Copia/incolla disponibile con abbonamento Enterprise

Approfondimenti

Assicurazioni, welfare e gestione dei rischi: nasce l’Intergruppo parlamentare sui temi assicurativi

L’iniziativa promossa da Maria Paola Boscaini apre un confronto trasversale sul ruolo economico e sociale del settore assicurativo, sulla tutela dei risparmiatori e sulla necessità di aggiornare alcuni dei principali istituti che regolano il mercato.

Durante la presentazione dell’Intergruppo parlamentare su temi assicurativi, promosso dalla deputata di Forza Italia Maria Paola Boscaini, rappresentanti di diversi schieramenti politici, associazioni di categoria e organizzazioni dei consumatori hanno avviato un confronto sulle funzioni di protezione svolte dalle assicurazioni, sulla diffusione della cultura assicurativa e sulle riforme necessarie per rendere il mercato più trasparente, accessibile e adeguato ai nuovi rischi economici, sociali e ambientali.

Un confronto parlamentare oltre le appartenenze politiche

La costituzione dell’Intergruppo parlamentare sui temi assicurativi crea uno spazio informale di confronto dedicato a un settore che svolge un ruolo rilevante nella stabilità economica, nella tutela del risparmio e nella gestione delle fragilità sociali. Nonostante ciò, il comparto assicurativo viene spesso percepito soltanto attraverso il costo delle polizze o gli obblighi imposti a cittadini e imprese. L’obiettivo dell’iniziativa è, pertanto, ampliare il dibattito e valorizzare il contributo delle assicurazioni alla protezione delle famiglie, al finanziamento dell’economia nazionale e alla copertura di rischi sempre più complessi.

Un intergruppo parlamentare non è un organo ufficiale della Camera o del Senato, bensì una formazione informale composta da deputati e senatori appartenenti a forze politiche diverse. Il suo obiettivo è approfondire un tema di interesse comune e favorire la nascita di iniziative legislative o istituzionali condivise. Proprio questa natura trasversale consente di affrontare le questioni con un approccio più tecnico e meno condizionato dalla contrapposizione tra maggioranza e opposizione, pur nel rispetto delle differenti sensibilità politiche.

All’iniziativa hanno aderito Maria Paola Boscaini, promotrice dell’Intergruppo, Giulio Sottanelli di Azione, Andrea Barabotti della Lega, Gian Antonio Girelli e Marco Simiani del Partito Democratico, nonché Isabella De Monte e Fabrizio Sala di Forza Italia. La presenza di esponenti appartenenti a diversi schieramenti conferma la volontà di costruire una base parlamentare ampia e trasversale. Al momento dell’insediamento, tuttavia, alcune forze politiche non avevano ancora aderito, sebbene sia stato espresso l’auspicio di un loro successivo coinvolgimento.

Il lavoro dell’Intergruppo entrerà nel vivo a partire da settembre, con l’avvio di un ciclo di audizioni rivolto ai rappresentanti delle imprese assicurative, agli intermediari, alle associazioni dei consumatori e agli altri soggetti interessati. Tra i primi interlocutori indicati figurano ANIA e Unipol. Gli incontri serviranno inoltre a raccogliere proposte e osservazioni in vista dell’esame del prossimo Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza.

La scelta di inserire i lavori dell’Intergruppo nel percorso di esame del Ddl Concorrenza nasce dalla volontà di affrontare alcune delle principali criticità del mercato assicurativo, dalle frodi legate alle polizze vita alla portabilità dei contratti, fino al funzionamento degli strumenti pubblici di comparazione delle offerte. Prima di definire eventuali proposte normative, l’Intergruppo intende ascoltare gli stakeholder del settore, affinché ogni intervento possa essere valutato non soltanto in base agli obiettivi dichiarati, ma anche rispetto alle conseguenze concrete per consumatori, intermediari e compagnie assicurative.

La funzione sociale dell’assicurazione

La funzione sociale del settore assicurativo è stata al centro dell’intervento di Maria Paola Boscaini, la quale ha invitato a non considerare l’assicurazione soltanto come un costo aggiuntivo o un obbligo per cittadini e imprese. La promotrice dell’Intergruppo ha sottolineato, infatti, come le coperture assicurative offrano una protezione concreta quando famiglie e attività economiche devono affrontare eventi difficilmente sostenibili con le sole risorse disponibili. La condivisione del rischio diventa così uno strumento di tutela, stabilità economica e sicurezza sociale.

A conferma della rilevanza economica del settore, durante la presentazione sono stati richiamati alcuni dati sul contributo delle assicurazioni alle finanze pubbliche. Il comparto versa ogni anno circa 14 miliardi di euro allo Stato, mentre il 6,5 per cento dei premi RC Auto viene destinato al Servizio sanitario nazionale, contribuendo a sostenere i costi sanitari legati agli incidenti stradali.

Sul peso finanziario del comparto è intervenuto Giulio Sottanelli, il quale ha ricordato che le imprese assicurative detengono circa 250 miliardi di euro in titoli di Stato italiani. Il settore, pertanto, non svolge soltanto una funzione di protezione per cittadini e imprese, ma contribuisce anche al finanziamento del debito pubblico e alla stabilità del sistema economico nazionale attraverso la raccolta dei premi e la gestione delle riserve.

Accanto al valore degli investimenti, il settore assicurativo riveste anche un’importante funzione occupazionale. Attraverso le compagnie, le agenzie, le società di brokeraggio, le strutture peritali, le imprese tecnologiche e i servizi collegati, il comparto sostiene direttamente e indirettamente oltre 300.000 famiglie. Si tratta, pertanto, di una realtà articolata, la quale richiede competenze giuridiche, finanziarie, tecniche e commerciali difficilmente sostituibili da processi interamente automatizzati.

La funzione protettiva delle assicurazioni assume inoltre un rilievo crescente di fronte alla trasformazione dei rischi, poiché eventi climatici estremi, instabilità economica, invecchiamento della popolazione e nuove vulnerabilità sanitarie stanno modificando le esigenze di famiglie e imprese. La capacità del sistema di offrire risposte adeguate dipenderà, tuttavia, dalla possibilità di conciliare sostenibilità economica, accessibilità delle coperture e chiarezza delle condizioni contrattuali.

Mutualità, sanità e tutela delle famiglie

Il valore della mutualità è stato richiamato da Gian Antonio Girelli, il quale ha invitato a non ridurre l’assicurazione a una semplice operazione finanziaria. Il sistema assicurativo si fonda, infatti, sulla condivisione collettiva dei rischi: attraverso il pagamento dei premi, molti soggetti contribuiscono a garantire una tutela economica a chi subisce un danno. Si tratta di un principio solidaristico che conserva una funzione di interesse generale, anche quando il servizio viene offerto da operatori privati.

Questo principio riguarda in modo particolare la sanità integrativa e le forme di welfare assicurativo. Le coperture private non dovrebbero porsi in concorrenza con il Servizio sanitario nazionale, né sostituire il diritto universale alla salute garantito dall’articolo 32 della Costituzione; possono, bensì, affiancare il sistema pubblico, sostenere alcune prestazioni e contribuire a liberare risorse da destinare alle fasce maggiormente esposte.

Il rapporto tra Stato e operatori privati è stato affrontato anche da Andrea Barabotti, il quale ha scelto di rappresentare le esigenze dei cittadini senza rivendicare una provenienza professionale dal comparto. La complessità dei prodotti assicurativi, ha rilevato, rende necessario un esame preventivo delle conseguenze sociali delle decisioni legislative, soprattutto quando le nuove norme incidono sui nuclei familiari fragili o su persone le quali dispongono di una minore capacità economica e di limitati strumenti di comprensione.

L’Intergruppo potrà svolgere un lavoro di approfondimento preliminare rispetto all’attività delle Commissioni parlamentari, favorendo il confronto tra rappresentanti politici, esperti e operatori del settore prima dell’avvio dell’iter legislativo. Pur non eliminando le diverse posizioni politiche, questo metodo può contribuire alla definizione di interventi più organici e fondati su una conoscenza adeguata dei meccanismi tecnici del mercato assicurativo.

La tutela sociale riguarda anche le differenze territoriali presenti nel settore della responsabilità civile automobilistica. In alcune aree del Paese, infatti, i cittadini pagano premi sensibilmente più elevati rispetto a quelli applicati in altre regioni, anche quando il profilo individuale dell’assicurato risulta simile. Diventa quindi essenziale comprendere quanto incidano il territorio, le frodi, la frequenza dei sinistri e i costi dei risarcimenti, affinché il principio di mutualità non produca una penalizzazione stabile per alcune comunità.

Catastrofi naturali e sostenibilità dell’intervento pubblico

Tra i principali argomenti affrontati figura la copertura dei rischi catastrofali, divenuta obbligatoria per una parte del sistema produttivo e destinata a occupare uno spazio crescente nel dibattito pubblico. Alluvioni, terremoti, frane ed eventi meteorologici estremi possono produrre danni i quali superano la capacità economica delle singole imprese, rendendo necessario l’intervento dello Stato per sostenere la ricostruzione e garantire la continuità delle attività.

Secondo Maria Paola Boscaini, un intervento normativo più tempestivo avrebbe potuto favorire una distribuzione più ampia del rischio e, di conseguenza, contenere i costi delle coperture assicurative. Quanto maggiore è il numero dei soggetti assicurati, infatti, tanto più efficace può risultare la ripartizione dell’esposizione economica, fermo restando che la determinazione dei premi deve tenere conto della localizzazione degli immobili e delle caratteristiche specifiche delle attività.

L’esigenza di intervenire deriva anche dalla crescente pressione esercitata sulle finanze pubbliche. Ogni evento calamitoso richiede stanziamenti emergenziali, agevolazioni fiscali, sospensioni contributive e misure straordinarie, le quali vengono finanziate attraverso la fiscalità generale. Un sistema assicurativo più diffuso non eliminerebbe la responsabilità dello Stato, bensì potrebbe ridurre la dipendenza dagli interventi successivi all’emergenza e garantire tempi più certi per l’erogazione degli indennizzi.

Giulio Sottanelli ha invitato a valutare con attenzione anche una possibile estensione delle coperture agli immobili privati e alle famiglie. Una simile ipotesi richiederebbe, tuttavia, strumenti di gradualità, forme di sostegno per i redditi più bassi e una chiara definizione del rapporto tra intervento pubblico e responsabilità privata, poiché l’introduzione di nuovi obblighi senza adeguate compensazioni rischierebbe di trasformare una misura di protezione in un ulteriore onere difficilmente sostenibile.

Sulla necessità di perfezionare le garanzie CatNat è intervenuto anche Flavio Sestilli, presidente dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni, insieme al presidente dell’Associazione di categoria brokers. Il confronto tecnico dovrà interessare le condizioni contrattuali, le esclusioni, i criteri di valutazione dei beni e le modalità di liquidazione dei danni, affinché l’obbligatorietà non rimanga un adempimento formale, ma corrisponda a una protezione concretamente utilizzabile al verificarsi dell’evento.

Polizze vita, trasparenza e tutela del risparmio

La tutela dei risparmiatori rappresenta uno dei primi ambiti sui quali l’Intergruppo intende intervenire. Maria Paola Boscaini ha posto l’attenzione sui casi di polizze vita distribuite da compagnie estere che, dopo aver operato sul mercato italiano, hanno cessato l’attività o lasciato il Paese, esponendo numerosi clienti a perdite rilevanti e a procedure di recupero lunghe e complesse.

Le polizze vita vengono spesso considerate strumenti sicuri, destinati alla protezione dei familiari, alla costruzione di una rendita o alla pianificazione del patrimonio. Proprio per questa ragione, eventuali pratiche di vendita scorrette possono produrre conseguenze particolarmente gravi, poiché il cliente non sempre dispone degli strumenti necessari per distinguere la componente assicurativa da quella finanziaria e per valutare con precisione il livello di rischio assunto.

Per contrastare tali fenomeni è stata annunciata la preparazione di un emendamento al prossimo Ddl Concorrenza, con l’obiettivo di rafforzare le garanzie per i sottoscrittori e limitare l’operatività di soggetti privi di adeguati requisiti patrimoniali, organizzativi e informativi. La natura europea del mercato consente alle imprese di operare oltre i confini nazionali, tuttavia ciò non dovrebbe ridurre la capacità delle autorità di vigilanza di prevenire condotte scorrette e intervenire tempestivamente.

Un altro elemento centrale riguarda la qualità delle informazioni fornite al momento della sottoscrizione. Nonostante i tentativi di semplificazione introdotti negli ultimi anni, contratti e documenti informativi restano spesso difficili da comprendere. La trasparenza, pertanto, non può dipendere soltanto dalla quantità di moduli consegnati, bensì dalla possibilità concreta per il cliente di conoscere costi, rischi, esclusioni, garanzie e condizioni di recesso.

In tale ambito, la presenza di un intermediario competente assume un ruolo particolarmente rilevante, soprattutto nel caso dei prodotti più complessi. Le norme volte a favorire la portabilità dei contratti e la mobilità dei clienti dovranno quindi preservare il valore della consulenza, giacché la concorrenza produce effetti positivi quando amplia le possibilità di scelta e migliora le condizioni offerte, non quando riduce il rapporto assicurativo a un semplice confronto basato sul prezzo.

Bonus-malus, RC Auto e preventivatore pubblico

La responsabilità civile automobilistica resta uno dei principali temi di confronto tra assicurati, compagnie, intermediari e istituzioni. Sebbene il sistema si basi sul meccanismo del bonus-malus, il mercato presenta alcune evidenti anomalie, tra cui il fatto che oltre il 90 per cento dei veicoli risulti collocato nella prima classe di merito. Un dato che, secondo Flavio Sestilli, mostra come l’attuale classificazione non riesca più a rappresentare in modo efficace i diversi profili di rischio.

Sul possibile superamento di questo modello è intervenuto anche il rappresentante di Consum Italia, proponendo di collegare il bonus-malus ai punti della patente e alla condotta del guidatore, anziché alla sola storia assicurativa del veicolo. Un criterio maggiormente riferito alla persona potrebbe rendere il sistema più aderente ai comportamenti effettivi, tuttavia sarebbe necessario definire con attenzione la gestione dei veicoli utilizzati da più conducenti e le modalità di accesso ai dati personali.

La stessa associazione ha chiesto maggiore trasparenza sul peso attribuito alla territorialità nella determinazione del premio. Rendere comprensibile l’incidenza dei diversi fattori potrebbe aiutare il consumatore a distinguere quanto dipenda dalla propria storia assicurativa, quanto dal luogo di residenza e quanto dalle politiche commerciali dell’impresa, riducendo la percezione di arbitrarietà spesso associata alle differenze di prezzo.

Un giudizio critico è stato espresso anche sul preventivatore pubblico gestito dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Secondo Boscaini, lo strumento non sarebbe in grado di rappresentare adeguatamente gli sconti e le condizioni personalizzate applicate attraverso la rete agenziale, producendo confronti i quali non coincidono necessariamente con le offerte effettivamente disponibili al cliente.

Il problema non riguarda soltanto l’efficienza tecnologica, ma la capacità di integrare nei sistemi digitali la complessità del rapporto assicurativo. Un prezzo teorico può cambiare in base alla presenza di più polizze, alle caratteristiche del nucleo familiare, alla modalità di pagamento o alle valutazioni effettuate dall’intermediario; pertanto, un comparatore realmente utile dovrebbe offrire informazioni verificabili senza indurre a considerare equivalenti prodotti i quali presentano garanzie, massimali ed esclusioni differenti.

Tecnologia, consulenza e cultura assicurativa

Sul tema della digitalizzazione del mercato, l’Associazione SHARE, rappresentativa delle software house assicurative, ha sollecitato una maggiore apertura delle piattaforme e una più ampia interoperabilità dei dati. L’utilizzo di sistemi compatibili tra compagnie, intermediari e fornitori tecnologici potrebbe ridurre gli adempimenti ripetitivi, velocizzare la gestione delle pratiche e migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti.

L’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da regole chiare, in grado di garantire la sicurezza dei sistemi, la tracciabilità delle operazioni e la tutela dei dati personali. Algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale possono rendere più efficace la valutazione dei rischi, favorire l’individuazione delle frodi e permettere offerte più personalizzate. Il loro utilizzo, tuttavia, non dovrebbe produrre decisioni poco trasparenti o difficili da comprendere e contestare da parte dell’assicurato.

Su questo punto Gian Antonio Girelli ha rivendicato il valore della consulenza umana e del rapporto con l’agente, soprattutto quando il cittadino deve affrontare prodotti complessi o situazioni di particolare vulnerabilità. La tecnologia può sostenere l’attività professionale, bensì non può essere considerata una sostituzione automatica della capacità di ascolto, interpretazione e accompagnamento garantita dall’intermediario.

Anche il rappresentante del Sindacato nazionale agenti ha sottolineato il valore del rapporto personale e di fiducia tra cittadini e intermediari, accogliendo favorevolmente la nascita dell’Intergruppo e confermando la disponibilità della categoria a partecipare alle audizioni. Tra le priorità indicate figura la riduzione degli adempimenti burocratici, affinché gli obblighi regolamentari continuino a tutelare il consumatore senza sottrarre tempo e risorse all’attività di consulenza.

Fabrizio Sala ha ricondotto tali questioni alla necessità di promuovere una più solida cultura assicurativa e finanziaria all’interno delle istituzioni. Gli strumenti di copertura, anche quelli maggiormente sofisticati, possono produrre risultati utili quando vengono utilizzati con competenza e rigore, mentre una conoscenza insufficiente può trasformarli in fonti di rischio. Per spiegare questo rapporto ha richiamato la metafora del farmaco, il quale genera benefici se somministrato correttamente, ma può avere conseguenze negative quando viene utilizzato senza le necessarie conoscenze.

Isabella De Monte, facendo riferimento alla propria esperienza nel brokeraggio, ha descritto il settore come un indicatore capace di anticipare le crisi economiche e industriali. L’andamento dei sinistri, le richieste di copertura e le difficoltà incontrate dalle imprese nella gestione dei rischi permettono, infatti, di osservare con anticipo alcune trasformazioni del sistema produttivo, come dimostra anche l’evoluzione della responsabilità professionale sanitaria successiva alla legge Gelli-Bianco.

Dalle audizioni alle possibili riforme

La nascita dell’Intergruppo parlamentare sui temi assicurativi non coincide ancora con la definizione di un programma legislativo compiuto, ma avvia un metodo di lavoro basato sul confronto tra Parlamento, imprese, intermediari, associazioni dei consumatori e operatori tecnologici. Le audizioni annunciate serviranno a raccogliere esigenze, proposte e valutazioni sugli effetti delle norme già in vigore, affinché le future riforme non siano dettate soltanto dalle emergenze, bensì da un’analisi più ampia e strutturata del mercato.

Tra le priorità indicate figurano la tutela dei sottoscrittori delle polizze vita, la revisione del sistema bonus-malus, il funzionamento della convenzione CARD per il risarcimento diretto, l’efficacia del preventivatore pubblico e l’applicazione delle coperture contro i rischi catastrofali. Si tratta di questioni tecnicamente complesse, le quali richiederanno l’esame dei dati disponibili, il confronto con le autorità di vigilanza e una valutazione attenta delle conseguenze economiche per cittadini, imprese e operatori del settore.

Accanto agli interventi normativi, emerge la necessità di rafforzare l’educazione assicurativa, a partire dalle scuole e dalle università. Comprendere il significato di premio, franchigia, massimale, esclusione e classe di merito non rappresenta, infatti, una competenza riservata agli addetti ai lavori, poiché questi elementi incidono sulle scelte quotidiane delle famiglie e sulla possibilità di proteggere reddito, salute e patrimonio.

Una maggiore conoscenza può contribuire a ridurre la distanza tra cittadini e mercato, purché sia accompagnata da prodotti più comprensibili, informazioni trasparenti e regole applicate in modo uniforme.

Non sarebbe sufficiente chiedere agli utenti una maggiore consapevolezza se contratti e procedure continuassero a essere formulati in maniera tanto complessa da richiedere un costante intervento interpretativo.

Il lavoro parlamentare dovrà, pertanto, trovare un equilibrio tra esigenze differenti: ampliare le coperture senza trasformarle in costi insostenibili, favorire la concorrenza senza indebolire il valore della consulenza, promuovere l’innovazione tecnologica senza rinunciare alla responsabilità umana e valorizzare il contributo degli operatori privati senza ridurre il ruolo dello Stato.

L’Intergruppo potrà offrire uno spazio stabile di confronto su questi temi, affinché la protezione assicurativa venga riconosciuta come una componente rilevante delle politiche economiche, sociali e di gestione dei rischi del Paese.

Take the Date è un prodotto di Nomos

Take the Date è il portale che promuove gli eventi istituzionali e pubblici di rilievo che si tengono ogni giorno in Italia. Nato da un progetto di Nomos Centro Studi Parlamentari azienda leader nel settore delle relazioni istituzionali.

Nomos

Iscriviti a Take The Date

Free

Per Privati

Gratis

  • Consultazione di 8 eventi nella home page e nelle sezioni dedicate
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale 
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi (si applicano costi e condizioni)

Professional

Per Professionisti

€200/anno+IVA

  • Consultazione di tutti gli eventi
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale 
  • Iscrizione a 2 newsletter tematiche 
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi con uno sconto del 10%
  • Accesso all’archivio storico degli eventi
  • Accesso all’agenda istituzionale 
  • Visualizzazione completa di tutti gli eventi nella Home Page e nelle aree tematiche

Enterprise

Per Aziende

€300/anno+IVA

  • Consultazione di tutti gli eventi
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale  
  • Iscrizione a tutte le newsletter tematiche
  • Alert ultimi eventi inseriti
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi con uno sconto del 20%
  • Accesso all’archivio storico degli eventi
  • Accesso all’agenda istituzionale
  • Visualizzazione completa di tutti gli eventi nella Home Page e nelle aree tematiche
  • Area riservata con calendario interno, archivio e alert personalizzati
  • Copia/Incolla abilitato
  •  

Nato da un’iniziativa di Nomos Centro Studi Parlamentari - società di consulenza specializzata in public affairs, advocacy, lobbying e monitoraggio istituzionale e comunicazione - Take The Date è il primo portale che promuove tutti gli eventi di rilievo istituzionale e pubblico, che si tengono ogni giorno in Italia.

SOCIAL