Facciamo i conti con la storia: giornata di studi intorno alla figura di Bettino Craxi

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Da 22.02.2020 09:00 fino a 22.02.2020 13:00
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È la prima volta a Milano e probabilmente è un inedito pure su scala nazionale. Il Pd, l’erede più diretto del Pci-Pds, organizza una giornata di studi intorno alla figura di Bettino Craxi. Succederà il 22 febbraio: un’intera mattina di incontri e dibattiti all’Umanitaria, altro luogo simbolo della Milano laica e socialista, per un convegno organizzato dai Giovani democratici e dal gruppo consiliare del Partito democratico. A vent’anni dalla morte, la svolta. Tra i relatori l’ex sindaco Carlo Tognoli, l’ex capogruppo milanese del Psi Ugo Finetti e l’ex vicesegretario nazionale Claudio Martelli. Tre «panel» di discussione, nella mattinata all’Umanitaria. Il Craxi milanese, prima di tutto, consigliere e assessore a Palazzo Marino e poi simbolo della città «da bere» degli anni 80.

Una seconda parte del seminario analizzerà invece il leader nazionale, il segretario socialista, il presidente del Consiglio e il simbolo della Prima Repubblica delle sue degenerazioni partitocratiche.Infine il lascito politico del leader socialista e i riflessi sulla cultura riformista e progressista di oggi. Al convegno è atteso anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, mentre è già confermata la presenza di politici e amministratori locali «dem». Tra gli altri, i parlamentari Tommaso Nannicini e Lia Quartapelle, la segretaria milanese Silvia Roggiani, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Ci sarà anche l’attuale capogruppo in Comune Filippo Barberis, che racconta il senso dell’iniziativa: «La vicenda politica di Craxi e l’impatto che ha avuto nella storia della nostra città, del nostro Paese e della sinistra italiana non può essere ridotta alle sole vicende giudiziarie che ne hanno segnato la fine. Craxi è stato molto di più, nel bene e nel male. Conoscere la sua storia, le scelte che fece da uomo di governo, da socialista liberale, significa fare i conti con un pezzo importante della storia della nostra identità politica di democratici. Fare i conti con la propria storia, con la propria identità, è tutto fuorché velleitario».

« È con questo spirito — conclude Barberis — che insieme ai Giovani Democratici abbiamo voluto organizzare la giornata di studio su Craxi,coinvolgendo giovani studiosi, politici e amministratori di oggi e protagonisti di quel periodo. L’obiettivo è conoscere, approfondire, recuperare un’esperienza politica che, al di là delle molte polemiche che ancora porta con sé, ha certamente qualcosa da insegnare ancora oggi». Paolo Romano ,segretario dei Giovani Democratici di Milano, ha 23 anni, studia economia ed è consigliere in «dem» Municipio 8. «Sono nato che Craxi era già a Hammamet, ma viviamo in un’epoca tutta schiacciata sulla contemporaneità e incapace di affrontare i grandi temi del passato. Un errore gravissimo che impedisce d’imparare dagli errori che compiuti».

Un giudizio personale su Craxi? «La Prima Repubblica era caratterizzata da clientelismi e e corruzione generalizzati. Sul punto si è espressa definitivamente la magistratura. L’eredità politica dell’ex segretario socialista è invece tutta di discutere e da studiare». Anche il Consiglio comunale affronterà nel frattempo la «questione» Craxi. Lunedì l’aula discuterà delle mozioni di Forza Italia e di Milano Popolare che chiedono l’intitolazione di una via all’ex premier. Più facile che il via libera arrivi intorno alla mediazione di una targa -ricordo da affiggere davanti alla casa milanese di Craxi, in via Foppa, in omaggio al «primo premier milanese della Repubblica». Era stato lo stesso sindaco ad avallare la proposta. «È il modo più semplice per ricordarlo a vent’anni dalla scomparsa», aveva detto Beppe Sala dieci giorni fa, escludendo di fatto l’ipotesi «toponomastica», di una via o di una piazza a Bettino Craxi.






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