Dalla gestione delle risorse pubbliche ai controlli, dal ruolo dei professionisti all’intelligenza artificiale. Il confronto promosso in occasione della presentazione del manuale edito da Lefebvre Giuffrè approfondisce le competenze necessarie per garantire trasparenza, efficacia degli investimenti e valore pubblico.
La rendicontazione dei finanziamenti costituisce un passaggio determinante per la gestione delle risorse pubbliche e private, poiché dalla capacità di documentare le spese, rispettare le procedure e verificare i risultati dipende la concreta realizzazione degli investimenti. Il tema è stato affrontato il 5 novembre 2026, nella Sala Stampa della Camera dei deputati, durante la presentazione del volume La rendicontazione nei finanziamenti. Principi, metodi, controlli e piattaforme per progetti pubblici e privati, scritto da Maurizio Maraglino Misciagna e pubblicato da Lefebvre Giuffrè.
L'incontro, moderato da Antonio Delfino, direttore delle Relazioni esterne e istituzionali della casa editrice, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'università e delle professioni economico-giuridiche. Al confronto hanno partecipato il deputato Vito De Palma, l'avvocato Pierluigi Di Palma, già presidente dell'ENAC e presidente dell'Osservatorio Antonio Catricalà, Antonella Sciara, direttrice dell'area Tax, Labour & Corporate di Lefebvre Giuffrè, Francesca Di Virgilio, professoressa ordinaria di Organizzazione aziendale all'Università del Molise, e Massimiliano Meschini, consigliere dell'Ordine dei commercialisti di Viterbo.
Al centro della discussione, la necessità di superare una concezione esclusivamente amministrativa della rendicontazione, riconoscendone la funzione nella programmazione, nella gestione dei rischi e nella valutazione dell'efficacia delle politiche pubbliche.
Dall'accesso ai finanziamenti alla capacità di gestire le risorse
L'ottenimento di un finanziamento rappresenta soltanto la prima fase di un percorso che richiede competenze organizzative, strumenti di controllo e responsabilità precise. È da questa considerazione che Antonella Sciara ha sviluppato il proprio intervento, illustrando le ragioni editoriali e professionali alla base della pubblicazione.
L'attenzione di imprese e amministrazioni si concentra frequentemente sull'individuazione dei bandi, sulla verifica dei requisiti e sulla presentazione delle domande. La fase successiva, tuttavia, presenta difficoltà altrettanto rilevanti: occorre dimostrare che le risorse siano state impiegate correttamente e che gli interventi abbiano prodotto i risultati previsti.
«Ottenere le risorse è soltanto l'inizio», ha osservato Sciara, sottolineando come la rendicontazione debba accompagnare l'intero ciclo di vita del progetto. Una gestione efficace richiede infatti procedure interne adeguate, responsabilità chiaramente individuate e sistemi capaci di monitorare le attività fin dalla progettazione.
Ne deriva un cambiamento nel rapporto tra impresa e consulente. Quest'ultimo non può limitarsi alla verifica conclusiva dei documenti, bensì deve contribuire preventivamente all'organizzazione del progetto, individuando le criticità e riducendo il rischio di errori nell'ammissibilità delle spese.
Un ulteriore elemento riguarda la trasformazione tecnologica. Il volume esamina l'impiego dell'intelligenza artificiale nella verifica documentale, nel campionamento degli audit, nell'individuazione delle anomalie e nell'analisi delle transazioni. Strumenti che possono rendere più efficienti le attività di controllo, ma che impongono una riflessione sulla responsabilità professionale quando le verifiche vengono svolte con il supporto di sistemi automatizzati.
Sciara ha quindi proposto all'autore di valutare una possibile evoluzione digitale del manuale, attraverso un servizio capace di accompagnare professionisti e beneficiari nella gestione dell'intero processo di rendicontazione, integrando le potenzialità dell'intelligenza artificiale con il controllo umano.
L'esperienza dell'ENAC: la rendicontazione come strumento di sviluppo infrastrutturale
La capacità di rendicontare correttamente può incidere direttamente sulla disponibilità di ulteriori finanziamenti. A dimostrarlo è stata l'esperienza richiamata da Pierluigi Di Palma, che ha firmato la prefazione del volume e ha ricostruito alcuni passaggi della trasformazione del sistema aeroportuale italiano.
Durante il proprio percorso alla guida dell'ENAC, Di Palma ha seguito programmi di investimento sostenuti da risorse comunitarie, in una fase caratterizzata dalla liberalizzazione del trasporto aereo e dalla necessità di rafforzare le competenze tecniche dell'amministrazione.
Il suo racconto si è concentrato su un primo programma di finanziamento di 60 miliardi di lire, seguito da uno stanziamento di 600 miliardi e da ulteriori 60 miliardi assegnati grazie ai risultati raggiunti nella capacità di spesa e rendicontazione.
Una parte decisiva del lavoro consistette nella ricostruzione complessiva degli investimenti realizzati sul territorio. Attraverso il coinvolgimento di competenze professionali esterne, furono individuate e documentate anche spese sostenute da regioni, province e altri soggetti istituzionali, riconducendole ai programmi comunitari.
Secondo Di Palma, questa impostazione consentì di raggiungere integralmente gli obiettivi di spesa e di sostenere interventi infrastrutturali, tra cui quelli relativi agli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria.
La rendicontazione, pertanto, non esaurisce la propria funzione nella verifica contabile. Può contribuire alla capacità delle amministrazioni di utilizzare le risorse disponibili, completare i programmi di investimento e accedere a ulteriori opportunità finanziarie.
L'ex presidente dell'ENAC ha collegato tali risultati alla presenza di competenze interdisciplinari nell'amministrazione pubblica. Il confronto tra professionalità giuridiche, economiche e tecniche permette infatti di affrontare la complessità degli investimenti senza ridurre ogni decisione alla sola dimensione procedurale.
Organizzazione aziendale e cultura della valutazione: il contributo dell'università
Il rapporto tra gestione amministrativa e gestione strategica dei progetti è stato approfondito da Francesca Di Virgilio, che ha evidenziato la necessità di considerare la rendicontazione parte integrante dei processi organizzativi.
Secondo la docente dell'Università del Molise, uno degli elementi distintivi del manuale consiste proprio nel tentativo di avvicinare due dimensioni spesso trattate separatamente: l'osservanza degli adempimenti richiesti dai finanziamenti e la capacità di conseguire risultati utili per i destinatari degli interventi.
La realizzazione di un progetto europeo o nazionale coinvolge infatti un insieme di attori che comprende amministrazioni, imprese, professionisti e cittadini. Il risultato non può essere valutato esclusivamente attraverso il raggiungimento degli obiettivi economico-finanziari, ma richiede un'analisi del valore generato per l'ecosistema di riferimento.
Questo passaggio implica un cambiamento delle competenze professionali. Accanto alla conoscenza delle procedure servono capacità di pianificazione, gestione dei rischi, risoluzione dei problemi e comunicazione. Quest'ultima assume particolare importanza perché permette di rendere comprensibili gli effetti degli investimenti anche ai soggetti che non partecipano direttamente alla loro gestione.
Di Virgilio ha richiamato soprattutto l'esigenza di consolidare una cultura della valutazione, ancora insufficientemente sviluppata, a suo giudizio, in diverse organizzazioni pubbliche e private.
Valutare non significa necessariamente sottoporre un progetto a un'ispezione. Significa comprendere se gli obiettivi siano stati raggiunti, quali risultati siano stati prodotti e quale contributo abbiano offerto all'organizzazione e alla collettività.
In tale impostazione, i sistemi di controllo diventano strumenti per orientare le decisioni e migliorare la qualità delle attività, anziché limitarsi alla verifica formale della documentazione.
Commercialisti e revisori: dalle verifiche contabili alle responsabilità di attestazione
L'evoluzione della rendicontazione modifica anche il lavoro dei professionisti economici. Il tema è stato esaminato da Massimiliano Meschini, consigliere dell'Ordine dei commercialisti di Viterbo, che ha illustrato il progressivo ampliamento delle responsabilità richieste a commercialisti e revisori.
La loro attività comprende sempre più frequentemente l'attestazione dell'ammissibilità dei costi e la verifica dei processi attraverso i quali le spese vengono sostenute e documentate. Si tratta di funzioni che possono risultare determinanti per l'approvazione degli stati di avanzamento e per la conclusione dei progetti finanziati.
Meschini ha distinto tale attività dall'ordinaria revisione contabile, evidenziando la specificità delle attestazioni richieste nell'ambito dei finanziamenti pubblici.
L'assistenza professionale deve tenere conto delle caratteristiche del beneficiario, delle regole previste dal bando e delle differenti modalità di finanziamento. Nel caso delle amministrazioni pubbliche, particolare attenzione deve essere riservata alla documentazione dei costi del personale, che presenta difficoltà operative specifiche.
Il manuale affronta inoltre strumenti quali le Zone economiche speciali e le Zone logistiche semplificate, rispetto ai quali il ruolo del professionista può estendersi alla verifica fiscale degli investimenti e dei costi sostenuti.
L'assunzione di responsabilità più rilevanti può tradursi in nuove opportunità professionali ed economiche, ma comporta anche una maggiore esposizione al rischio.
Per affrontare tale evoluzione, Meschini ha suggerito di affiancare alle competenze contabili una formazione specialistica sulle regole dei finanziamenti europei e nazionali, favorendo anche la collaborazione tra professionisti con esperienze differenti.
PNRR e controlli: il problema della responsabilità amministrativa
Con l'avvicinarsi della conclusione del ciclo di attuazione del PNRR, la discussione si è spostata sulle verifiche successive alla realizzazione degli interventi e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Pierluigi Di Palma ha richiamato il problema della cosiddetta paura della firma, legata alla complessità normativa e al rischio che i funzionari pubblici percepiscono nell'assunzione delle decisioni.
A suo giudizio, la stratificazione delle disposizioni e l'incertezza nell'interpretazione delle regole possono scoraggiare l'assunzione di incarichi e responsabilità, rallentando le procedure e compromettendo l'efficienza degli investimenti.
Il tema coinvolge anche il ruolo della Corte dei conti e il dibattito sui limiti della responsabilità erariale. Di Palma ha sostenuto la necessità di trovare un equilibrio tra rigore dei controlli e tutela dei funzionari che operano in procedimenti particolarmente complessi.
La sua riflessione ha riguardato soprattutto l'organizzazione delle amministrazioni. Un sistema pubblico composto prevalentemente da competenze amministrative, senza un adeguato presidio tecnico, rischia di incontrare difficoltà nel confronto con operatori privati dotati di strutture professionali specializzate.
Da qui la proposta di rafforzare le competenze tecniche all'interno degli enti e di sviluppare strumenti procedurali capaci di offrire maggiore certezza a chi assume decisioni.
Di Palma ha inoltre espresso una valutazione critica sull'esclusione del trasporto aereo dai finanziamenti del PNRR, richiamando gli investimenti del settore nella decarbonizzazione degli aeroporti e nell'evoluzione dei carburanti aeronautici.
La questione dei controlli, tuttavia, supera il perimetro del Piano nazionale. Riguarda più ampiamente la capacità delle istituzioni di garantire la correttezza della spesa senza rendere eccessivamente difficile la realizzazione degli interventi.
Vito De Palma: i finanziamenti devono rispondere ai bisogni dei territori
Alla dimensione amministrativa della rendicontazione si affianca quella politica, legata alla scelta degli investimenti e alla valutazione della loro utilità.
Su questo aspetto si è soffermato Vito De Palma, deputato di Forza Italia, segretario della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale e capogruppo del partito in Commissione Finanze.
Secondo il parlamentare, rendicontare significa anche rendere conto ai cittadini delle decisioni assunte e dei risultati prodotti dall'utilizzo delle risorse pubbliche.
L'ottenimento di un finanziamento, infatti, non garantisce automaticamente che l'intervento corrisponda alle necessità del territorio. Per chiarire il problema, De Palma ha richiamato alcuni esempi relativi alla realizzazione di piste ciclabili in comuni della provincia di Taranto.
In determinate situazioni, ha osservato, gli interventi sono stati progettati privilegiando la disponibilità delle risorse rispetto alle caratteristiche dei luoghi e alle effettive esigenze degli utenti, con il rischio di realizzare infrastrutture scarsamente utilizzate.
Per il deputato sarebbe preferibile una programmazione maggiormente orientata dal basso, nella quale siano i territori a individuare le priorità, anziché adattare sistematicamente le proprie esigenze alle misure di finanziamento disponibili.
Un secondo esempio ha riguardato gli investimenti del PNRR negli asili nido. De Palma ha ricordato un meccanismo di assegnazione delle risorse che, in una fase successiva, ha preso in considerazione anche il numero delle nascite registrate nei comuni, per collegare meglio gli investimenti alla potenziale domanda dei servizi.
Il principio è quello di integrare la rendicontazione finanziaria con una valutazione dell'effettiva utilità delle politiche pubbliche.
De Palma ha richiamato anche un'altra conseguenza della corretta gestione amministrativa: il rispetto dei tempi di rendicontazione contribuisce a garantire i pagamenti alle imprese che realizzano le opere, evitando che ritardi procedurali si ripercuotano sull'attività economica.
Intelligenza artificiale, formazione e nuove competenze per la rendicontazione
La crescente digitalizzazione dei finanziamenti richiede un aggiornamento dei percorsi formativi e delle competenze professionali. Nel corso del dibattito, Francesca Di Virgilio ha evidenziato la necessità di sviluppare modelli universitari capaci di integrare insegnamento teorico, attività laboratoriali e applicazioni pratiche.
L'obiettivo è preparare figure professionali in grado di gestire la complessità dei progetti pubblici e privati, utilizzando gli strumenti tecnologici senza rinunciare alla capacità di valutazione autonoma.
L'intelligenza artificiale può sostenere le attività quantitative, l'elaborazione dei dati e le verifiche documentali. La formazione deve però continuare a sviluppare il pensiero critico, la responsabilità etica e la capacità di assumere decisioni trasparenti.
La necessità di integrare competenze differenti è stata condivisa da Meschini, che ha sottolineato l'importanza dell'aggiornamento continuo e della collaborazione tra specialisti della contabilità, della finanza agevolata e della gestione dei progetti.
Nel suo intervento conclusivo, Maurizio Maraglino Misciagna ha ricondotto i diversi contributi alle motivazioni che lo hanno portato alla redazione del manuale.
L'autore ha spiegato di aver voluto affrontare una materia alla quale, nella propria esperienza, viene dedicata meno attenzione rispetto alle procedure per ottenere i finanziamenti. La pubblicazione nasce quindi dall'esigenza di offrire uno strumento operativo a chi deve gestire le risorse dopo la loro assegnazione.
Il testo, articolato in circa 300 pagine, si rivolge a commercialisti, revisori, dirigenti pubblici, responsabili unici del progetto e professionisti coinvolti nell'attuazione degli investimenti.
Maraglino Misciagna ha insistito soprattutto sulla necessità di disporre di competenze adeguate all'interno degli enti locali. Le difficoltà incontrate durante la realizzazione dei progetti non dipendono sempre dalla formulazione delle norme, ma possono derivare anche dall'assenza di figure preparate a interpretarle e applicarle correttamente.
La fase successiva all'attuazione del PNRR, caratterizzata dalle attività di rendicontazione, dagli audit e dai controlli di primo e secondo livello, offrirà secondo l'autore nuove opportunità di specializzazione professionale.
Per Maraglino Misciagna, l'obiettivo del volume è contribuire alla formazione di queste competenze, favorendo una gestione delle risorse che tenga insieme correttezza amministrativa e valore pubblico.
A sintetizzare la finalità del lavoro è stato lo stesso autore, richiamando il rapporto tra finanziamenti e opere realizzate: «Se oggi abbiamo un asilo, se oggi abbiamo una scuola, se oggi abbiamo un ponte, è grazie a una buona rendicontazione».
È su questa relazione tra capacità professionale, realizzazione degli investimenti e responsabilità nell'utilizzo delle risorse che si concentra il contributo del manuale presentato alla Camera dei deputati.
