Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio

Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio

02.02.2025 18:30 - 16.03.2025 19:00
Spazio Heart Pulsazioni Culturali Vimercate
Postato da Stefano
Categorie: Cultura
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"Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio" non è solo un’esposizione di opere d’arte, ma il racconto della vita di un uomo che, nel secondo dopoguerra, decide di scommettere sul fervore della scena artistica italiana e su un mestiere oggi quasi scomparso, quello del corniciaio. Un uomo a modo suo visionario, che rivoluziona il concetto stesso di cornice, che da mero elemento decorativo si trasforma in punto di equilibrio formale, capace di influenzare la percezione dell’opera d’arte e di espanderne la stessa narrazione visiva.
Curata a quattro mani da Simona Bartolena e Armando Fettolini, la mostra offre la possibilità di immergersi nell'universo di un personaggio che, elevando il mestiere del corniciaio a vera e propria arte, ha segnato la scena artistica milanese e italiana del XX secolo in Italia.
Oltre alle 40 opere di 23 artisti differenti esposte allo Spazio Heart di Vimercate, ognuna delle quali è un omaggio all’eccellenza dell’eccellenza artigiana di Alfonso Cortesi, l'esposizione mette in evidenza, attraverso documenti inediti, fotografie, cartoline, lettere, disegni, inviti e oggetti cortesemente concessi dalla famiglia Cortesi, le intuizioni e gli stretti legami di Alfonso Cortesi con la maggior parte degli artisti che si rivolgevano a lui, e la sua straordinaria capacità di creare un legame profondo con ogni opera.
Presenti in mostra anche alcuni lavori realizzati da artisti che hanno avuto un legame speciale con Cortesi, di profonda stima e fiducia reciproca, come Enrico Castellani, Arturo Vermi, Antonio Scaccabarozzi, Agostino Bonalumi, Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Lucio Fontana, Emilio Chiusa, Antonio Calderara, e che oggi ci raccontano la sua visione dell’arte e la sua sensibilità, che non conosce confini, pregiudizi, codici o tendenze.
Ma chi era Alfonso Cortesi?
Nato nel 1918 a Castello d’Argile, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, alla fine degli anni Venti si trasferisce con la famiglia a Milano. Alfonso, ancora giovanissimo, trova impiego come garzone da Egisto Marconi, fra i principali innovatori dell’arte corniciaia europea, che lavorò con tutti i grandi artisti del tempo, da Sironi a Morandi, e padre di Giorgio Marconi, uno dei maggiori galleristi italiani.
A interrompere la sua crescita professionale sopraggiunge la guerra. Cortesi parte per la Campagna di Russia, un’esperienza terribile, che lo segnerà profondamente.
Finita la guerra e tornato a Milano, nel 1946 sposa Mariuccia Colnaghi, conosciuta a Caidate dopo aver deciso di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e che resterà per sempre al suo fianco, diventando una preziosissima alleata, consigliera e aiutante, oltre che compagna e madre di Venusta, la loro unica figlia.
Nel 1947 aprono un primo laboratorio di cornici a San Siro, e solo tre anni dopo, nel 1950, si spostano in un atelier più grande a Monza.
L’Italia del secondo dopoguerra è un paese ancora con molte macerie che cerca di riprendersi poco alla volta, e l’idea di aprire un’attività che punta su un bene effimero come le cornici è a dir poco coraggiosa. Ma Mariuccia e Alfonso non si lasciano spaventare, e il tempo darà loro ragione.

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