Il Presidente della Camera ha risposto alla stampa parlamentare su decreti legge, legge di bilancio, giustizia minorile, scenari internazionali e crisi del mondo dell'informazione.
Si è tenuta oggi la Cerimonia del Ventaglio, l'appuntamento che da 133 anni segna il tradizionale incontro tra il Presidente della Camera dei Deputati e la stampa parlamentare. Un rito nato nel 1893, quando l'allora Presidente Giuseppe Zanardelli ricevette dai cronisti un ventaglio come gesto di cortesia, e che negli anni si è trasformato in un'occasione di confronto informale ma tutt'altro che superficiale tra le istituzioni e chi le racconta ogni giorno. Quest'anno il dono simbolico è stato realizzato da Benedetta Bianchi, allieva dell'Accademia di Frosinone, che ha intitolato la sua opera "Il futuro dell'errore: trasformazione e rinascita", ispirandosi alla tecnica giapponese del kintsugi per rappresentare, attraverso bossoli di pistole esplosi e frammenti di rame, le ferite dei conflitti in corso nel mondo. Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell'Associazione della Stampa Parlamentare, che ha tracciato un bilancio dell'attività legislativa dell'anno appena trascorso, prima di lasciare spazio alle domande dei cronisti. Il quadro emerso è quello di una legislatura in cui, dopo il referendum sulla separazione delle carriere, la campagna elettorale permanente sembra ormai essere diventata la cifra dominante della politica italiana.
Decreti legge in aumento, ma il nuovo regolamento apre a un cambio di rotta
Il primo tema affrontato riguarda il rapporto tra Governo e Parlamento nella produzione delle leggi. Secondo i dati dell'Osservatorio parlamentare della Camera, oggi quasi il 75% della produzione legislativa nasce da iniziativa governativa, mentre solo il 23% delle leggi approvate proviene da proposte parlamentari. Nel corso della legislatura sono stati adottati 131 decreti legge, il numero più alto dal 1996, anno in cui la Corte Costituzionale intervenne per arginare la prassi dei decreti reiterati. Il Presidente Fontana ha riconosciuto il problema, ma ha voluto sottolineare come non si tratti di un fenomeno esclusivamente italiano: la tendenza dei governi a dettare i tempi dei parlamenti, ha spiegato, riguarda da quindici-vent'anni molte democrazie europee, con punte anche superiori a quelle registrate a Montecitorio. Ha però rivendicato con soddisfazione la riforma del regolamento della Camera approvata in questa legislatura, definendola la più ampia degli ultimi ventotto anni, dai tempi della riforma del 1997-98. Circa settanta articoli sono stati modificati, sei abrogati e sei introdotti ex novo, con l'obiettivo dichiarato di offrire strumenti legislativi alternativi al decreto legge e restituire centralità al lavoro parlamentare a partire dalla prossima legislatura. Un dato che il Presidente della Camera ha voluto rimarcare con particolare enfasi è l'approvazione della riforma senza alcun voto contrario, a testimonianza di un lavoro condiviso tra tutte le forze politiche.
Legge di bilancio e legge elettorale
Un altro nodo affrontato è quello della legge di bilancio, storicamente segnata da quello che i costituzionalisti definiscono "monocameralismo di fatto": la sessione di bilancio parte da un ramo del Parlamento e l'altro si trova spesso costretto a ratificarne le scelte per evitare l'esercizio provvisorio. Su questo fronte il Presidente ha annunciato di aver già avviato, insieme agli uffici della Camera e al Segretario Generale, interlocuzioni con il Ministero dell'Economia per costruire una tempistica che garantisca un dibattito parlamentare più ampio e, se necessario, una doppia lettura del testo. Resta però la consapevolezza che le difficoltà concrete emergano soprattutto a settembre, quando il lavoro sul bilancio entra nel vivo.
Sul terreno più propriamente politico, la discussione si è spostata sulla riforma della legge elettorale, tema che il Presidente Fontana ha ammesso di non trovare particolarmente appassionante dal punto di vista personale, pur avendo maturato un'esperienza diretta sia con sistemi a preferenza sia con collegi maggioritari. Alla domanda sulla possibilità di reintrodurre le preferenze e di favorire una maggiore rappresentanza femminile, ha risposto in modo articolato: da un lato si è detto convinto della necessità di una forte presenza di donne in Parlamento, dall'altro ha manifestato una certa riluttanza verso le quote rosa, definendole in alcuni casi "un po' sminuenti nei confronti delle donne", nella speranza che un giorno una rappresentanza femminile tra il 40 e il 50% possa affermarsi anche senza meccanismi obbligatori. Ha comunque riconosciuto che, fino a quando questo non accadrà, resta utile facilitare l'accesso delle donne alla competizione elettorale. Il Presidente ha ribadito che l’aspetto più importante della legge elettorale deve riguardare sempre la stabilità del Governo chiamato a guidare il Paese, per garantire continuità ai rapporti internazionali, soprattutto nel contesto attuale segnato da crisi e tensioni. Più cauta la risposta sulla questione dell'eventuale incostituzionalità dell'indicazione di un capo della coalizione come candidato premier. Il Presidente ha preferito non entrare nel merito del dibattito tra giuristi, lasciando alla Corte Costituzionale l'ultima parola, pur osservando che negli ultimi due-tre decenni gli elettori italiani hanno comunque sempre saputo, in modo implicito, chi sarebbe stato il candidato favorito alla guida del governo in caso di vittoria di una coalizione.
Informazione e giornalisti: "La libertà di un Paese si misura da lì"
Un passaggio significativo dell'incontro ha riguardato la condizione della professione giornalistica. Il Presidente ha ribadito di considerare il settore dell'informazione un pilastro della vita democratica: “Il grado di libertà di un paese si può valutare molto attentamente dal grado di libertà che hanno i giornalisti nel poter scrivere e nell'esprimere le loro opinioni”. Ha riconosciuto le difficoltà del comparto, a partire dal contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre dieci anni e dalle condizioni economiche spesso precarie di molti collaboratori. Ha inoltre condiviso una riflessione più ampia sul ruolo dei social network, evocando il rischio di una società sempre più divisa in "tribù" che dialogano solo al proprio interno, alimentate da algoritmi che favoriscono la radicalizzazione e riducono il confronto tra posizioni diverse. In questo contesto, ha aggiunto, il Parlamento resta per definizione il luogo opposto: uno spazio dove maggioranza e opposizione, pur scontrandosi, sono chiamate a trovare sintesi, e dove il ruolo dei giornalisti nel raccontare in modo equilibrato resta più che mai centrale.
Il quadro internazionale, tra Ucraina, Iran e riarmo europeo
Sul fronte della politica estera, il Presidente della Camera ha espresso preoccupazione per la durata dei conflitti in corso, ormai più lunghi delle due guerre mondiali, e per l'indebolimento generale della via diplomatica. Ha manifestato un certo stupore per l'azione militare condotta contro l'Iran, ritenendo poco probabile che un intervento di tipo militare potesse davvero portare a un cambio di regime o fermare il programma nucleare iraniano, e sottolineando le conseguenze economiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio marittimo globale. Una situazione, ha osservato, che ricorda sotto alcuni aspetti le difficoltà mostrate dall'esercito russo in Ucraina rispetto alle aspettative iniziali. Sul tema del riarmo europeo, sollecitato da una domanda specifica, il Presidente ha usato toni improntati alla cautela, evidenziando come l'aumento della spesa militare in Germania stia già spingendo Francia, Polonia e i Paesi baltici a rivedere le proprie strategie di difesa. Per l'Italia, ha ribadito, la priorità resta il Mediterraneo, insieme al mantenimento della tradizionale vocazione diplomatica del Paese, che a suo giudizio dovrebbe essere sempre preferita alla logica del riarmo puro.
Ddl sulla delinquenza minorile, manifestazioni, il nodo dell’antifascismo e il caso Roggero
Nella parte finale dell'incontro sono stati toccati anche temi di attualità interna, partendo dal disegno di legge sulla delinquenza minorile, che riguarda i giovani dai 14 anni in su e sul quale il Presidente ha invocato un approccio multidisciplinare capace di coniugare repressione e recupero sociale. “Spesso parliamo magari di ragazzi che sono al di fuori del sistema scolastico o che vivono in situazioni abbastanza negative dal punto di vista sia sociale sia familiare e quindi questo è sicuramente un argomento di cui dobbiamo tener conto. Serve un giusto equilibrio come la nostra cultura civile ci ha sempre insegnato.”, ha sottolineato. Per quanto riguarda il tema delle manifestazioni di piazza, invece, Fontana ha condannato con fermezza ogni forma di violenza contro le forze dell'ordine, pur ribadendo il valore costituzionale del diritto di manifestare. Ha inoltre commentato la proposta, presentata dal Partito Democratico, di richiedere ai deputati che ospitano conferenze stampa alla Camera una dichiarazione di rispetto dei valori costituzionali e antifascisti, definendo "curioso" che possano esistere parlamentari eletti contrari a un principio di questo tipo. Interpellato sul caso di Mario Roggero, diventato negli ultimi mesi il simbolo della competizione interna al centrodestra sui temi della sicurezza, il Presidente ha preso le distanze da ogni valutazione politica personale, spiegando di non ravvisare, a suo giudizio, i presupposti giuridici per una candidatura, e ricordando invece il rispetto dovuto alla prerogativa del Capo dello Stato in materia di grazia, competenza che spetta esclusivamente al Quirinale valutare.
Bilancio della Camera e prospettive future
Prima della conclusione, il Presidente ha voluto sottolineare i risultati raggiunti sul fronte della gestione interna della Camera, con una riduzione della spesa di funzionamento di circa 50 milioni di euro tra il 2022 e il 2026 e la conferma della dotazione economica invariata fino al 2029, accompagnata da nuove assunzioni di personale giovane dopo anni di blocco del turnover. Ha infine annunciato che a ottobre si terrà a Montecitorio una seduta del Consiglio d'Europa, nell'ottica di un rafforzamento della diplomazia parlamentare. Sul proprio futuro politico, interrogato più volte, il Presidente ha preferito non sbilanciarsi, richiamando con ironia il fatto di non avere ancora l'età costituzionalmente richiesta per aspirare al Quirinale. Quanto a un'eventuale elezione di un Presidente della Repubblica di area di centrodestra, ha ribadito che chi ricopre quella carica debba rappresentare l'intero Paese, a prescindere dalla propria provenienza politica, svolgendo un ruolo di arbitro imparziale sempre più necessario in una fase storica segnata, a suo giudizio, dalla radicalizzazione del dibattito pubblico in tutte le democrazie occidentali. La cerimonia si è conclusa con la consegna ufficiale del ventaglio e gli auguri di buone vacanze rivolti a tutta la stampa parlamentare, in attesa della ripresa dei lavori parlamentari a settembre, quando il confronto sulla sessione di bilancio e sulla riforma elettorale entrerà nel vivo.
