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Dalla penisola all’isola: l’Italia tra limiti alpini, ETS e competitività

Roma, Sala Zuccari del Senato – L’Italia, seconda potenza manifatturiera d’Europa e quarta esportatrice al mondo, rischia paradossalmente di restare isolata. È l’allarme lanciato nel convegno “Dalla penisola all’isola: l’Italia tra limiti alpini, ETS e competitività”, organizzato dalla FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali – su iniziativa del senatore Andrea Paganella.

L’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo politica, istituzioni e imprese per discutere due nodi cruciali della logistica nazionale: il rallentamento dei valichi alpini e il peso crescente del sistema ETS europeo sulle rotte marittime.

Paganella: “Quando si ferma il Brennero, si ferma il Paese”

Aprendo i lavori, il senatore Paganella ha ricordato quanto l’Italia dipenda dai collegamenti con l’Europa: 630 miliardi di export, 570 di import. «Quando i valichi alpini si bloccano, il nostro sistema economico si ferma», ha detto. Solo il Brennero vale da solo il 30% dell’export verso l’Europa, ma – ha aggiunto – è ostacolato da restrizioni unilaterali dell’Austria e da costi aggiuntivi legati all’ETS marittimo. “Servono proposte concrete, non solo analisi”, ha concluso.

Peron (FIAP): “Se si chiudono i valichi e aumentano le tasse, restiamo davvero un’isola”

Il segretario generale di FIAP, Alessandro Peron, ha ricordato che la logistica non è un settore accessorio, ma il cuore dell’economia italiana. «Un terzo del nostro PIL nasce dal commercio internazionale. Se i valichi si chiudono e le tasse sul mare aumentano, l’Italia diventa davvero un’isola».

Peron ha criticato una politica europea che definisce “miope”, colpevole di caricare il trasporto marittimo di costi ambientali sproporzionati. «Il Made in Italy non può competere se non riesce a muoversi», ha detto.

Fontanilli (Uniontrasporti): “Le Alpi, da cerniera a barriera”

Antonello Fontanilli, direttore di Uniontrasporti, ha portato dati aggiornati al 2024: l’87% del commercio terrestre italiano passa attraverso i valichi alpini, per un valore di oltre 500 miliardi di euro. In quarant’anni il traffico è arrivato a 200 milioni di tonnellate l’anno, di cui tre quarti viaggiano su gomma.

Ma tra chiusure, rallentamenti e deviazioni – Monte Bianco, Frejus, Brennero – le imprese italiane perdono oltre 2 miliardi di euro l’anno in extracosti. «Le Alpi, oggi, sono più un confine che una cerniera», ha sintetizzato.

Panaro (SRM – Intesa Sanpaolo): “Paghiamo il 30% in più per il 2,2% delle emissioni”

Secondo Alessandro Panaro, responsabile dell’area Maritime & Energy di SRM, il sistema ETS, nato per ridurre le emissioni di CO₂, sta finendo per penalizzare proprio i Paesi più virtuosi.

«Il trasporto marittimo incide solo per il 2,2% delle emissioni globali, ma il nuovo schema europeo genera fino a 6 miliardi di dollari di costi aggiuntivi l’anno. L’Italia, che è leader nei traffici a corto raggio, è tra le più penalizzate», ha spiegato.

Panaro ha anche criticato la gestione dei fondi PNRR destinati all’ammodernamento ecologico delle flotte: «Su 88 domande, solo 38 sono state finanziate. Servono incentivi, non solo tasse».

Morelli (Presidenza del Consiglio): “Così l’Europa si fa del male da sola”

Il sottosegretario Alessandro Morelli ha definito l’attuale impostazione dell’ETS “un suicidio per la logistica europea”. «Non siamo contrari alla transizione ecologica», ha detto, «ma deve essere sostenibile anche per chi produce e lavora. Le restrizioni ai valichi, i dazi ambientali, i divieti di circolazione: tutto questo non può ricadere solo sulle imprese».

Le voci dal settore: servono infrastrutture, formazione e coordinamento

Nel panel tecnico, Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero, ha ricordato che il corridoio Modena–Brennero regge “la più potente area industriale d’Europa” e necessita di 10 miliardi di nuovi investimenti tra terza corsia e intermodalità.

Paolo Cornetto (FHP Group) ha chiesto più coordinamento europeo tra gestori ferroviari e un piano pubblico per la formazione dei macchinisti. Paolo Guidi (CMA CGM Italia) ha sottolineato la necessità di infrastrutture coerenti con gli investimenti privati nella flotta green.

Dalla Sicilia, l’imprenditrice Rossella Di Stefano ha raccontato un rischio concreto: «L’ETS sta isolando la nostra isola. Senza un intervento politico, le merci torneranno su gomma e la Sicilia resterà tagliata fuori dal mercato nazionale».

Giacchino: “Un Patto per la Logistica”

Nel suo intervento finale, Mino Giacchino, già sottosegretario ai Trasporti, ha ricordato che «l’inefficienza logistica costa all’Italia 80 miliardi l’anno, il doppio rispetto a dieci anni fa».

Ha proposto di rifondare la Consulta nazionale della logistica e di firmare un nuovo “Patto per la Logistica” tra governo, imprese, porti, ferrovie e autotrasporto. «Senza una strategia unitaria, continueremo a perdere competitività».

La chiusura: “Serve un tavolo interministeriale”

In chiusura, Peron (FIAP) ha lanciato una proposta precisa: creare un tavolo interministeriale coordinato dalla vicepresidenza del Consiglio per affrontare insieme il tema dei valichi alpini e dell’ETS.

«Non è una questione tecnica – ha detto – è una questione di competitività del Paese».

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