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Innovazione e Aerospazio per la Competitività di Italia ed Europa

L’intelligenza artificiale, la filiera spaziale e l’etica dell’innovazione: cosa si è detto alla Camera

Roma, 3 ottobre 2025 – Camera dei Deputati, Sala del Refettorio.

La conferenza ha provato a rispondere a una domanda cruciale: come tenere insieme innovazione, sicurezza e responsabilità in un mondo in cui lo spazio è ormai un’infrastruttura vitale — per l’economia, la difesa e la competitività.
Il filo conduttore, in sostanza, è stato questo: serve accelerare sull’innovazione — dall’intelligenza artificiale alle telecomunicazioni satellitari, fino alla quantistica — ma dentro regole chiare, con competenze diffuse e filiere coese, in Italia e in Europa.

Spazio, AI e responsabilità

Nel messaggio di apertura, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha definito lo spazio un “banco di prova” per un’AI ben gestita: utile per migliorare progettazione e analisi dei dati, ma che deve restare ancorata a un’etica condivisa e a regole trasparenti.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “diplomazia della crescita”, rivendicando la centralità dell’aerospazio nella strategia italiana. Ha ricordato la riforma della Farnesina, che ora include nuove direzioni per crescita e cyber-sicurezza, e ha fissato un obiettivo ambizioso: 700 miliardi di export all’anno, costruendo alleanze solide con Europa, Stati Uniti, India e — grazie al Centro Broglio di Malindi — anche Africa.

Dal ministero della Difesa, Guido Crosetto ha sottolineato come lo spazio sia ormai un dominio strategico a tutti gli effetti. Servono capacità di accesso sicuro, sistemi di Space Situational Awareness e protezione delle infrastrutture. L’Italia, ha ricordato, può contare su una filiera completa — più di 500 imprese — e su programmi di punta come COSMO-SkyMed, Galileo e IRIDE. Decisiva, secondo lui, la sinergia tra ASI, ESA, Difesa e industria.

Europa e regole: verso lo EU Space Act

L’eurodeputato Alberico Gambino ha sintetizzato i tre pilastri della proposta di EU Space Act:

  • sicurezza in orbita (fine vita dei satelliti, tracciamento, anti-collisione);

  • resilienza (cybersecurity by design, gestione del rischio);

  • sostenibilità (analisi del ciclo di vita e tecnologie riutilizzabili).

Il suo monito è stato chiaro: senza meno frammentazione e burocrazia, l’Europa non potrà essere davvero competitiva né autonoma nello spazio.

Etica e “cura” dei sistemi autonomi

Il filosofo Markus Krienke, dell’Università della Svizzera Italiana, ha riportato la discussione sul piano umano. Ha parlato di trasparenza, inclusione e “cura” come principi per evitare che l’efficienza tecnica prenda il sopravvento sul bene comune. “L’innovazione resta umana — ha detto — o perde senso”.

Telecomunicazioni, quantistica e la seconda ondata della space economy

Per Antonio Sturiale di Thales Alenia Space, le telecomunicazioni satellitari diventeranno il vero “tessuto” dell’innovazione: non più semplici collegamenti, ma piattaforme che abilitano servizi.
Ha individuato tre nodi da sciogliere:

  • norme che sostengano, e non frenino, la crescita;

  • sovranità sulle tecnologie chiave — laser, payload intelligenti, crittografia quantistica — dentro una cornice europea;

  • una finanza più integrata e meno frammentata.

La notizia del giorno è stata la firma con l’ESA del progetto SAGA, un dimostratore per le comunicazioni quantistiche guidato dall’Italia.

PMI e open innovation

L’ingegnera Gabriella Caputo (METItalia–OMPM) ha portato la voce delle piccole e medie imprese, spesso alle prese con capitali scarsi e burocrazia lenta. “Funziona quando c’è vera collaborazione tra grandi aziende, PMI e ricerca”, ha spiegato, raccontando come molte tecnologie aeronautiche siano state “spazializzate”.
La New Space, ha aggiunto, può essere una grande occasione per le PMI — tra microsatelliti e servizi — ma servono processi snelli e continuità nei progetti.

Dati, cyber e infrastrutture: prima la casa, poi le stelle

Dal tavolo dedicato alla sicurezza informatica sono arrivati messaggi molto concreti.
Per Williams Nonnis (PCM–PNRR), “senza una governance solida dei dati e infrastrutture robuste a terra rischiamo di portare i nostri problemi nello spazio”. Regolare l’ignoto, ha detto, è pericoloso: prima bisogna capire, poi normare.

La tenente colonnello Paola La Salvia (Guardia di Finanza) ha ricordato che il cybercrime e il dark web restano minacce reali. Servono alfabetizzazione digitale, cooperazione tra forze dell’ordine — “che in Italia funziona” — e cyber-resilienza sugli asset critici. L’osservazione satellitare, ha aggiunto, aiuta già nelle indagini su traffici e reati ambientali.

Il professor Giuseppe Izzo ha chiuso con una frase netta: “Non c’è innovazione senza sicurezza”. Le infrastrutture obsolete, soprattutto nella pubblica amministrazione, restano il punto debole. La tecnologia di base, ha detto, va rinnovata insieme alle norme, perché “una catena è forte quanto il suo anello più debole”.

Difesa e coordinamento europeo

L’ex sottosegretario Angelo Tofalo ha ricordato la nascita del Comando Operazioni in Rete e di quello per le Operazioni Spaziali: cyber e spazio, ha detto, “sono ormai domini intrecciati”. In Europa si discute di una gestione centralizzata dei dati per ottimizzare le costellazioni satellitari, ma la vera sfida resta quella degli investimenti e del coordinamento. “Troppa regolazione può rallentare”, ha avvertito.

Italia e Romania, un asse sul Mar Nero

Il ministro consigliere Ovidiu Pufu ha raccontato la cooperazione tra i due paesi: Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio–RARTEL già collaborano con la Romania, che punta a diventare hub strategico sul Mar Nero. Progetti come il Drone Wall e i programmi europei SAFE e STEP possono accelerare innovazione dual use e creare occupazione qualificata.

Filiera, distretti e capitale umano

Per Alessandro Fontana (Centro Studi Confindustria), il settore cresce a un ritmo del 12% l’anno. Serve però rafforzare la filiera, aggregare poli riconoscibili e stimolare anche la domanda privata di servizi spaziali.

Antonio Visconti (FICEI) ha ricordato i 13 distretti aerospaziali italiani e l’ESA BIC di Salerno: i consorzi industriali, ha detto, sono fondamentali per attrarre investimenti insieme a Invitalia e ai ministeri.

Da Armando Indennimeo (Federmanager) è arrivato invece un richiamo al capitale umano: leadership e competenze devono essere al centro. Federmanager ha aperto due commissioni dedicate a difesa e space economy per monitorare investimenti e impatti sul welfare.

A chiudere, l’imprenditore Antonio Pagnotto, con una parola chiave: persone. “Managerialità, rispetto e collaborazione sono il vero moltiplicatore — tra territori, PMI e scenari internazionali.”

Un messaggio chiaro

Dalla Camera arriva un segnale netto: l’Italia ha storia, competenze e industria per giocare da protagonista nella nuova corsa allo spazio. Ma per trasformare questa forza in competitività servono regole che abilitino, infrastrutture sicure, filiere integrate e capitale umano all’altezza.
Solo così intelligenza artificiale, quantistica e telecomunicazioni satellitari potranno diventare valore reale — economico e sociale — per cittadini e imprese.

 

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