A Palazzo San Macuto il convegno promosso dal presidente della Commissione Attività produttive Alberto Luigi Gusmeroli, insieme ad ASSOCOSTIERI. Al centro del dibattito lo sviluppo delle infrastrutture, il rilancio del trasporto pesante, la competitività dei porti italiani e il ruolo del gas naturale liquefatto nella transizione energetica.
La sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la decarbonizzazione dei trasporti e la competitività del sistema logistico nazionale sono stati i principali temi del convegno “Lo sviluppo dello SSLNG in ambito terrestre e portuale”, che si è svolto il 15 ottobre 2026 nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, alla Camera dei deputati. L'incontro, promosso su iniziativa dell'onorevole Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo, e organizzato con ASSOCOSTIERI, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle autorità portuali, dell'industria energetica e dell'autotrasporto. Il confronto ha approfondito le prospettive dello Small Scale LNG, il sistema di distribuzione del gas naturale liquefatto su piccola scala, con particolare attenzione agli investimenti infrastrutturali, alle politiche di incentivazione e alle opportunità offerte dal bio-GNL.
Sicurezza energetica e sviluppo del GNL: i saluti istituzionali alla Camera
La disponibilità di energia a condizioni competitive costituisce uno degli elementi essenziali per il funzionamento dell'industria, dei trasporti e dell'intero sistema economico nazionale. Le recenti tensioni internazionali hanno riportato al centro dell'attenzione la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento, rafforzare le infrastrutture e sostenere tecnologie capaci di accompagnare il processo di decarbonizzazione senza compromettere la continuità delle attività produttive.
A questi temi è stato dedicato il convegno sullo sviluppo dello Small Scale LNG (SSLNG), il sistema che consente di distribuire gas naturale liquefatto attraverso depositi, autocisterne e navi di piccola taglia, rendendolo disponibile anche nei territori e nei settori non direttamente collegati alla rete nazionale del gas. I lavori, moderati da Dario Soria, direttore generale di ASSOCOSTIERI, si sono articolati in approfondimenti dedicati al trasporto marittimo-portuale, all'autotrasporto e alle prospettive normative e industriali della filiera.
Ad aprire l'incontro Tullio Patassini, responsabile del Dipartimento Energia della Lega, che ha richiamato l'importanza strategica dell'energia per la sicurezza nazionale e per la sostenibilità economica e sociale della transizione. Patassini ha quindi letto il messaggio del presidente della X Commissione Alberto Luigi Gusmeroli, impossibilitato a partecipare personalmente ai lavori.
Nel suo saluto, Gusmeroli ha sottolineato come il GNL rappresenti una risorsa che coinvolge diversi comparti produttivi, dalla logistica marittima all'autotrasporto, fino alle attività industriali e commerciali. Il presidente ha richiamato gli investimenti già realizzati nei depositi, nelle infrastrutture di distribuzione e nelle flotte alimentate a gas naturale liquefatto, evidenziando inoltre il potenziale del biometano prodotto sul territorio nazionale. Per sostenere ulteriormente la crescita del settore, ha indicato la necessità di sviluppare le infrastrutture costiere, incrementare la disponibilità dei mezzi di bunkeraggio e definire procedure amministrative omogenee.
Nel corso dell'apertura è stato letto anche il messaggio del Questore della Camera dei deputati, Alessandro Manuel Benvenuto, che ha posto l'accento sul rapporto tra sicurezza energetica, autonomia nazionale e protezione delle infrastrutture strategiche. Il Questore ha ricordato come le crisi energetiche abbiano evidenziato la dipendenza italiana dalle importazioni e la necessità di costruire un sistema più flessibile. Il GNL, anche attraverso il possibile utilizzo del bio-GNL ricavato da scarti agricoli e materiali organici, può contribuire alla diversificazione delle forniture, mentre al Parlamento spetta il compito di favorire un quadro normativo chiaro e stabile.
Il mercato italiano dello Small Scale LNG tra investimenti e rallentamento dei consumi
L'analisi dello stato di sviluppo della filiera è stata affidata a Fabrizio Mattana, vicepresidente di ASSOCOSTIERI ed Executive Vice President Gas Assets di Edison, che ha presentato i principali dati del mercato e le proposte dell'associazione per sostenerne la crescita.
Secondo i numeri illustrati, il consumo italiano di GNL ha raggiunto circa 200.000 tonnellate nel 2025, con una domanda concentrata prevalentemente nel trasporto stradale, responsabile di oltre l'80% dei consumi. Il comparto industriale rappresenta una quota di circa il 10%, mentre l'utilizzo marittimo si trova ancora nelle prime fasi di sviluppo.
La crescita registrata negli anni precedenti ha tuttavia mostrato un progressivo rallentamento. Tra il 2018 e il 2023 i consumi erano aumentati di oltre il 200%, mentre nel biennio successivo la crescita si è attestata intorno al 28%. Per il 2026 è stata prospettata una sostanziale stabilizzazione del mercato, un andamento che pone interrogativi sulla capacità di valorizzare gli investimenti già effettuati.
L'Italia dispone attualmente di circa 180 stazioni di rifornimento stradale e di un parco di circa 4.800 veicoli pesanti alimentati a GNL. A fronte di questa infrastruttura, il numero delle nuove immatricolazioni ha subito una forte contrazione, fino alle 121 unità indicate per il 2026. Mattana ha ricondotto tale andamento a diversi fattori, tra cui la pandemia, la volatilità dei prezzi energetici successiva allo scoppio della guerra in Ucraina e l'incertezza normativa europea sulle tecnologie ammesse nel percorso di riduzione delle emissioni.
Il vicepresidente di ASSOCOSTIERI ha quindi distinto le condizioni dei due principali mercati. Il trasporto terrestre dispone di una filiera già sviluppata, ma necessita di una ripresa della domanda, mentre il settore marittimo presenta opportunità di espansione che richiedono investimenti coordinati e regole uniformi.
Particolare attenzione è stata rivolta al bio-GNL, ottenibile dal biometano e utilizzabile nelle infrastrutture già realizzate per il GNL convenzionale. Questa compatibilità tecnologica rappresenta, secondo Mattana, un'opportunità per valorizzare gli investimenti esistenti e rafforzare il collegamento tra produzione nazionale di energia rinnovabile, economia circolare e decarbonizzazione dei trasporti.
Guardando al settore marittimo, Mattana ha richiamato uno studio dedicato alla trasformazione energetica della filiera italiana, secondo il quale, nello scenario considerato fino al 2050, potrebbero attivarsi 36 miliardi di euro di investimenti cumulati, con un valore della produzione stimato in 105 miliardi e 45 miliardi di valore aggiunto. Di questi investimenti, circa 5 miliardi riguarderebbero specificamente le infrastrutture logistiche, lo stoccaggio e il bunkeraggio, considerate condizioni necessarie per lo sviluppo delle ulteriori attività della filiera.
GNL nei porti italiani: bunkeraggio, infrastrutture e competitività nel Mediterraneo
Il primo approfondimento ha riguardato l'impiego del gas naturale liquefatto nel trasporto marittimo e il ruolo dei porti nella distribuzione dei combustibili alternativi. Il confronto ha evidenziato come la competitività degli scali dipenda sempre più dalla capacità di offrire servizi energetici diversificati, accanto alle tradizionali attività di movimentazione delle merci e dei passeggeri.
Attraverso un videomessaggio, Matteo Paroli, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, ha illustrato l'esperienza del sistema portuale genovese, richiamando la prima operazione sperimentale di bunkeraggio ship-to-ship di GNL effettuata nel dicembre 2025. L'iniziativa ha consentito di sviluppare competenze operative e procedure di sicurezza condivise tra autorità portuale, Capitaneria e armatori.
Paroli ha inoltre evidenziato l'importanza degli investimenti privati per realizzare nuovi depositi e infrastrutture di approvvigionamento. Il GNL, secondo il presidente, potrebbe trovare applicazione anche nella produzione di energia elettrica destinata alle attività portuali e ai sistemi di cold ironing, contribuendo alla trasformazione degli scali in poli energetici capaci di soddisfare una pluralità di esigenze.
Il tema della disponibilità delle infrastrutture è stato approfondito da Mattia Picco, consigliere di ASSOCOSTIERI e Head of Structured Origination di Axpo Italia, che ha illustrato l'esperienza delle operazioni di bunkeraggio avviate a Genova e successivamente estese a Napoli e Civitavecchia.
Picco ha spiegato come la crescente domanda di rifornimenti marittimi richieda una rete di approvvigionamento più capillare. Attualmente la necessità di effettuare caricazioni anche all'estero comporta tempi di navigazione e costi logistici che incidono sulla competitività del servizio. A questo si aggiungono le differenze tra le procedure operative applicate nei diversi porti italiani, soprattutto in relazione alla permanenza delle navi bunker e al coordinamento delle operazioni con le altre attività portuali.
Sul versante delle autorità portuali, Francesco Mastro, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, ha richiamato la necessità di rafforzare il coordinamento tra amministrazioni pubbliche, terminalisti, armatori e operatori energetici. Partendo dall'esperienza di Brindisi, ha sottolineato come la durata dei procedimenti autorizzativi possa incidere sulla sostenibilità economica degli investimenti, fino a compromettere la realizzazione di progetti già avviati.
Mastro ha inoltre evidenziato il potenziale degli spazi portuali e retroportuali per lo sviluppo di nuovi insediamenti energetici. I porti, secondo il presidente, potrebbero assumere un ruolo non soltanto nella distribuzione dei combustibili, ma anche nella loro produzione e trasformazione, a condizione che le iniziative industriali siano sostenute da una programmazione condivisa.
A completare il confronto è intervenuta Ivana Melillo, Energy Efficiency Director di GNV, che ha illustrato il percorso intrapreso dalla compagnia nell'utilizzo di navi alimentate a gas naturale liquefatto.
L'esperienza dei rifornimenti effettuati a Genova ha dimostrato, secondo Melillo, la possibilità di integrare il GNL nelle operazioni quotidiane delle compagnie di navigazione. La dirigente ha ricordato come gli investimenti nelle nuove unità navali siano programmati su orizzonti di diversi decenni e richiedano quindi certezze sulla disponibilità dei combustibili e sull'evoluzione delle normative ambientali.
Melillo ha inoltre riferito delle attività di verifica delle emissioni reali dei motori, con particolare attenzione al fenomeno del methane slip, e ha ribadito l'importanza di procedure di bunkeraggio uniformi a livello nazionale, affinché l'espansione dei rifornimenti in altri porti non comporti la ripetizione di iter autorizzativi eccessivamente complessi.
Trasporto pesante e bio-GNL: gli incentivi per rilanciare il mercato italiano
La seconda sessione ha affrontato le prospettive del GNL nel trasporto terrestre, concentrandosi sulle condizioni necessarie per rilanciare le immatricolazioni dei mezzi pesanti e sostenere gli investimenti realizzati nella rete di distribuzione.
Uno dei principali argomenti è stato il Fondo per la strategia della mobilità sostenibile, per il quale è stato richiamato uno stanziamento complessivo di 590 milioni di euro distribuiti su cinque anni.
Donatella Orlandi, dirigente della Direzione Generale per la sicurezza stradale e l'autotrasporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha illustrato le difficoltà amministrative che hanno rallentato l'attuazione della misura. Il decreto attuativo risultava ancora in attesa del completamento dell'iter presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, mentre per gli incentivi ai veicoli alimentati a GNL rimaneva necessario affrontare la procedura di notifica degli aiuti di Stato alla Commissione europea.
Orlandi ha spiegato come l'incertezza sui tempi di attivazione del Fondo abbia prodotto un effetto di attesa da parte delle imprese, inducendo molti operatori a rinviare il rinnovo delle flotte. Ha tuttavia ribadito l'impegno del Ministero a completare le procedure, prospettando la possibilità che la presentazione delle domande possa slittare al 2027.
La situazione del mercato dei veicoli industriali è stata analizzata da Massimiliano Perri, Head of Italy Market di IVECO, che ha ricordato il percorso tecnologico compiuto dall'azienda nello sviluppo delle motorizzazioni alimentate a gas naturale.
Perri ha evidenziato come gli attuali veicoli pesanti a gas possano essere impiegati anche nel trasporto internazionale, grazie ad autonomie e prestazioni compatibili con le esigenze operative del settore. Il rallentamento delle vendite è stato collegato non soltanto alla volatilità dei prezzi del gas, ma anche all'incertezza derivante dalle normative europee sulle emissioni di CO₂, che secondo il relatore non valorizzano adeguatamente il contributo dei carburanti rinnovabili.
Tra le proposte illustrate figurano il rafforzamento degli incentivi all'acquisto, una revisione delle regole europee sulle emissioni dei mezzi pesanti e l'introduzione di meccanismi capaci di premiare l'utilizzo del biometano. È stato richiamato, in particolare, il modello tedesco di incentivazione, considerato un possibile riferimento per favorire la competitività del bio-GNL sul mercato finale.
Il valore delle infrastrutture già realizzate è stato al centro dell'intervento di Marco Rabita, direttore commerciale di HAM Italia, che ha sottolineato come le stazioni di rifornimento esistenti costituiscano un patrimonio industriale da valorizzare. La rete, già compatibile con l'utilizzo del bio-GNL, potrebbe sostenere lo sviluppo di nuovi servizi energetici e rispondere anche alle esigenze del comparto industriale.
Rabita ha richiamato la necessità di interventi per l'ammodernamento tecnologico degli impianti e di strumenti che consentano agli operatori di programmare investimenti nel medio e lungo periodo. Ha inoltre osservato come le differenze tra i sistemi di incentivazione nazionali possano orientare la destinazione del bio-GNL prodotto in Italia verso mercati esteri economicamente più favorevoli.
A rappresentare le esigenze dell'autotrasporto è stato Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, che ha evidenziato il peso della sostenibilità economica nelle decisioni delle imprese.
Russo ha ricordato come il gasolio continui a offrire agli autotrasportatori vantaggi operativi legati alla disponibilità del carburante e alla possibilità di organizzare autonomamente i rifornimenti. Per favorire la diffusione del GNL, pertanto, occorrono condizioni di convenienza sufficientemente stabili, incentivi agli investimenti e strumenti che riconoscano il contributo ambientale dei carburanti rinnovabili.
Un ulteriore approfondimento è stato dedicato da Gianluca Zonta, consigliere di ASSOCOSTIERI e Managing Director di Greenture, al rapporto tra disponibilità del prodotto, infrastrutture e domanda di mercato.
Zonta ha osservato come l'Italia possa contare su una filiera logistica già sviluppata e su prospettive significative per la produzione nazionale di biometano. La principale criticità rimane tuttavia la contrazione della domanda di veicoli alimentati a GNL, che rischia di ridurre il valore economico degli investimenti effettuati. Per questo ha indicato nel 2027 un passaggio particolarmente importante per gli interventi normativi e gli incentivi destinati al settore.
La politica energetica tra neutralità tecnologica, investimenti e regole europee
La tavola rotonda conclusiva ha riunito rappresentanti delle forze politiche per approfondire il rapporto tra transizione energetica, competitività industriale e programmazione degli interventi pubblici.
Luca Squeri, segretario della X Commissione Attività produttive della Camera, ha affrontato il tema della pianificazione energetica nazionale, richiamando l'esigenza di verificare periodicamente gli obiettivi e i risultati delle politiche pubbliche.
Secondo Squeri, il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima dovrebbe rappresentare non soltanto uno strumento di definizione dei traguardi da raggiungere, ma anche un riferimento operativo costantemente aggiornato. Il deputato ha quindi sostenuto l'opportunità di una maggiore integrazione tra le politiche energetiche dei diversi ministeri, prospettando il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio in una funzione di coordinamento.
Nel suo intervento ha inoltre ribadito l'importanza di un approccio tecnologicamente diversificato alla decarbonizzazione, che comprenda le fonti rinnovabili, le bioenergie e le altre soluzioni disponibili per ridurre progressivamente l'impiego dei combustibili fossili.
Il rapporto tra obiettivi ambientali e trasformazione delle filiere industriali è stato approfondito da Paola De Micheli, componente della X Commissione ed ex ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti.
De Micheli ha richiamato la necessità di mantenere una programmazione di lungo periodo, riconoscendo tuttavia che gli strumenti e le modalità attuative debbano poter essere adattati all'evoluzione delle tecnologie, dei mercati e delle condizioni geopolitiche.
L'ex ministra ha attribuito particolare rilevanza agli investimenti pubblici e privati, considerati indispensabili per consentire alle imprese di affrontare il cambiamento tecnologico. Ha inoltre sostenuto che la semplificazione delle procedure amministrative possa favorire l'afflusso di capitali privati, riducendo la necessità di ricorrere esclusivamente a risorse pubbliche.
Un altro elemento sottolineato da De Micheli riguarda la condivisione delle decisioni strategiche tra istituzioni e operatori economici. Un confronto strutturato lungo l'intera filiera, secondo l'ex ministra, permetterebbe di individuare soluzioni sostenibili e di assicurare maggiore continuità agli investimenti, indipendentemente dall'alternanza dei governi.
Sul rapporto tra decarbonizzazione e tutela del sistema produttivo è intervenuto nuovamente Tullio Patassini, che ha espresso la necessità di accompagnare gli obiettivi ambientali con misure capaci di salvaguardare la competitività delle imprese e l'occupazione.
Patassini ha posto l'accento sul principio della neutralità tecnologica, sostenendo l'importanza di valorizzare il bio-GNL e gli altri biocarburanti nel percorso di riduzione delle emissioni. Ha inoltre richiamato le opportunità offerte dalle filiere nazionali delle bioenergie, soprattutto nei territori interni, dove la produzione di biometano può favorire nuove attività economiche e una maggiore integrazione tra agricoltura, industria ed energia.
Nel suo intervento ha infine espresso una posizione critica nei confronti di alcuni strumenti europei di regolazione delle emissioni, tra cui il sistema ETS, auspicandone una revisione alla luce delle attuali condizioni economiche ed energetiche.
L'intervento del viceministro Rixi: porti e logistica energetica al centro della competitività nazionale
Le conclusioni istituzionali sono state affidate a Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha collegato lo sviluppo del GNL alle più ampie sfide del sistema industriale, logistico e infrastrutturale italiano.
Il viceministro ha affrontato innanzitutto il tema delle risorse destinate al rinnovo del parco veicolare, riferendo che il Ministero aveva trasmesso alla Ragioneria dello Stato, nel mese di giugno, la documentazione necessaria allo sblocco di 499 milioni di euro. Ha quindi richiamato la necessità di completare i passaggi amministrativi ancora necessari per rendere operative le misure.
Una parte significativa dell'intervento ha riguardato l'evoluzione degli equilibri geopolitici e le conseguenze sulle catene di approvvigionamento. Rixi ha osservato come le condizioni internazionali richiedano una revisione delle priorità strategiche e una maggiore capacità di adattamento delle politiche energetiche e industriali.
Secondo il viceministro, la disponibilità di energia e l'efficienza delle infrastrutture logistiche avranno un ruolo determinante nel mantenimento della capacità manifatturiera nazionale. Ha pertanto richiamato la necessità di proseguire gli investimenti infrastrutturali, promuovere la collaborazione tra settore pubblico e privato e semplificare i procedimenti che rallentano la realizzazione di opere considerate strategiche.
Particolare attenzione è stata rivolta alla competitività del sistema marittimo italiano. Rixi ha evidenziato come l'introduzione degli obblighi europei in materia di emissioni abbia prodotto effetti differenti sui vari sistemi di trasporto, con ricadute specifiche per i collegamenti marittimi nazionali e per i territori insulari.
Il viceministro ha quindi ribadito la centralità del bunkeraggio e della disponibilità di combustibili alternativi nei porti, sottolineando come la posizione geografica dell'Italia nel Mediterraneo debba essere accompagnata da una capacità infrastrutturale e industriale adeguata alla crescita dei traffici internazionali.
I porti, secondo Rixi, saranno chiamati ad assumere un ruolo sempre più importante nella produzione, nella gestione e nella distribuzione dell'energia. A questo obiettivo dovranno contribuire la programmazione degli investimenti, il rafforzamento degli operatori nazionali e l'evoluzione del quadro normativo.
Nel suo intervento conclusivo, Rixi ha inoltre richiamato l'esigenza di un confronto più stabile tra istituzioni, imprese e rappresentanze di settore, affinché le decisioni strategiche possano tradursi in interventi concreti e sostenere la competitività italiana sui mercati internazionali.
Bio-GNL e infrastrutture: le prospettive per la filiera energetica italiana
A chiudere il convegno è stato nuovamente Fabrizio Mattana, che ha sintetizzato le indicazioni emerse dalle diverse sessioni, individuando nella competitività il principale elemento di collegamento tra sviluppo portuale, trasporto terrestre e investimenti energetici.
Il vicepresidente di ASSOCOSTIERI ha richiamato due obiettivi prioritari: rilanciare il mercato del GNL nell'autotrasporto e accompagnare la crescita del bunkeraggio marittimo, evitando che la realizzazione delle infrastrutture proceda senza un corrispondente sviluppo della domanda.
A questi obiettivi si affianca la necessità di disporre di regole chiare, procedure uniformi e strumenti di incentivazione capaci di sostenere l'intera filiera. Mattana ha osservato come la concorrenza con altri Paesi europei, in particolare Spagna e Germania, renda indispensabile valutare gli effetti delle scelte normative sulla competitività degli operatori italiani.
Un ulteriore elemento emerso durante il confronto riguarda la durata degli investimenti. Depositi, infrastrutture portuali e flotte sono progettati per operare nell'arco di diversi decenni; pertanto, le politiche pubbliche devono assicurare un orizzonte sufficientemente stabile da consentire alle imprese di programmare le proprie attività.
Il bio-GNL è stato individuato come uno dei possibili fattori di sviluppo comune ai due comparti. La possibilità di utilizzare un combustibile rinnovabile nelle infrastrutture già dedicate al GNL offre infatti l'opportunità di valorizzare gli investimenti esistenti, sostenere la produzione nazionale di biometano e contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche.
Il confronto alla Camera dei deputati ha così evidenziato una duplice esigenza: consolidare una filiera terrestre che dispone già di capacità produttive e distributive, ma attraversa una fase di rallentamento, e sviluppare un sistema portuale capace di rispondere alla crescente domanda di combustibili alternativi.
La prospettiva delineata è quella di una logistica energetica più integrata, nella quale sicurezza degli approvvigionamenti, riduzione delle emissioni e competitività industriale possano essere perseguite attraverso investimenti coordinati, innovazione tecnologica e un dialogo continuativo tra istituzioni e operatori economici.
