Il Presidente Ignazio La Russa risponde alla stampa parlamentare su intercettazioni a strascico, preferenze, Quirinale e legittima difesa, alla vigilia della pausa estiva.
Si è svolta oggi presso il Senato la Cerimonia del Ventaglio, l'appuntamento che dal 1893, segna il tradizionale incontro simbolico tra il Presidente del Senato e l’Associazione stampa parlamentare. Come da consuetudine, l'appuntamento si era già tenuto il giorno precedente anche a Montecitorio, dove il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha accolto i giornalisti e ricevuto il proprio Ventaglio. Giunta alla sua quarta edizione in questa legislatura, la cerimonia ha visto il Presidente del Senato Ignazio La Russa confrontarsi a tutto campo con i giornalisti dell'Associazione, guidata dal neopresidente Alfonso Raimo, in un dialogo che ha toccato i temi più caldi dell'agenda politica: dalla giustizia alla riforma elettorale, dalle tensioni interne alla maggioranza fino alle questioni internazionali legate all'energia. Quest’anno a realizzare il Ventaglio è stata Emanuela Carbonara, allieva di editoria artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, che ha intitolato la sua opera “Resistenza Corallina”, ispirandosi ai coralli, che hanno la capacità di resistere all'inquinamento e al surriscaldamento, evitando lo sbiancamento e la perdita del colore. Raimo, aprendo gli interventi, ha ringraziato vicepresidenti, senatori questori, componenti dell'ufficio di presidenza e il segretario generale Federico Toniato, oltre ai giornalisti presenti, chiedendo esplicitamente a La Russa di abbandonare per qualche minuto i panni istituzionali per offrire risposte più schiettamente politiche.
L'emendamento sulle intercettazioni, legge elettorale e SAFE
La prima questione affrontata riguarda il decreto giustizia e, in particolare, l'emendamento sulle cosiddette intercettazioni a strascico, presentato da Fratelli d'Italia e osteggiato da Forza Italia. La Russa ha spiegato di essersi affidato al giudizio tecnico degli uffici del Senato, che avrebbero segnalato un grado di inammissibilità molto elevato. Pur senza sbilanciarsi sul merito politico della norma, il Presidente ha anticipato con margine di certezza quasi assoluto che l'emendamento sarà dichiarato improponibile, aggiungendo però che nulla vieta alla maggioranza di riproporre lo stesso contenuto attraverso un provvedimento diverso, privo dei vizi procedurali che hanno bloccato questa versione. Ben più articolata la riflessione sulla riforma della legge elettorale, tema su cui La Russa ha condotto una mediazione dopo la bocciatura alla Camera dell'emendamento sui capilista bloccati. Il Presidente ha ricordato di essere da sempre un sostenitore delle preferenze, ricostruendo un episodio personale risalente a diversi anni fa, quando presentò da solo due emendamenti alla legge Rosato. Secondo La Russa, proprio quest'ultimo impianto avrebbe ispirato, almeno in parte, l'attuale proposta di riforma, che tuttavia presenterebbe una lacuna tecnica sul fronte della rappresentanza di genere. Il Presidente si è detto convinto che la questione delle quote rosa nei capilista sarà oggetto di un correttivo nei prossimi passaggi parlamentari, definendo la formula in discussione non un artificio ma un autentico esempio di mediazione democratica. Sul cosiddetto SAFE, lo strumento europeo che consente prestiti per il finanziamento della difesa e su cui si è registrata una divaricazione tra Lega e Forza Italia, La Russa ha invitato a non drammatizzare, ricordando che la richiesta di accesso al fondo, avanzata dal governo, rappresenta ancora una fase preliminare e non implica necessariamente un utilizzo massiccio delle risorse disponibili.
Vannacci, femminicidio e caso Roggero
Uno dei passaggi cruciali dell'incontro ha riguardato il nuovo partito Futuro Nazionale e le sue ambizioni di spostare più a destra il baricentro della maggioranza. Interpellato sul confronto tra Antonio Tajani e Roberto Vannacci, La Russa non ha avuto esitazioni nel definire il leader di Forza Italia una risorsa per la democrazia e per il centrodestra. Più articolata la risposta sull'esponente di Futuro Nazionale: pur dichiarando stima personale per Vannacci come generale, La Russa ha messo in guardia dal rivendicare l'etichetta di "vera destra", ripercorrendo una serie di precedenti storici, da Ordine Nuovo a Pino Rauti, da Francesco Storace fino a Forza Nuova e Casa Pound, che a suo dire dimostrerebbero come questa rivendicazione abbia storicamente danneggiato più il centrodestra che avvantaggiato chi la pronuncia. Ancora più deciso il giudizio sulle posizioni di Vannacci in materia di femminicidio: secondo La Russa, considerare superflua l'introduzione di un reato specifico rappresenterebbe un errore culturale estraneo alla tradizione della destra italiana, da sempre attenta, a suo dire, al rispetto della figura femminile. “Non basta soltanto richiamarsi alle leggi esistenti, ma creare un reato tipico, oltre che dal punto di vista dell'indicazione che la pena può essere pesante, per trasmettere un messaggio: lo Stato sta dalla parte delle donne contro i femminicidi”, ha dichiarato. Sul caso Marco Roggero legato alla legittima difesa, il Presidente ha distinto tra la sentenza di condanna, che ha ritenuto giuridicamente ineccepibile alla luce della legge vigente, e l'entità della pena, giudicata eccessiva. La sua proposta per il futuro riguarderebbe una modifica normativa sull'eccesso colposo di legittima difesa, per tenere conto dello stato psicologico di chi agisce sotto shock.
Il Quirinale: il “tabù” di un presidente di destra
Interrogato sulle parole della Premier Giorgia Meloni riguardo a un possibile futuro capo dello Stato proveniente dall'area di destra, La Russa ha respinto l'idea stessa che si tratti di un tabù, richiamando precedenti storici. “Tatarella nel 1994 era vice presidente del Consiglio. Tremaglia che aveva fatto la Repubblica sociale italiana e vestito la divisa col simbolo del gladio, è diventato ministro. Non c'è nessuna discussione sull'accettazione totale della Costituzione da parte di tutti gli esponenti della destra del dopoguerra e di quella attuale in maniera particolare (e dopo Fiuggi ancora di più) e personalmente sarei pronto a difendere con la vita i diritti della prima parte della Costituzione”, ha affermato La Russa. Poi, ha lasciato intendere che un'eventuale futura elezione di Meloni al Quirinale rappresenterebbe a suo giudizio un vantaggio per il Paese, capace di raccogliere consensi trasversali.
Informazione, minacce ai cronisti e commissione di vigilanza
Non sono mancati i riferimenti alla condizione della professione giornalistica. La Russa ha espresso solidarietà ai reporter caduti nelle zone di conflitto nel corso del 2025, ricordando anche la figura di un amico giornalista scomparso in guerra nel dopoguerra, e ha esteso la propria vicinanza ai cronisti italiani esposti a pressioni e intimidazioni, spesso legate alla criminalità organizzata. Sul fronte legislativo, il Presidente ha auspicato che la maggioranza trovi la volontà politica per sbloccare i temi legati al contratto di categoria fermo da un decennio e alla querela temeraria, oggetto di una procedura d'infrazione europea. Più cauta la risposta sulla commissione di vigilanza Rai, rimasta a lungo in una fase di stallo, per la quale La Russa si è limitato ad auspicare una riattivazione entro la fine della legislatura.
Energia, fine vita e il nodo del candidato sindaco di Milano
Interpellato sul caro-benzina e sul meccanismo di formazione dei prezzi legato al mercato di Amsterdam, La Russa ha riconosciuto la complessità della questione europea, sostenendo che interventi generalizzati di riduzione delle accise finirebbero per avvantaggiare anche chi può permettersi il rincaro, mentre sarebbe preferibile concentrare le risorse su chi è più colpito dall'aumento dei costi energetici. Sul fine vita, il Presidente ha smentito che la legislatura possa chiudersi senza una legge nazionale, sottolineando il rischio di una frammentazione regionale delle normative, sul modello di quanto già avvenuto in Emilia-Romagna, e ha detto di aver discusso la questione con la senatrice Stefania Craxi. Non è mancato un passaggio sulla partita per la scelta del candidato sindaco di centrodestra a Milano, dossier su cui La Russa ha confermato di aver condotto una mediazione tra le componenti civiche, incontrando anche esponenti moderati come Maurizio Lupi, per poi rimettere la decisione finale ai vertici nazionali della coalizione.
Per quanto riguarda lo sport , invece, rispondendo a una domanda sul tema della recente nomina di Roberto Mancini come CT degli Azzurri, La Russa ha rivendicato di aver indicato Mancini come proprio candidato ideale alla guida della Nazionale fin dall'inizio dell’iter dedicato alle nomine nel calcio italiano, pur precisando di non aver mai avanzato formalmente la proposta agli organi competenti.
La violenza a Bologna, l’imputabilità dei minori, la questione delle carceri
Il Presidente ha infine affrontato il tema della violenza politica dopo il caso Fakir a Bologna, distinguendo gli episodi recenti dal terrorismo storico delle Brigate Rosse, pur riconoscendone la gravità. La Russa ha invitato tutte le forze politiche a una riflessione condivisa, segnalando come alcune iniziative pubbliche organizzate a ridosso dei fatti, prima ancora che fossero chiariti gli aspetti giudiziari, abbiano rappresentato un azzardo comunicativo, pur riconoscendo la buona fede di chi le ha promosse. Sul provvedimento che riguarda l'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni, La Russa ha precisato che la valutazione finale spetterebbe comunque alla magistratura e non alla politica, definendo la norma soprattutto un segnale culturale rivolto ai più giovani. Interrogato se sia più urgente creare nuovi reati o rafforzare la certezza della pena, il Presidente ha rifiutato una scelta netta, sostenendo che entrambe le strade, insieme a un lavoro culturale nelle scuole e nelle famiglie, siano necessarie. In merito alla situazione nelle carceri del Paese La Russa ha dichiarato: “Non sono favorevole a indulti anche 'mini', ma l'ipotesi di allungare i giorni che vengono concessi per la buona condotta, sempre che non vi sia stato nessun accenno di attacco alla polizia penitenziaria non mi sembrava un'eresia. Il Governo mi ha detto che la strada già avviata è quella di aumentare e migliorare i luoghi di detenzione e che non vogliono ricorrere, come avvenuto in passato, a norme tampone per affrontare il problema radicalmente. Non posso che esprimere la mia vicinanza a chi, pur colpevole e meritevole di scontare il carcere, in un periodo caldo come questo ha tutto il diritto di chiedere che si tenga conto della sofferenza aggiuntiva che questo comporta perché si trova in detenzione”.
La cerimonia si è conclusa, come da tradizione, con la consegna del Ventaglio.
