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Power Shift, strategie per il mercato energetico di domani: a Montecitorio la chiusura della 26ª edizione del Master SAFE

La Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma, nella Camera dei Deputati, ha ospitato la cerimonia di chiusura e consegna dei diplomi della 26ª edizione del Master SAFE in gestione delle risorse energetiche, accompagnata dal workshop “Power Shift – Strategie per il mercato energetico di domani”.

Davanti a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’informazione, delle imprese e dei media, SAFE ha riunito in uno stesso momento il confronto di alto livello sulle sfide della transizione energetica e la celebrazione dei giovani protagonisti che si affacciano oggi al mercato del lavoro dopo un percorso intensivo di formazione e placement.

A fare da filo rosso dell’intera giornata, tre parole chiave: transizione, sicurezza e talento. Sullo sfondo, un contesto energetico e geopolitico in profonda trasformazione, che richiede nuove competenze e una classe dirigente capace di coniugare visione industriale, sostenibilità e pragmatismo.

Il contesto: Montecitorio, la Sala della Regina e il Master SAFE

In apertura, è stato ricordato il valore simbolico e istituzionale della Sala della Regina, tradizionalmente sede di cerimonie ufficiali della Camera dei Deputati e, in alcune occasioni, di incontri con il Presidente della Repubblica. 

In questo scenario, SAFE ha scelto di celebrare non solo la conclusione del Master in gestione delle risorse energetiche, ma anche il workshop “Power Shift”, concepito come momento di dialogo costruttivo tra imprese e istituzioni per individuare soluzioni concrete alla transizione energetica.

Il Master SAFE, arrivato alla 26ª edizione, è stato descritto come un percorso “tailor made”, ogni anno ridisegnato in funzione delle esigenze dei partner, delle evoluzioni del mercato e dei fabbisogni occupazionali. Il format resta però invariato nei suoi pilastri:

  • Selezione di giovani ad alto potenziale, provenienti da percorsi di laurea diversi (ingegneria, economia, giurisprudenza, scienze ambientali, chimica, ecc.);
  • Sei mesi di formazione intensiva multidisciplinare, tra moduli tecnici, economico-finanziari, regolatori e soft skills;
  • Project work e attività sul campo a stretto contatto con aziende e istituzioni;
  • Placement, cioè l’incontro organizzato tra i talenti formati da SAFE e i fabbisogni di imprese e stakeholder del settore.

La direzione del Master ha sottolineato come anche quest’anno la quasi totalità dei partecipanti abbia trovato un’occupazione soddisfacente, confermando un tasso di placement superiore al 95%. Contestualmente, è stato annunciato che sono aperte le iscrizioni alla 27ª edizione, in avvio a febbraio 2026.

Il Ministro Pichetto Fratin: “transizione condivisa e visione di lungo periodo”

Impossibilitato a partecipare di persona per impegni istituzionali, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha inviato un videomessaggio, esprimendo gratitudine a SAFE, agli organizzatori e ai partecipanti.

Nel suo intervento ha riconosciuto il ruolo di SAFE come attore di rilievo nella formazione specializzata, capace di coniugare competenza, visione e dialogo tra istituzioni, imprese e giovani professionisti. La cerimonia di chiusura del Master viene letta dal Ministro come un momento prezioso di confronto sulle sfide decisive della transizione energetica e della sostenibilità.

Pichetto Fratin ha insistito su alcuni punti:

  • la transizione “realmente efficace” deve coniugare sostenibilità e sviluppo;
  • servono visione, strategia e lungimiranza, ma anche concretezza;
  • i luoghi di confronto tra istituzioni, aziende e giovani talenti – come il workshop di SAFE – sono cruciali per generare idee, progetti e contributi capaci di costruire un futuro più sostenibile.

L’intervento di Paolo Barelli: energia, politica e sport

Ha portato il suo saluto anche l’onorevole Paolo Barelli, capogruppo alla Camera e figura storica del nuoto italiano (venti volte campione italiano, due volte finalista olimpico, presidente della Federazione Italiana Nuoto ed ex presidente della Federazione Europea).

Barelli ha intrecciato la sua doppia esperienza di uomo delle istituzioni e dirigente sportivo, ricordando come il tema energia sia concretissimo per il mondo dello sport: piscine da riscaldare e depurare, impianti energivori che senza costi sostenibili rischiano la chiusura. Durante la crisi energetica, ha ricordato la battaglia condotta per evitare la chiusura di molti impianti natatori.

Nel suo intervento l’onorevole ha evidenziato:

  • la fragilità energetica dell’Europa, priva di grandi risorse fossili rispetto ad altri continenti;
  • scelte come l’abbandono del nucleare, oggi rimesse in discussione;
  • la difficoltà decisionale di un’Unione Europea a 27, rispetto a sistemi in cui il potere esecutivo decide con maggiore rapidità;
  • il rischio di aver fissato obiettivi ambientali ambiziosi (come la completa elettrificazione del parco auto) senza aver valutato fino in fondo tempi, tecnologie e impatti reali.

Da qui l’appello a coniugare tutela dell’ambiente e necessità di energia, evitando che, in attesa di soluzioni, sia la società a pagarne il prezzo. Ai giovani del Master, Barelli ha affidato una sfida chiara: contribuire, nel settore energetico, a soluzioni concrete che tengano insieme ambiente, sviluppo e benessere sociale.

“Power Shift”: un sistema energetico in trasformazione rapida e complessa

Il cuore della giornata è stata la tavola rotonda del workshop “Power Shift – Strategie per il mercato energetico di domani”, introdotta dal presidente di SAFE, che ha inquadrato la transizione energetica come qualcosa di più di una semplice rivoluzione tecnologica: una trasformazione industriale e geopolitica che tocca il modello di sviluppo, l’economia e la società nel suo complesso.

Sono stati richiamati, tra i fattori che stanno ridisegnando la geografia dell’energia:

  • cambiamento climatico, pandemia, guerre e tensioni geopolitiche (conflitto russo-ucraino, Medio Oriente);
  • nuove alleanze strategiche, come l’asse Cina-Russia;
  • crisi dei prezzi energetici del 2021–2022 e la corsa al rimpiazzo del gas russo;
  • ritorno temporaneo del carbone, estensioni di impianti programmati per la chiusura, accelerazione su idrogeno e rinnovabili;
  • crescente impatto energetico di cloud, data center e intelligenza artificiale.

L’Europa è stata descritta come leader nella lotta al cambiamento climatico con il Green Deal e l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, ma ancora fortemente dipendente dalle importazioni di energia e materie prime critiche. Emblematica, in questo senso, la difficoltà nel definire un target condiviso di decarbonizzazione al 2040.

Da qui l’esigenza di:

  • evitare nuove dipendenze, imparando dagli errori del passato;
  • conciliare urgenza della transizione verde e dinamiche geopolitiche;
  • garantire allo stesso tempo sicurezza energetica, accessibilità, autonomia strategica e capacità di attrarre investimenti.

Terna: un sistema elettrico più complesso, ma più intelligente

Fabio Bulgarelli, Direttore Affari Regolatori di Terna, ha illustrato come negli ultimi anni il sistema elettrico italiano sia entrato in una fase di trasformazione “radicale e molto rapida”:

  • negli ultimi tre anni sono entrati in esercizio circa 22 GW tra eolico e fotovoltaico;
  • la produzione termoelettrica si è ridotta di circa il 20%;
  • nei prossimi anni sono previsti almeno altri 20 GW di rinnovabili.

Questo comporta nuove complessità:

  • gestione delle congestioni di rete;
  • controllo delle tensioni nei vari nodi;
  • riduzione della riserva a salire e, in alcune condizioni, a scendere;
  • diminuzione dell’inerzia di sistema (meno masse rotanti in servizio);
  • minore potenza di cortocircuito.

La risposta di Terna si articola su tre direttrici:

  1. Investimenti in rete
    Aumento della capacità di trasporto tra le zone (già +3 GW negli ultimi anni, con ulteriori 7 GW entro il 2030 e 8 GW entro il 2034).
  2. Nuove tecnologie di rete e accumulo
    Installazione di reattanze, Statcom, compensatori sincroni per supportare tensioni e inerzia. Attraverso il mercato della capacità sono stati contrattualizzati circa 9 GW di capacità programmabile, mentre con le aste Maxe si guidano investimenti in sistemi di accumulo: la prima asta ha approvvigionato circa 10 GWh di nuove batterie.
  3. Dati e intelligenza artificiale
    Uso avanzato dei dati per migliorare le previsioni di produzione da rinnovabili non programmabili e di consumo, consentendo un dimensionamento più preciso delle riserve di bilanciamento.

Bulgarelli ha sottolineato, rivolgendosi ai giovani del Master, l’importanza dell’“upskilling imperative”: la necessità di aggiornare continuamente competenze e know-how in un sistema che cambia così velocemente.

Snam: gas, domanda globale e ondata dei data center

Claudio Farina, Chief Strategy and Innovation Officer di Snam, ha offerto una lettura integrata dei mercati energetici globali, ricordando alcuni dati chiave:

  • da oltre dieci anni la domanda di energia cresce più del previsto a livello globale;
  • aumentano tutte le fonti primarie: rinnovabili, ma anche gas, petrolio e carbone;
  • il gas, rispetto ad altre fonti fossili, ha un fattore emissivo inferiore e può essere progressivamente decarbonizzato tramite biometano e sistemi di Carbon Capture and Storage (CCS).

Farina ha proposto di parlare più di integrazione tra vettori energetici che di transizione intesa come sostituzione secca di uno con l’altro. Questo approccio integrato è ancora più necessario se si considera la crescita esplosiva attesa per i consumi elettrici legati a:

  • data center;
  • cloud computing;
  • intelligenza artificiale.

Già oggi questi carichi valgono circa 400 TWh, l’equivalente dei consumi elettrici di un grande Paese, con una domanda quasi interamente baseload (24 ore su 24). Le rinnovabili, per natura non programmabili, faticano a coprire da sole questo profilo. Di qui il ruolo di supporto del gas nella generazione elettrica, specie in un contesto in cui:

  • la Germania è uscita dal nucleare e si appresta a uscire dal carbone;
  • gran parte del parco nucleare europeo si avvicina ai limiti di vita utile.

Servono quindi infrastrutture gas robuste, flessibili e multi-purpose, in grado di trasportare in futuro quote crescenti di biometano e, progressivamente, idrogeno e gas decarbonizzato.

Adriatic LNG: flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti

Dal lato dei terminali di rigassificazione, è intervenuta Alexandra Thomas, CEO di Adriatic LNG, che gestisce il terminale off-shore al largo del Veneto, con una capacità autorizzata di 9,6 miliardi di metri cubi all’anno – quasi la metà della capacità di importazione di GNL italiana – contribuendo a circa il 40% del consumo nazionale di gas.

Thomas ha evidenziato tre elementi:

  1. Politiche stabili e inclusive
    Servono policy coerenti, stabili e non esclusive, capaci di includere tutte le leve – fossili, rinnovabili, infrastrutture – utili a garantire sicurezza e decarbonizzazione.
  2. Investimenti strategici pubblico–privati
    Adriatic LNG è un esempio di partnership tra azionisti pubblici e privati, con decisioni di investimento guidate da logiche industriali di lungo periodo.
  3. Integrazione infrastrutturale
    Il terminale opera in stretta sinergia con Snam Rete Gas per garantire l’immissione in rete del gas in tempi e modalità coerenti con la domanda.

Secondo Thomas, il GNL ha due grandi punti di forza:

  • Origine diversificata: il gas arriva da più Paesi (oggi in prevalenza Qatar e Stati Uniti, con un peso USA in forte crescita);
  • Flessibilità contrattuale: mix di contratti di lungo periodo e accordi spot, che permette di gestire volatilità e shock di mercato.

In questo scenario, il gas – e in particolare il GNL – resta un “fuelo di transizione”, abilitante per un’economia a basse emissioni.

Dal lato del cliente finale: flessibilità, ETS2 e comunità energetiche

Stefano Brogelli, Legal and Regulatory Director di Axpo Italia, ha spostato lo sguardo sul consumatore finale, sempre più chiamato a un ruolo attivo nella transizione energetica.

Da un lato, ha illustrato le opportunità legate ai:

  • mercati della flessibilità locali;
  • nuova figura dei Balance Service Provider, autorizzati ad aggregare portafogli di produzione e consumo e a fornire servizi di flessibilità ai distributori.

Questo consente anche a unità di consumo di piccola taglia di partecipare, tramite contratti adeguati, alla stabilità del sistema e di condividere i benefici economici generati.

Dall’altro, Brogelli ha richiamato l’attenzione su un tema destinato a incidere direttamente sui costi in bolletta: il nuovo sistema ETS2, che estenderà il meccanismo di prezzo della CO₂ alle emissioni diffuse (ad esempio il riscaldamento degli edifici). Per una famiglia tipo, il combinato di consumi annui e prezzo atteso dei permessi potrebbe tradursi, secondo le stime citate, in un aggravio dell’ordine di alcune decine di euro all’anno, con effetti ancora poco discussi nel dibattito pubblico.

Da qui l’importanza di:

  • regole chiare e tempestive a livello europeo e nazionale;
  • eventuali meccanismi di mitigazione per le categorie più vulnerabili;
  • politiche che accompagnino la decarbonizzazione senza scaricarne i costi in modo incontrollato sulle famiglie.

Multiutility, reti e investimenti: l’esperienza di Hera

Christian Fabri, presidente esecutivo del Gruppo Hera, ha portato la prospettiva di una grande multiutility che gestisce, tra gli altri, servizi ambientali, distribuzione di gas ed energia elettrica, ciclo idrico e illuminazione pubblica.

Partendo da un dato: in Italia, più della metà dell’energia che arriva a famiglie e PMI lo fa sotto forma di molecole (gas), non di elettroni. Questo significa che nel 2040, anche con una forte elettrificazione, il gas continuerà a rappresentare una quota significativa dei consumi finali, e le reti di distribuzione dovranno evolvere in modo “sincrono” e coordinato.

Fabri ha sottolineato tre esigenze:

  1. Gestire in modo integrato reti gas ed elettriche
    Gli investimenti sulle due infrastrutture devono essere coordinati per evitare duplicazioni e sprechi.
  2. Elettrificazione selettiva e pragmatica
    Esempi come l’elettrificazione del porto di Trieste mostrano come nuove esigenze di carico (navi da crociera in banchina) richiedano potenziamenti importanti delle reti elettriche, senza ridurre necessariamente i consumi di gas.
  3. Nuove molecole verdi
    Biometano e, gradualmente, idrogeno – anche in miscelazione (blending) sulle reti esistenti – saranno cruciali per decarbonizzare il vettore gas, ma richiederanno investimenti su infrastrutture, apparecchiature e regolazione.

Sul piano economico, Fabri ha evidenziato il rischio di meccanismi regolatori non allineati con la transizione (come alcune modalità di gara per le reti gas) che potrebbero spingere a sovrainvestimenti in un settore mentre si chiedono sforzi opposti altrove. Da qui l’appello a una maggiore coerenza regolatoria, per concentrare le risorse dove generano più valore industriale e ambientale.

Roma, rifiuti ed economia circolare: il caso AMA

Una parte importante del pomeriggio è stata dedicata anche al tema dei servizi ambientali e della gestione dei rifiuti, con particolare attenzione al caso di Roma Capitale.

L’ingegnere Alessandro Filippi, direttore generale di AMA, ha raccontato il percorso di profonda trasformazione in corso nella municipalizzata romana: dalla costruzione di nuovi impianti (biodigestori, impianti per carta e plastica) alla realizzazione di una sala operativa avanzata e di un digital twin della città, che consente di monitorare mezzi, contenitori, flussi e interventi in tempo reale.

Nel quadro del Master SAFE, AMA ha promosso il project work “Ucronia: la trasformazione digitale nella gestione dei rifiuti di Roma Capitale”, che ha contribuito ad arricchire il modello digitale con dati e indicatori operativi.

Filippi ha insistito su due aspetti:

  • la necessità di investimenti strutturali dopo decenni di sotto-dotazione impiantistica;
  • il ruolo decisivo delle persone, dal personale operativo agli specialisti GIS, coinvolti nel cambiamento e nella digitalizzazione del servizio.

Sport e formazione: quando disciplina e talento si incontrano

Una cifra peculiare della cultura SAFE è il legame con il mondo dello sport, non solo in chiave simbolica, ma come riferimento costante di metodo e valori.

Sul palco sono intervenuti:

  • Luca Piscopo, ispettore della Polizia di Stato e responsabile del Centro Nazionale Fiamme Oro per nuoto, acque libere, surf, ginnastica e judo;
  • Alice D’Amato, ginnasta, campionessa olimpica alla trave a Parigi 2024, plurimedagliata europea;
  • Simone Cerasuolo, nuotatore, campione del mondo nei 50 rana ai Mondiali di Singapore 2025.

Piscopo ha raccontato il suo percorso tra sport, studi (laurea in giurisprudenza, master in management olimpico) e carriera nelle Fiamme Oro, sottolineando la centralità di adattamento, decisione rapida e responsabilità – elementi comuni tanto allo sport quanto alla vita professionale.

D’Amato ha parlato del trasferimento a dieci anni da Genova a Brescia per inseguire il sogno della ginnastica di alto livello, e ha spiegato come allenare l’emozione, oltre alla tecnica, sia stato determinante per gestire la pressione delle finali olimpiche. Il suo messaggio ai giovani del Master: impegno, passione e fiducia nelle proprie capacità anche nelle cose che sembrano riuscire meno.

Cerasuolo, rivedendo le immagini dell’arrivo nella finale mondiale dei 50 rana, ha raccontato la sensazione di “essere ancora in gara” subito dopo la toccata, prima di realizzare l’entità del risultato. Ai partecipanti ha ricordato l’importanza di vivere ogni obiettivo con intensità, consapevoli che dietro pochi secondi di prestazione ci sono anni di lavoro e sacrifici.

Gli interventi sportivi hanno ribadito un parallelismo chiaro: non esistono scorciatoie, né nella performance sportiva né nella costruzione di competenze professionali solide.

SAFE Academy: formazione, project work e network

Nel corso della cerimonia, SAFE ha presentato anche la propria nuova brand identity, che valorizza i 25 anni di attività e le tre anime dell’organizzazione:

  • Academy
  • Advisory
  • Network

La responsabile dell’area Academy ha illustrato la struttura del Master:

  • moduli propedeutici in ambito economico-finanziario, strategico, regolatorio;
  • sessioni dedicate allo self development (leadership, team building, comunicazione);
  • approfondimenti sulle diverse filiere energetiche (petrolio, gas naturale, elettricità, rinnovabili, reti, servizi ambientali);
  • project work sviluppati in collaborazione con le aziende partner, su reali tematiche di business.

Tra i project work di questa edizione:

  • “Il nucleare di nuova generazione” (con Accenture): analisi delle opportunità per una filiera nucleare sostenibile in Italia, con stime su occupazione e sviluppo industriale;
  • “Ucronia” (con AMA): evoluzione digitale della gestione rifiuti a Roma;
  • “Impianti ibridi” (con ERG): strategie per combinare eolico e fotovoltaico usando in modo efficiente le connessioni esistenti;
  • “Piano industriale per BESS standalone” (con Undo): modelli economico-finanziari per sistemi di accumulo connessi alla RTN.

Sono stati consegnati anche riconoscimenti speciali:

  • Best Lecture of the Year all’ingegnere Alessandro Caffarelli (Undo) per la capacità di rendere accessibili temi complessi come l’energy storage;
  • Best Company Day a PwC per la qualità dell’esperienza in azienda offerta ai partecipanti;
  • Best Field Visit al Gruppo Hera per la visita agli impianti di selezione e termovalorizzazione di Granarolo dell’Emilia;
  • Premi speciali a figure chiave del network SAFE, tra cui Orazio Privitera (Key2Energy) e Ingmar Wilhelm (Galileo), per il ruolo di “change maker” e per il sostegno alla connessione tra finanza, industria e formazione.

I diplomati: placement, nuove carriere e comunità degli alumni

Durante la cerimonia, uno a uno sono stati chiamati i partecipanti della 26ª edizione per la consegna dei diplomi, accompagnati da rappresentanti delle aziende in cui molti di loro hanno già avviato la propria carriera: utility energetiche, società di consulenza, multiutility, operatori infrastrutturali, società innovative nel settore delle rinnovabili e dello storage.

È stato ricordato che la comunità degli alumni SAFE conta ormai centinaia di professionisti e manager che lavorano con “i principali protagonisti della transizione energetica”, portando nelle aziende idee, freschezza, innovazione e competenze.

Per mantenere vivo questo network, SAFE ha illustrato le iniziative 2026:

  • SAFE Cup, il “torneo dell’energia” (padel, calcio a 5, beach volley);
  • Empower & Connect, aperitivi e incontri dedicati agli ex allievi;
  • Leaders Breakfast, momenti di confronto diretto con top manager del settore;
  • SAFE Talk, appuntamenti a porte chiuse su temi strategici e scenari futuri.

Besseghini: spirito critico, complessità e futuro

In chiusura, è intervenuto Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che ha proposto una riflessione sul rapporto tra innovazione, complessità e capacità critica.

Besseghini ha invitato i giovani a:

  • non farsi trascinare dai “mainstream narrativi”, soprattutto su temi come intelligenza artificiale o scenari energetici, senza verificarne le basi reali;
  • distinguere tra quantità e qualità delle informazioni, consapevoli che la mole di dati disponibili non è di per sé garanzia di verità;
  • ricordare che nel settore dell’energia i cambiamenti strutturali richiedono tempi lunghi: le scelte di mix, infrastrutture e investimenti non si concretizzano dall’oggi al domani.

Ha messo in guardia dal leggere la crisi del 2021–2022 come un semplice “anno anomalo” nei dataset, ricordando che si è trattato di un evento storico per entità di shock su domanda e prezzi. Ignorare questa natura eccezionale rischia di compromettere analisi e previsioni.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Besseghini ha richiamato esempi recenti che mostrano come l’efficienza tecnologica possa cambiare drasticamente gli scenari di consumo energetico associati al digitale. Da qui l’invito a guardare con prudenza alle previsioni che estrapolano linearmente i trend attuali.

In conclusione, ha utilizzato una metafora marina: nel mare della transizione energetica, caratterizzato da nebbia e scarsa visibilità, c’è bisogno di “omini a prua con il megafono”, persone capaci di scrutare l’orizzonte alla ricerca di secche e iceberg. A questa generazione di giovani professionisti, formati da percorsi come il Master SAFE, ha affidato proprio questo ruolo: non solo eseguire, ma interpretare, prevedere e guidare il cambiamento.

 

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