazionale Deontologica Primo GDL su Suicidio Assistito e Eutanasia sotto l’egida della FNOMCeO, si svolgerà il 18 Ottobre a Palazzo Soragna a Parma.

La Consulta Deontologica Nazionale della Fnomceo, con il suo gruppo di lavoro tematico, si confronta con esponenti della Comitato Nazionale di Bioetica, del mondo giuridico e della professione, sullo scottante tema delle suicidio assistito e dell’eutanasia, su cui sono state presentate diverse proposte di legge in Parlamento al fine di pervenire alla formulazione di una norma, in risposta all’ordinanza 207 del 2018 della Corte Costituzionale, sollecitata dal tribunale di Milano, in merito al caso di Cappato e Dj Fabo.

I temi importanti che tale ordinanza ha sollevato si riassumono nella necessità di determinare una norma legislativa che estenda o riduca il valore dell’autodeterminazione del cittadino in fase di grande fragilità, che richiede di porre fine alla propria vita in modo degno.

La riflessione sul suicidio assistito prevede la modifica dell’articolo 580 del codice penale “Istigazione e aiuto al suicidio”, che contempla oggi una reclusione da 5 a 12 anni. Il problema che si pone è se tale articolo, che indica un reato verso la persona, sia da considerarsi come inapplicabile nel caso del malato terminale e se nella libera scelta del cittadino si debba vedere come compartecipante attivo anche il medico.

La discussione si riapre in occasione del pronunciamento della Corte Costituzionale del 23 settembre 2019, resosi necessario in assenza di normazione parlamentare, ad oggi improbabile per le note vicende politiche. Per cui la classe medica è fortemente coinvolta non solo nell’iter legislativo, ma in tutti gli aspetti che possono essere invocati nell’ambito della liceità del favorire atti tesi a spegnere la vita. Argomento divisivo che tocca le coscienze e lascia a interpretazioni religiose, giuridiche, sociali e ovviamente mediche.

Qualsiasi sarà il pronunciamento della Corte Costituzionale infatti vi saranno conseguenze che influiranno sull’atteggiamento professionale in ambito deontologico.






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