Nicola Zaccheo, presidente dell’ART, ha presentato al Senato la relazione relativa al periodo 1° luglio 2025 - 30 giugno 2026, concentrandosi su pedaggi, alta velocità, porti e la nuova sfida dell'equità generazionale. Nel corso dell’evento sono intervenuti la senatrice Licia Ronzulli e il ministro Matteo Salvini.
Il Senato ha ospitato questa mattina la presentazione della Relazione annuale dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), un appuntamento che da anni rappresenta il momento istituzionale in cui il regolatore indipendente rende conto al Parlamento e al Paese del lavoro svolto nel settore della mobilità. L'edizione di quest'anno, riferita al periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, ha assunto un significato particolare per l'introduzione di un tema inedito nella prima parte del documento: la valutazione d'impatto generazionale delle politiche di regolazione dei trasporti. Nel corso della presentazione sono intervenuti la Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il Presidente dell’ART Nicola Zaccheo e il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Al centro dell’incontro: la riforma delle concessioni autostradali, il nuovo sistema di rimborso ai pedaggi, l'apertura del mercato ferroviario dell'alta velocità, la regolazione portuale e, per la prima volta, la valutazione d'impatto generazionale delle scelte regolatorie.
Il saluto della senatrice Ronzulli: i trasporti sono una misura della libertà
Ad aprire la mattinata è stata la Vicepresidente del Senato, senatrice Licia Ronzulli, che ha portato il saluto istituzionale a nome dell'Aula. Nel suo intervento, Ronzulli ha inquadrato i trasporti non come semplice infrastruttura tecnica, ma come questione di libertà costituzionale, richiamando l'articolo 16 della Costituzione e sottolineando che “quando un treno viene soppresso, quando un pedaggio non è trasparente, quando un servizio essenziale non è accessibile, non è in gioco soltanto un mercato, è in gioco la libertà”. I trasporti non si limitano a collegare luoghi diversi, ma aumentano la competitività delle imprese, avvicinano territori, migliorano la qualità della vita dei cittadini e influiscono sull’attrattività del paese. La senatrice ha insistito sulla necessità di un approccio sistemico alla mobilità italiana, capace di tenere insieme rete ferroviaria, rete stradale, aeroporti, porti e trasporto pubblico locale dentro un'unica strategia nazionale. Contemporaneamente ha ricordato l’importanza di adottare regole chiare e stabili, non solo per tutelare la concorrenza, ma anche per garantire agli utenti servizi migliori, più accessibili e più efficaci. Ha inoltre ribadito la distinzione dei ruoli tra politica e autorità indipendenti: alla prima spettano gli indirizzi strategici e le scelte, di cui risponde ai cittadini; alla seconda il compito di garantire regole trasparenti e di vigilare sul loro rispetto. Due, in particolare, gli aspetti che Ronzulli ha voluto sottolineare come prioritari: la tutela dei diritti dei passeggeri, definiti “il metro con cui i cittadini misurano la qualità dello Stato”, e la qualità dei dati, condizione indispensabile per una regolazione precisa e tempestiva, anche alla luce della sperimentazione dell'intelligenza artificiale da parte dell'Autorità.
La relazione del Presidente Zaccheo: un anno di riforme
L’intervento successivo è stato quello del Presidente dell'ART, Nicola Zaccheo, che ha illustrato in dettaglio le attività dell'Autorità nei diversi comparti del sistema dei trasporti. Il quadro che emerge dalla sua relazione è quello di un anno particolarmente intenso sul piano regolatorio, segnato da riforme strutturali in più settori. Sul fronte autostradale, il cambiamento più rilevante riguarda l'attuazione della riforma organica introdotta dalla legge 193/2024, che ha rafforzato le competenze dell'Autorità. Con le delibere 240 e 242 del 2025, l'ART ha definito un nuovo sistema tariffario di pedaggio, imperniato sul riconoscimento in tariffa degli investimenti effettivamente realizzati dai concessionari e su un aggiornamento dei tassi di remunerazione del capitale investito. Ma l'elemento probabilmente più innovativo, spiegato con evidente soddisfazione da Zaccheo, è il nuovo sistema di rimborso automatico agli utenti autostradali: un meccanismo, unico in Europa, che prevede ristori proporzionali in caso di blocchi della circolazione o ritardi legati a cantieri programmati, gestibile tramite un'apposita app che fornisce anche informazioni sulla viabilità in tempo reale. Il meccanismo, operativo da giugno, si fonda sul principio del pay per use ed è già stato oggetto di ricorsi respinti dal TAR Piemonte. Non sono mancati riferimenti a dossier di attualità, come il parere dell'Autorità sulle tariffe di pedaggio per il Ponte sullo Stretto di Messina, giudicato al momento adeguato allo stato di avvio del progetto, ma da monitorare costantemente man mano che si definiranno costi effettivi e volumi di traffico. Per quanto riguarda il comparto ferroviario, la relazione ha toccato temi di grande impatto strategico. Zaccheo ha ricordato come il decreto legge 19/2026 abbia attribuito all'ART la competenza a esprimere parere sul Documento Strategico Pluriennale della Mobilità (DSPM), lo strumento che definisce la visione decennale del sistema ferroviario nazionale. In questo contesto, l'Autorità ha segnalato criticità legate alla saturazione di alcune infrastrutture strategiche, come la linea Direttissima Roma-Firenze, sollecitando una programmazione più attenta degli investimenti. Particolare rilievo ha assunto anche il procedimento avviato con la delibera 49/2026 per l'aggiornamento dei criteri di allocazione della capacità ferroviaria, in sostituzione della storica delibera 70/2014. Su questo terreno si è inserito un episodio di frizione istituzionale che Zaccheo non ha nascosto: il provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha imposto al gestore dell'infrastruttura nazionale l'assegnazione di ulteriori tracce ferroviarie a un nuovo operatore, scavalcando di fatto un lungo lavoro istruttorio dell'ART. Il Presidente ha annunciato che l'Autorità ha impugnato il provvedimento, rivendicando la propria competenza esclusiva in materia di allocazione della capacità ferroviaria. Sul piano della liberalizzazione, un passaggio significativo riguarda l'affidamento dei servizi Intercity per il periodo 2028-2042: il primo affidamento competitivo di questo tipo a livello nazionale, che secondo Zaccheo dovrà probabilmente prevedere una fase transitoria con una divisione dei lotti, uno di dimensioni maggiori e uno più contendibile, per garantire un'effettiva partecipazione del mercato.
Porti, aeroporti e trasporto pubblico locale
Anche il comparto portuale ha visto un intervento regolatorio di ampio respiro, con la delibera 242 dello scorso dicembre che ha aggiornato la disciplina del 2018, introducendo criteri più stringenti per l'accesso equo alle infrastrutture e per la trasparenza nel rilascio delle concessioni demaniali. Resta aperto, e sarà oggetto di un procedimento dedicato avviato con la delibera 27/2026, il tema cruciale della durata delle concessioni portuali. Nel settore aeroportuale, Zaccheo ha segnalato due ordini di restituzione all'utenza per un valore complessivo di oltre 70 milioni di euro, imposti a due gestori aeroportuali attraverso investimenti a costo zero o conguagli sui diritti aeroportuali. Quanto al trasporto pubblico locale, l'Autorità ha completato importanti procedimenti sui costi di riferimento dei servizi su strada (delibera 91) e ha avviato la consultazione pubblica sulle nuove linee guida per la competitività dei servizi regionali, che saranno adottate entro la fine dell'anno. Non è mancato un riferimento al settore taxi, con la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso novembre che ha confermato la legittimità dell'azione dell'ART a favore dell'incremento delle licenze.
Diritti dei passeggeri, intelligenza artificiale ed equità generazionale
Un passaggio della relazione è stato dedicato alla tutela dei diritti dei passeggeri, ambito in cui l'Autorità ha avviato con la delibera 42/2026 un procedimento di revisione per rafforzare trasparenza e informazione nei servizi ferroviari. Zaccheo ha ricordato che il servizio Conciliazioni ha gestito, negli ultimi tre anni, circa 56mila istanze, con rimborsi riconosciuti per oltre 7 milioni di euro. Da segnalare anche l'annuncio, dato proprio durante l'evento, del potenziamento di SmartBot, l'assistente virtuale dell'ART, ora basato su tecnologie di intelligenza artificiale avanzate, disponibile da questa mattina sul sito istituzionale dell'Autorità: un tassello di una più ampia strategia di sperimentazione dell'IA applicata alla gestione dei reclami e ai servizi per cittadini e imprese. Il filo conduttore dell'intera prima parte della relazione, richiamato più volte anche da Ronzulli, è la valutazione d'impatto generazionale, strumento introdotto nell'ordinamento italiano dalla legge 167/2025. Zaccheo ha spiegato come le grandi transizioni ecologica e digitale impongano al regolatore di guardare oltre gli effetti immediati delle proprie decisioni, valutandone le ricadute sulle generazioni future in termini di opportunità economiche, sociali e ambientali. In questo quadro sono stati richiamati concetti come la mobility justice, la capacità di garantire un accesso equo e non discriminatorio alla mobilità, e la transport poverty, ovvero la difficoltà di accedere a servizi essenziali come lavoro, scuola e sanità per limiti economici, geografici o infrastrutturali. L'Autorità ha annunciato di aver avviato una call for input rivolta a tutti gli stakeholder del settore, per raccogliere contributi utili a integrare questa nuova dimensione di analisi nella propria attività regolatoria.
Il collegamento del Ministro Salvini da Berlino
A chiudere l'evento è intervenuto in collegamento da Berlino, dove era impegnato con l’InnoTrans 2026, la principale fiera mondiale dell'innovazione ferroviaria, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il ministro ha ringraziato l'Autorità per la collaborazione istituzionale degli ultimi anni, rivendicando un momento di investimenti pubblici definito “senza precedenti nella storia della Repubblica”: circa 250 miliardi di euro di cantieri finanziati attualmente in attivazione. Salvini ha dedicato una parte significativa del suo intervento al tema dei maggiori costi delle opere pubbliche, legati all'aumento dei prezzi di energia, bitume, cemento e acciaio, annunciando la necessità per il ministero di reperire almeno 8 miliardi di euro nelle prossime settimane per pagare lavori già eseguiti tra il 2024 e il 2026. Il ministro ha inoltre criticato con toni netti i vincoli della procedura d'infrazione europea legata al rapporto deficit/PIL, definendo “surreale” che l'Italia debba dipendere da margini decimali per decidere sulle proprie strategie infrastrutturali. Tra gli annunci più concreti, il ministro ha citato la riforma di Porti d'Italia S.p.A., gli investimenti sulla portualità nazionale (6 miliardi di euro in corso), i progetti sugli interporti, con l'esempio di Alessandria come futuro retroporto di Genova, e i risultati record del gruppo Ferrovie dello Stato, di cui fa parte anche Anas. Non sono mancati riferimenti alle grandi opere transfrontaliere, dal tunnel del Brennero alla Torino-Lione, entrambe attese in esercizio tra il 2032 e il 2033, fino ai cantieri per l'alta velocità Roma-Napoli-Bari e ai quasi 30 miliardi di euro di lavori in corso tra Sicilia e Calabria, propedeutici, secondo Salvini, al completamento del collegamento con la Sicilia attraverso il Ponte sullo Stretto. Il ministro ha concluso il suo intervento con un ringraziamento a Zaccheo e a tutto il personale dell'Autorità, sottolineando come la stabilità e la continuità delle istituzioni italiane, incluse quelle indipendenti come l'ART, rappresentino oggi un elemento di credibilità internazionale, riconosciuto anche dai colleghi ministri europei incontrati a Berlino.
