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Report stato ambiente e Rapporto Ambiente Snpa

Introduzione

Nella Sala della Regina di Montecitorio, martedì 28 ottobre, sono stati presentati tre rapporti cruciali per comprendere lo stato dell'ambiente a livello europeo e italiano: il Rapporto europeo sull’ambiente 2025, il Rapporto sullo Stato dell'Ambiente in Italia 2025 e il Rapporto sull’ambiente del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA). Questi documenti compongono un quadro di conoscenza condivisa che analizza la situazione ambientale a livello europeo, nazionale e regionale, con l’intento di orientare le politiche pubbliche in modo basato su dati scientifici. Nel corso della presentazione è intervenuto il vicepresidente della Camera Sergio Costa, già Ministro dell'Ambiente durante i due Governi Conte.

Il rapporto europeo sull'ambiente 2025

Il Rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente ci ricorda che stiamo vivendo un periodo segnato dall’intreccio di tre crisi planetarie: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento. Queste crisi globali mettono a rischio la resilienza dei sistemi naturali e delle società. La sostenibilità in Europa dipende dalla nostra capacità di ripensare i sistemi di produzione e consumo, con particolare attenzione a settori come l’energia, il cibo, la mobilità e l’ambiente in generale.

Il messaggio che emerge da questo rapporto è chiaro: lo stato dell’ambiente in Europa non è buono. La natura continua a subire degrado, la biodiversità è in pericolo e il cambiamento climatico continua a rappresentare una sfida urgente e ineludibile. Tuttavia, non siamo di fronte a un allarmismo, ma a una diagnosi lucida e scientifica che deve tradursi in azioni politiche concrete. Il Rapporto evidenzia anche i progressi fatti in alcune aree, come la riduzione delle emissioni di gas serra, ma questi miglioramenti sono troppo lenti rispetto alla gravità della situazione. Ecco perché è fondamentale adottare misure più incisive e tempestive per invertire le tendenze negative.

Il ruolo di ISPRA e SNPA

In questo contesto, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) offre un quadro nazionale preciso, utilizzando oltre 300 indicatori per monitorare lo stato dell’ambiente in Italia. Il Rapporto ISPRA fornisce una visione chiara delle condizioni delle diverse componenti ambientali nel nostro Paese e delle loro interconnessioni, offrendo agli attori politici gli strumenti necessari per prendere decisioni informate. ISPRA è essenziale per garantire che l’Italia risponda alle sfide ambientali con dati scientifici robusti e tempestivi.

Accanto a questo, il Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA) valorizza il lavoro delle agenzie regionali e provinciali, contribuendo a una visione integrata della situazione ambientale in Italia. Il SNPA è una rete che permette di raccogliere e analizzare dati provenienti da tutto il territorio nazionale, assicurando una copertura completa delle problematiche ambientali. Questo sistema è fondamentale per monitorare i progressi delle politiche ambientali, ma anche per identificare rapidamente le criticità emergenti.

Questa triangolazione tra Europa, Italia e territori locali è fondamentale per comprendere appieno le sfide ambientali e per prendere decisioni politiche informate e concrete. La misurazione dei dati ambientali è essenziale: una democrazia che voglia decidere bene sul lungo periodo deve basarsi su indicatori stabili, dati accessibili e interoperabili. In questo senso, ISPRA e SNPA svolgono un lavoro fondamentale di raccolta e analisi dei dati, garantendo trasparenza e accesso alle informazioni. Tuttavia, è necessario che la politica sostenga questo lavoro con scelte lungimiranti a livello regionale, nazionale ed europeo.

La politica ambientale e le scelte di governance

La politica deve essere in grado di tradurre i dati scientifici in decisioni politiche efficaci. Due aspetti sono cruciali in questo contesto: la trasparenza delle scelte politiche e l’inclusività dell’attuazione. La gestione sostenibile delle risorse naturali richiede scelte esplicite su usi concorrenti e transizioni che siano ben documentate, monitorabili e reversibili, se necessario. È compito del Parlamento assicurare che tali decisioni siano prese in modo motivato e che i risultati siano valutabili sia ex ante che ex post, in modo da verificarne l’efficacia nel tempo. Inoltre, l’attuazione delle politiche deve essere locale e inclusiva, coinvolgendo le città, le regioni e i distretti produttivi in azioni concrete per affrontare i problemi ambientali.

Un altro elemento cruciale riguarda la comunicazione del dato scientifico. Oggi è imprescindibile che istituti come ISPRA e il sistema SNPA non solo raccolgano e analizzino i dati, ma che se ne faccia una corretta divulgazione. I cittadini, anche quelli senza specifiche competenze scientifiche, devono essere messi nelle condizioni di comprendere le informazioni ambientali e di partecipare attivamente alla vita pubblica. L'indipendenza delle istituzioni scientifiche è fondamentale per garantire che le politiche siano basate su dati oggettivi e non influenzate da interessi politici.

Il monitoraggio ambientale: un elemento imprescindibile

Il monitoraggio ambientale è la base su cui si costruisce la protezione dell’ambiente, sia a livello nazionale che locale. È essenziale che le politiche ambientali siano sostenute da dati concreti e da un sistema di monitoraggio che garantisca trasparenza e responsabilità. Le tecnologie di monitoraggio, come quelle utilizzate da ISPRA e dalle agenzie regionali, devono essere continuamente migliorate per rispondere alle nuove sfide. Le istituzioni politiche devono garantire che queste tecnologie siano accessibili e che i dati raccolti siano adeguatamente condivisi con la pubblica amministrazione, le imprese e la cittadinanza.

In questo senso, è fondamentale che ISPRA e le altre agenzie ambientali rimangano indipendenti dalla politica, per evitare che i dati vengano utilizzati strumentalmente. Come sottolineato più volte durante la presentazione, non bisogna mai pensare di porre ISPRA sotto il controllo politico diretto. Questo sarebbe un errore che comprometterebbe la qualità e l’affidabilità delle informazioni, che sono il fondamento delle scelte politiche efficaci.

Le prospettive future per la autela ambientale

Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono fenomeni che non aspettano i cambiamenti politici e continuano a evolversi indipendentemente dalle circostanze. È necessario, quindi, che la politica ambientale sia pensata in modo lungimirante, senza lasciarsi influenzare dai cicli elettorali. La sostenibilità non deve essere un obiettivo negoziabile, ma un valore fondamentale che deve orientare tutte le decisioni politiche, economiche e sociali.

L’Italia ha un’importante opportunità per rafforzare il suo sistema di tutela ambientale e per continuare a svolgere un ruolo di leadership a livello europeo. Non partiamo da zero: l’Unione Europea ha già messo in campo un quadro legislativo robusto per guidare le transizioni ambientali. La politica deve essere in grado di orientare il Paese verso una transizione ecologica giusta e equa, che non pesi sui più vulnerabili ma che distribuisca i benefici in modo equo tra tutte le categorie sociali.

La crescita della produzione di rifiuti e l’impatto del turismo

La produzione di rifiuti attribuibili al turismo in Italia è in costante aumento, con una media di 15,7 chilogrammi per abitante equivalente. Questo dato mette in evidenza una crescente pressione ambientale legata al settore turistico. Non solo i rifiuti sono in aumento, ma anche il trasporto turistico contribuisce in maniera significativa all’impatto ambientale. L’automobile rimane il mezzo di trasporto preferito, utilizzata dal 69% dei viaggiatori italiani. Questo comporta un aumento delle emissioni di CO2, che sono cresciute in nove regioni italiane rispetto al 2017. Sebbene esistano criticità, la gestione dei rifiuti turistici mostra segnali di miglioramento, suggerendo che sono in atto politiche più efficaci nella gestione dei flussi turistici e dei loro impatti sull'ambiente.

L’offerta infrastrutturale e la gestione ambientale

Anche l’offerta infrastrutturale turistica in Italia continua a espandersi. Si registrano quasi 158.000 posti barca e più di 360 campi da golf, principalmente concentrati nel nord del paese. Questo sviluppo infrastrutturale ha un impatto diretto sulla gestione ambientale, rendendo necessario un maggiore controllo e monitoraggio degli effetti che queste strutture hanno sull’ambiente. Nonostante le difficoltà, esistono segnali positivi di progressi nella gestione ambientale del settore, con strategie più mirate che cominciano a dare i loro frutti. Tuttavia, è essenziale che queste nuove infrastrutture siano progettate e gestite in modo sostenibile, integrando soluzioni ecocompatibili che minimizzino il loro impatto.

La sfida dell'Italia: competitività economica e tutela della salute

L'Italia si trova a dover affrontare una sfida fondamentale: conciliare la competitività economica con la necessità di proteggere la salute dei cittadini e garantire una buona qualità della vita. Questa sfida è ancora più urgente in un contesto in cui la crescita economica e la sostenibilità devono coesistere per preservare il benessere delle generazioni future. È necessario un impegno comune per sviluppare politiche che possano tutelare l'ambiente e, allo stesso tempo, stimolare un'economia forte e resiliente. Le politiche ambientali, quindi, non devono solo essere efficaci dal punto di vista ecologico, ma anche socialmente e economicamente sostenibili. Solo in questo modo l’Italia riuscirà a mantenere un equilibrio tra lo sviluppo e la tutela dell’ambiente.

Il ruolo del rapporto ambientale

Il rapporto ambientale svolge un ruolo cruciale come strumento di orientamento per diversi soggetti: decisori politici, imprese, cittadini e comunità scientifica. Questo documento non solo mette in luce le criticità, ma riconosce anche i progressi in atto. Il monitoraggio continuo e il rafforzamento della cooperazione internazionale sono essenziali per migliorare la gestione ambientale. Il rapporto ci invita ad affrontare la sfida con un approccio integrato e scientifico, fornendo una base solida per le decisioni politiche future. Il monitoraggio e la condivisione dei dati sono, infatti, le chiavi per un cambiamento positivo, poiché le scelte consapevoli si basano su informazioni rigorose e verificate. È fondamentale che questo processo continui a crescere in modo da affrontare le sfide ambientali con una visione a lungo termine.

La cooperazione e il ruolo delle agenzie

Le agenzie regionali e provinciali, insieme a ISPRA, formano il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), che è fondamentale per garantire la qualità e l’affidabilità dei dati ambientali. Le agenzie, attraverso un’attività capillare sul territorio, sono in grado di monitorare tutti gli aspetti ambientali: acqua, aria, suolo e biodiversità. L'importanza di un sistema che opera in modo coordinato è stata sottolineata in più occasioni, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare dati omogenei e confrontabili a livello locale, nazionale ed europeo. Questo approccio garantisce che le politiche siano adeguate alle specifiche esigenze territoriali, evitando soluzioni generiche e senza una vera comprensione delle differenze tra le diverse aree.

Il sistema a rete delle agenzie ambientali consente di raccogliere dati in tempo reale da ogni angolo del paese, assicurando che le informazioni siano tempestive e precise. Questo processo di raccolta dei dati è fondamentale per garantire che le politiche siano adeguate alle specifiche necessità territoriali, senza trascurare le differenze tra regioni. Un sistema che funziona in modo integrato permette di rispondere più rapidamente a eventuali criticità e di adottare politiche mirate per risolvere i problemi ambientali.

Le reti tematiche e la normativa ambientale

L’omogeneizzazione dei dati è resa possibile grazie alla creazione di osservatori e reti tematiche che supportano la governance ambientale. Ogni regione e ogni agenzia ha sviluppato competenze specifiche per monitorare diversi aspetti dell’ambiente, come la qualità dell’aria, le risorse idriche e la gestione dei rifiuti. Queste reti sono fondamentali per standardizzare le informazioni, garantendo che tutti i dati siano raccolti e analizzati con gli stessi criteri. L’omogeneizzazione dei dati consente anche una migliore comunicazione e una più efficace gestione delle risorse a livello nazionale e internazionale. Le reti tematiche rafforzano la cooperazione tra le diverse agenzie e contribuiscono a garantire una risposta uniforme alle problematiche ambientali.

Monitoraggio ambientale e trasparenza dei dati

Il sistema nazionale di protezione ambientale si impegna a monitorare i principali indicatori ambientali, utilizzando tecnologie avanzate. I laboratori accreditati in Italia, con il supporto di ISPRA, sono in grado di rilevare anche inquinanti emergenti, come i PFA, che rappresentano una minaccia crescente per la salute e l’ambiente. Monitorare costantemente la qualità dell’aria, delle acque e del suolo è essenziale per garantire che le politiche siano basate su dati concreti. La trasparenza è un valore fondamentale, poiché consente ai cittadini e alle istituzioni di avere accesso a informazioni chiare e verificabili, contribuendo alla fiducia e alla partecipazione attiva nella tutela ambientale. È cruciale che il pubblico abbia accesso ai dati, per garantire che le politiche siano efficaci e per incoraggiare la partecipazione informata a livello comunitario.

L'integrazione dei dati per una governance efficiente

Il lavoro quotidiano delle agenzie ambientali non si limita alla raccolta dei dati, ma include anche la gestione delle informazioni in modo da supportare la governance a tutti i livelli. I dati raccolti devono essere messi a disposizione delle autorità locali, regionali e nazionali per consentire decisioni politiche tempestive ed efficaci. La capacità di integrare i dati ambientali con quelli socioeconomici è fondamentale per valutare l’impatto delle politiche ambientali sul benessere delle persone e sull’economia. Inoltre, l’integrazione dei dati permette di identificare eventuali problemi emergenti e di adottare soluzioni mirate, riducendo al minimo gli impatti negativi.

Il ruolo cruciale della trasparenza e dell'educazione ambientale

La trasparenza nella gestione dei dati è un altro aspetto fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini. È essenziale che i dati ambientali siano resi disponibili e comprensibili per tutti. L’educazione ambientale gioca un ruolo chiave in questo processo, poiché consente di sensibilizzare i cittadini e le imprese sui temi ambientali e sul loro impatto. Inoltre, promuovere la consapevolezza e l’impegno verso la sostenibilità a tutti i livelli – dai singoli cittadini alle istituzioni – è fondamentale per ottenere risultati concreti nella tutela dell’ambiente. La responsabilizzazione dei cittadini è una componente essenziale della sostenibilità a lungo termine.

La sfida della competitività e della transizione ecologica

Infine, la transizione ecologica rappresenta una delle sfide più complesse che l’Italia e l’Europa devono affrontare. La competitività economica e la sostenibilità ambientale devono andare di pari passo, senza sacrificare l’uno per l’altro. La tecnologia e l'innovazione sono strumenti fondamentali per far sì che la transizione ecologica diventi un’opportunità economica e non un ostacolo. Le politiche devono essere flessibili e adattabili, in modo da favorire la crescita economica e ridurre l’impatto ambientale. La collaborazione tra le istituzioni, le agenzie, le imprese e i cittadini è essenziale per costruire un futuro più sostenibile. È importante che la transizione ecologica non solo rispetti l’ambiente, ma che favorisca anche una prosperità condivisa, creando nuove opportunità economiche.

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