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La memoria di Bernardo Leighton: un invito a difendere la Democrazia

L'iniziativa organizzata alla Camera dei Deputati per commemorare i 50 anni dall'attentato a Bernardo Leighton, figura chiave della Democrazia Cristiana cilena, ha rivelato ancora una volta quanto la lotta per la democrazia e i diritti civili sia stata segnata dalle sfide globali del passato e continui a essere rilevante nel presente. Questo evento ha rievocato l'attacco subito da Leighton nel 1975, vittima di un complotto orchestrato dai servizi segreti cileni, che coinvolse anche la complicità tra regimi sudamericani e l'estrema destra europea.

L'attentato a Leighton, che lo ha visto ferito insieme alla moglie Anita Fresno, non fu solo un atto di violenza individuale, ma un tentativo di soffocare le voci di opposizione alla dittatura di Pinochet e agli altri regimi autoritari. Questo episodio di sangue, che ha avuto luogo sul suolo italiano, ha messo in luce l'intreccio di poteri occulti e connivenze internazionali, sottolineando l'importanza di non dimenticare i meccanismi attraverso cui le democrazie vengono minacciate e come la solidarietà tra popoli e nazioni sia essenziale in tempi di crisi.

Fabio Porta, parlamentare e amico di Leighton, ha sottolineato il valore di questo ricordo, invitando a riflettere sul rapporto di solidarietà tra Italia e Cile, un legame che si rafforzò durante gli anni bui della dittatura, quando l'esilio e l'intimidazione sembravano l'unica risposta alle richieste di giustizia e democrazia. La memoria di Leighton, come sottolineato dal relatore dell'evento, deve essere un monito che ci ricorda che la democrazia non è mai scontata e che la difesa dei diritti e delle libertà è una battaglia senza fine, che deve essere affrontata ogni giorno.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di apprezzamento, elogiando la figura di Leighton come simbolo di resistenza pacifica e di difesa dei principi democratici contro la tirannia. La sua fermezza nel difendere la democrazia, pur di fronte a minacce e violenze, rappresenta un patrimonio morale universale, che trascende i confini geografici e politici. Mattarella ha ricordato come la sua vicenda sia un invito a preservare i valori della giustizia sociale e dei diritti umani, soprattutto in un'epoca in cui si assiste a un ritorno delle autocrazie.

Durante l'incontro, esperti e storici hanno approfondito il contesto storico in cui l'attentato si inseriva. L'internazionale nera non era un movimento isolato. Vi erano legami stretti tra le organizzazioni neofasciste italiane e i regimi autoritari del Cile e di altri paesi sudamericani, tutti impegnati a silenziare chi si batteva per la democrazia. Inoltre, sono stati fatti paralleli con la strategia della tensione in Italia, dove stragi e depistaggi hanno favorito l'interferenza di poteri occulti nella politica e nella storia del paese.

Giovanni Salvi, uno degli investigatori chiave sull'attentato, ha ricordato che questo non fu solo un episodio di violenza, ma una finestra che ci ha permesso di vedere come i metodi repressivi dei regimi autoritari si siano diffusi in Europa, grazie anche alla complicità di alcuni settori della politica e delle forze di sicurezza. Nonostante le difficoltà iniziali nel portare giustizia, la collaborazione internazionale ha infine permesso di fare luce sugli autori materiali e mandanti dell'attentato.

L'evento ha avuto anche un'importante valenza simbolica, mettendo in evidenza come la memoria storica sia cruciale per proteggere il nostro futuro. Il contributo della diplomazia italiana nel sostenere i diritti umani e gli esuli cileni è stato fondamentale, come ha ricordato Giuseppe Provenzano del Partito Democratico. La storia di Bernardo Leighton, ha concluso l'incontro, non è solo quella di un uomo che ha lottato per la libertà, ma di un monito per non dimenticare le lezioni di democrazia e giustizia che dobbiamo custodire oggi e domani.

Il cinquantesimo anniversario dell'attentato a Leighton ci invita a riflettere su quanto sia ancora attuale la lotta per i diritti e la libertà, e su come ogni generazione debba vigilare e proteggere i valori democratici, consapevole che la battaglia per la giustizia sociale e la tutela dei diritti umani è una sfida continua, che non va mai sottovalutata. L’Intervento dell'Ambasciatore Viera Gaglio e Altri - Testimonianze alla Camera dei Deputati: Un’analisi della Memoria e della Solidarietà per Bernardo Leighton

L’ambasciatore Viera Gaglio ha aperto il suo intervento con una riflessione personale e politica di grande valore, sottolineando come il Cile rappresenti non solo un simbolo nella memoria storica, ma anche una realtà politica fondamentale nel contesto attuale. Gaglio ha rievocato l'importanza della solidarietà italiana nei confronti dei rifugiati cileni, ricordando come l’Italia abbia svolto un ruolo cruciale nell’accoglienza e nel sostegno agli esuli. Il suo discorso ha incluso una menzione speciale per figure come Gilberto Bonalumi e Giovanni Salvi, che si sono distinti per l'impegno nella difesa della verità storica, dimostrando la forza della solidarietà internazionale.

L'ambasciatore ha poi ricordato il ruolo fondamentale di Bernardo Leighton, il quale, durante il suo percorso politico, ha incarnato la resistenza alla dittatura di Pinochet. La sua lotta, cominciata sin da giovane come presidente degli studenti cileni e sviluppatasi nei difficili anni '70, ha mostrato una figura coraggiosa nel cercare soluzioni attraverso il dialogo con il governo di Salvador Allende. Gaglio ha sottolineato l’importanza della Democrazia Cristiana nella formazione politica di Leighton, che ha sempre difeso con fermezza i valori democratici, senza mai cedere al totalitarismo.

Raccontando come gli esuli cileni abbiano trovato rifugio in Italia, l’ambasciatore ha evocato una storia di perdono, ma anche di giustizia. Un racconto che ancora oggi deve essere mantenuto vivo, affinché non venga mai dimenticato il sacrificio di chi ha lottato per la libertà. La conclusione del suo intervento è stata un appello forte alla solidarietà e al coraggio, affinché la memoria di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia e la libertà venga tramandata alle future generazioni.

Il professor Gabriele Ruggiero, storico ed esperto di Guerra Fredda, ha aggiunto una riflessione fondamentale sulla natura transnazionale del terrorismo e dell’attentato a Leighton. Ruggiero ha messo in evidenza il coinvolgimento delle destre europee e delle agenzie di intelligence internazionali, sottolineando come la connessione tra i regimi dittatoriali latinoamericani e i gruppi di estrema destra europei sia una lezione che ancora oggi rimane tragicamente attuale. La sua analisi ha invitato a non sottovalutare le implicazioni internazionali di simili atti di violenza e repressione.

Giorgio Benvenuto, segretario del Movimento Sindacale Italiano, ha poi parlato della solidarietà sindacale, sottolineando come subito dopo l’attentato a Leighton le fabbriche italiane e le organizzazioni sindacali si siano mobilitate per esprimere solidarietà ai rifugiati cileni e per condannare la violenza del golpe. Benvenuto ha enfatizzato l'importanza di come tutte le forze politiche italiane, nonostante le differenze interne, siano riuscite a collaborare per difendere i valori democratici, uniti nella lotta contro l’autoritarismo.

La professoressa Maria Rosaria Stabili ha approfondito la questione storica. Ha messo in evidenza come la vicenda di Leighton non sia un episodio isolato, ma parte di una più ampia strategia internazionale che ha visto il coinvolgimento di fascismo, autoritarismo e repressione politica. Il suo intervento ha richiamato l’importanza di non dimenticare il passato per affrontare le sfide politiche del presente.

Il senatore Francesco Verducci ha, invece, richiamato l’importanza della memoria storica nella costruzione di un futuro democratico. Ha legato la tragedia cilena alla memoria della sinistra italiana, ricordando come la solidarietà internazionale e il sostegno agli esuli abbiano rafforzato le radici democratiche italiane.

Il giornalista Nello Gargiulo, intervenuto dal Cile, ha concluso con un ricordo personale e storico, evidenziando come la giustizia sia un impegno collettivo che trascende le frontiere nazionali. Gargiulo ha parlato della forza del pensiero e della lotta di Leighton, sottolineando come il suo impegno per la pace e la giustizia resti un esempio per le generazioni future.

Infine, Donato Di Santo ha concluso il ciclo di interventi riflettendo sull'importanza di non dimenticare, sottolineando la forte risposta politica e sociale dell’Italia all’attentato a Leighton. Ha chiuso con un messaggio di speranza e di impegno per la difesa dei valori democratici, facendo appello alla società civile affinché non vengano mai dati per scontati i principi di libertà e giustizia, ma siano difesi ogni giorno con fermezza e determinazione.

 

 

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