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Presentata a Roma la relazione Annuale AGCOM

Dalla TV ai social, tra EMFA e DSA: lo stato delle comunicazioni in Italia e le priorità del regolatore

Nella cornice del Senato della Repubblica, a Roma, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha presentato la Relazione annuale sulle attività svolte e sulle prospettive di lavoro. Dopo il saluto del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, il Presidente AGCOM Giacomo Lasorella ha illustrato i trend che stanno ridisegnando i mercati delle comunicazioni elettroniche, dei media, dei servizi digitali e del settore postale, in un contesto europeo segnato dall’entrata in vigore e dall’attuazione di DSA, DMA, EMFA, AI Act e Data Act.

Scarica la relazione annuale AGCOM 2025

Il saluto istituzionale

La Russa ha ripercorso l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, dai libri antichi alla TV “di comunità”, fino all’infosfera contemporanea dominata da smartphone e piattaforme. Ha richiamato l’attenzione sulla credibilità delle fonti e sulle criticità che colpiscono soprattutto i più giovani: furti d’identità, truffe online, violazioni della privacy, cyberbullismo e dipendenze digitali. Se all’AGCOM spetta prevenire e sanzionare abusi e storture, ha sottolineato, la sola regolazione non basta: serve un’opera di formazione culturale capillare nelle scuole per sviluppare competenze e consapevolezza critica nell’uso delle tecnologie.

Un cambio di paradigma nell’informazione

Nella sua relazione, Lasorella ha fotografato un passaggio d’epoca. Stando ai numeri, la televisione non è più il canale informativo principale degli italiani: oggi il 52,4% degli adulti si informa online — tra social, app e siti di quotidiani — mentre la TV scende attorno al 45–46% (nel 2019 era al 67,4%). Eppure televisione, radio e stampa restano percepite più affidabili delle piattaforme. È una trasformazione che ha riflessi economici evidenti: in sette anni la pubblicità sulle piattaforme è passata da circa 2 a circa 7 miliardi di euro, ridisegnando il Sistema Integrato delle Comunicazioni e accrescendo il peso di player globali (da Alphabet a Meta, da Amazon a Netflix) accanto agli operatori tradizionali. Da qui la necessità di difendere informazione professionale e pluralismo, anche alla luce del nuovo quadro europeo.

Dalla stagione delle norme a quella dell’attuazione

Dopo un’intensa produzione normativa europea — DSA e DMA su servizi e mercati digitali, EMFA sulla libertà dei media, regole sulla pubblicità politica, AI Act e Data Act — si apre una fase più matura: l’applicazione, il coordinamento e la razionalizzazione. AGCOM partecipa ai tavoli europei (BEREC e nuovo Media Board) e sollecita un’armonizzazione che coniughi concorrenza, pluralismo e tutela degli utenti, con particolare attenzione ai minori. In questo quadro, si prepara anche il Digital Networks Act, mentre in Italia prosegue il lavoro di allineamento tra livelli nazionali ed europei.

Comunicazioni elettroniche: nuovi assetti e tutele

Sul fronte delle reti fisse, il periodo è stato segnato dalla separazione strutturale della rete TIM e dal suo trasferimento a FiberCon, dall’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom e dall’ingresso di Poste Italiane come primo azionista di TIM. L’Autorità ha avviato una nuova analisi di mercato sull’accesso fisso per definire eventuali posizioni di significativo potere di mercato e i relativi obblighi: fino alla conclusione dell’iter resta valido il precedente quadro regolatorio, evitando vuoti di tutela. Intanto cresce la copertura in fibra: al 31 dicembre 2024 l’FTTH raggiunge il 70,7% delle famiglie, mentre procede il decommissioning del rame.
Sul versante dei consumatori, AGCOM ha rafforzato il contrasto al telemarketing selvaggio imponendo il blocco delle chiamate dall’estero camuffate come numeri italiani (CLI spoofing). Per i servizi mobili 5G sono stati introdotti bollini di trasparenza che evidenziano eventuali limiti di velocità; sono state estese le agevolazioni agli utenti con gravi disabilità motorie; e “Misura Internet” — che rileva la qualità fino al numero civico — è indicata come modello dalla Commissione europea. ConciliaWeb, infine, si consolida come strumento di risoluzione online delle controversie.

Postale: meno lettere, più pacchi

Il 2024 registra 3,1 miliardi di invii complessivi, con la corrispondenza in flessione (-6,2% sul 2023, -18% sul 2020) e i pacchi in crescita. I ricavi toccano 8,59 miliardi di euro, trainati dal parcel. AGCOM ha aggiornato i price cap del Servizio Universale contenendo gli incrementi rispetto alle richieste, ha segnalato al Governo la necessità di rivedere — fino all’abolizione — il fondo di compensazione del Servizio Universale, ha semplificato i titoli abilitativi e ha lanciato un portale per le segnalazioni che ha favorito un +15% di indennizzi ai cittadini.

Media: EMFA, mercato e regole di garanzia

Con l’EMFA entra in vigore un quadro armonizzato per i servizi di media nell’UE, che tutela libertà e pluralismo, impone trasparenza sulla proprietà, vieta l’uso di spyware contro i giornalisti, disciplina la moderazione delle notizie da parte delle piattaforme e uniforma le procedure sulle concentrazioni. Nel 2024 il mercato italiano mostra segnali di ripresa: le entrate crescono del 3,2%, la televisione rafforza il suo peso nella raccolta e aumentano gli introiti da abbonamenti e contenuti a pagamento; al tempo stesso, una quota crescente di pubblicità migra verso le piattaforme. Il TG1 resta il telegiornale più seguito; la radio mantiene un ascolto medio del 67,2% (pur in lieve calo), mentre l’editoria continua a soffrire: lettori quotidiani stabili attorno a 11,2 milioni, ma diffusione pagata in ulteriore calo a 1,7 milioni di copie.
Sul piano regolatorio, AGCOM ha integrato il criterio del tempo di parola con gli indici di ascolto per monitorare il pluralismo; ha richiamato RAI e broadcaster a un’osservanza più rigorosa del silenzio elettorale, sollecitando un intervento legislativo che allinei anche le piattaforme alla disciplina vigente. Sono stati definiti icone e accesso ai canali del digitale terrestre per garantire la “prominence” dei servizi di interesse generale; semplificate le quote su opere europee e indipendenti; e disciplinate in modo condiviso le “immagini correlate” fuori dal campo negli eventi sportivi, per tutelare il diritto di cronaca. È in corso, inoltre, l’aggiornamento delle linee guida per gli influencer con relativo codice di condotta.

Servizi digitali, minori e copyright: il DSA sul campo

Come Coordinatore dei Servizi Digitali, AGCOM opera nel Board europeo, contribuisce alle linee guida su integrità elettorale, tutela dei minori e gestione dei reclami, e certifica gli organismi ADR. Il disegno di legge nazionale sull’IA prevede il coinvolgimento del coordinatore DSA, a conferma della necessità di cooperazione strutturata con Antitrust e Garante Privacy.
Sul copyright, l’Autorità ha applicato il regolamento sull’equo compenso agli editori per l’uso delle pubblicazioni giornalistiche online, decidendo due casi riguardanti un motore di ricerca e una piattaforma social. In attesa della pronuncia della Corte di giustizia UE — cui l’Avvocato generale ha già dato un orientamento favorevole alla posizione italiana — la disciplina resta operativa. È stato inoltre approvato il regolamento sulla rappresentatività degli organismi dei diritti connessi degli interpreti ed esecutori.
La lotta alla pirateria si è rafforzata grazie al DL 113/2024, che estende l’azione anche a VPN e DNS pubblici: attraverso la piattaforma sono stati bloccati 28.041 domini e 6.104 indirizzi IP che diffondevano eventi sportivi live, con ordini rivolti anche ai grandi attori globali per disabilitazioni e deindicizzazioni. Sul fronte della protezione dei minori, AGCOM ha adottato specifiche tecniche per la verifica dell’età per l’accesso a contenuti pornografici, basate su un modello di “doppio anonimato”, con obbligo di adeguamento entro sei mesi e sperimentazione coordinata a livello europeo.

Governance e risorse

L’Autorità ha rafforzato l’organizzazione con nuove assunzioni (25 unità) e competenze tecniche, giuridiche ed economiche, ma segnala l’urgenza di stabilizzare organici e finanziamenti. La frammentazione dei contributi dovuti dagli operatori — con differenze di natura giuridica e contenziosi in crescita, soprattutto verso soggetti digitali non stabiliti in Italia — mette a rischio la certezza delle entrate. La proposta è arrivare a un contributo unico, di natura tributaria, sul modello già adottato da altre autorità.

Alfabetizzazione digitale: la variabile decisiva

Regole e sanzioni non bastano se non crescono competenze e cultura digitale. È questo il messaggio che accomuna gli interventi istituzionali. AGCOM ha avviato con il Ministero dell’Istruzione e i Corecom un “patentino digitale” per gli studenti delle scuole superiori e propone una strategia nazionale di media & digital literacy rivolta a giovani, anziani e fasce intermedie, per evitare nuove disuguaglianze. L’obiettivo è una cittadinanza informativa in grado di verificare, contestualizzare e gerarchizzare le notizie, inclusi i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Per Lasorella, un’opinione pubblica consapevole e critica rimane il fondamento della democrazia.

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