A Roma si è tenuto il confronto tra istituzioni, imprese e operatori sulla transizione energetica, la sicurezza degli approvvigionamenti e il futuro dei porti italiani
La logistica energetica italiana è chiamata a orientarsi in una fase di profonda trasformazione, segnata da transizione ambientale, instabilità geopolitica, nuove regole europee, innovazione tecnologica e necessità di rafforzare la competitività del sistema portuale e dei trasporti. È questo il filo conduttore dell’evento “Logistica energetica, bussola verso nuovi Orizzonti?”, promosso da Assocostieri che si è tenuto il 25 giugno 2026 a Roma, nella Sala Orlando di Confcommercio.
L’incontro, moderato da Alberto Quarati de Il Secolo XIX, ha riunito rappresentanti del Governo, delle amministrazioni centrali, delle Capitanerie di porto, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, del MASE, del mondo politico e delle imprese. Al centro del dibattito sono emersi alcuni temi ricorrenti: il ruolo strategico di GNL, bioGNL e biocarburanti, l’esigenza di regole omogenee e stabili, la semplificazione delle procedure, la riforma portuale, l’attuazione dell’ETS2, la fiscalità energetica, il bunkeraggio marittimo e la trasformazione dei porti in hub energetici multicommodity.
Logistica energetica e sicurezza degli approvvigionamenti al centro dell’agenda
L’evento ha collocato la logistica energetica dentro un quadro più ampio di sicurezza nazionale, competitività industriale e transizione ecologica. Nel messaggio istituzionale inviato dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi è stato richiamato il ruolo del settore nel garantire sicurezza degli approvvigionamenti, competitività del sistema produttivo e sostenibilità della transizione energetica. Il messaggio ha inoltre confermato l’attenzione del Ministero verso le infrastrutture energetiche e strategiche nell’ambito del percorso di riforma portuale.
Nel suo saluto istituzionale, Pasquale Russo, Vice Presidente di Confcommercio e Presidente di Conftrasporto, ha evidenziato come l’energia e la sua distribuzione siano diventate fattori centrali per lo sviluppo delle comunità, delle imprese e della tenuta sociale. Le tensioni internazionali, le guerre e le criticità nei flussi globali hanno reso evidente, secondo Russo, che la logistica dell’energia non è soltanto una funzione operativa, ma un elemento determinante per la sostenibilità e la competitività del Paese.
Neutralità tecnologica, GNL e bioGNL per la transizione dei trasporti
Uno dei messaggi centrali emersi dall’incontro riguarda la necessità di applicare il principio della neutralità tecnologica. Russo ha sottolineato che, in particolare per navi e mezzi pesanti, non esiste un’unica soluzione immediatamente applicabile a tutte le modalità di trasporto. Per questo, il confronto ha posto l’attenzione sui combustibili già disponibili e utilizzabili, come GNL, bioGNL, GPL, biodiesel, HVO e altri biocarburanti.
La posizione espressa nel corso del dibattito è stata quella di valorizzare le soluzioni “ready to use”, cioè già pronte per contribuire alla riduzione delle emissioni senza attendere tecnologie ancora non pienamente mature sul piano industriale e commerciale. In questa prospettiva, il bioGNL è stato indicato come una risorsa immediatamente utilizzabile per il trasporto pesante e marittimo, mentre gli incentivi fiscali sono stati richiamati come leva per orientare gli investimenti delle imprese.
Assocostieri: una bussola per la trasformazione della logistica energetica
Ad aprire l’Assemblea è stato Fabrizio Mattana, Vice Presidente di Assocostieri, che ha portato anche il saluto del Presidente Ruggeri. Mattana ha spiegato il senso del titolo scelto per l’evento, soffermandosi sull’immagine della bussola come strumento utile quando i punti di riferimento tradizionali vengono meno. In una fase storica caratterizzata da crisi geopolitiche, trasformazioni industriali e nuove regole, l’associazione si propone come riferimento per le imprese e come interlocutore stabile delle istituzioni.
Nel suo intervento, Mattana ha ribadito che la sicurezza energetica non può essere considerata un tema secondario rispetto alla sostenibilità ambientale e alla competitività. Al contrario, rappresenta il presupposto per entrambe. Senza sicurezza energetica, ha evidenziato, non è possibile parlare né di competitività né di transizione ecologica. Da qui l’esigenza di un investimento di sistema e di lungo periodo su infrastrutture, stoccaggi, terminali, depositi, produttori di biometano e biodiesel, armatori, trasportatori e operatori della filiera.
Porti italiani come hub energetici multicommodity
Nel quadro tracciato da Assocostieri, i porti occupano un ruolo centrale. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione degli scali in hub energetici multicommodity e multienergetici, capaci non solo di consumare energia, ma anche di produrla da fonti rinnovabili e di renderla disponibile per le esigenze del trasporto marittimo e della logistica.
La prospettiva delineata è quella di porti in grado di rifornire combustibili decarbonizzati in base alle caratteristiche locali e alle necessità degli armatori. In questo senso, la transizione energetica viene letta non come un processo astratto, ma come un percorso industriale che richiede infrastrutture, autorizzazioni, regole coerenti e investimenti programmabili. L’armonizzazione normativa con gli altri Paesi europei è stata indicata come una condizione decisiva per evitare svantaggi competitivi, soprattutto nei settori del bunkeraggio, dei nuovi combustibili e delle infrastrutture portuali.
Le proposte di Assocostieri per GNL, bioGNL e biocarburanti
Il Direttore Generale di Assocostieri, Dario Soria, ha illustrato le direttrici strategiche dell’associazione per il 2026-2027. Le priorità individuate riguardano lo sviluppo dei combustibili alternativi già disponibili, la valorizzazione dei biocarburanti e la trasformazione dei porti in piattaforme energetiche integrate.
Tra le proposte presentate, Soria ha richiamato la necessità di tutelare il sistema della liquefazione virtuale, cioè la possibilità di ricevere biometano al PSV e ritirarlo in forma liquida presso i terminali di rigassificazione nazionali. Il punto è stato collegato al rischio che eventuali modifiche regolatorie possano aggiungere al bioGNL emissioni legate alla liquefazione in Paesi terzi, con conseguenze sulla sostenibilità del prodotto ai fini delle normative europee.
Un altro tema rilevante riguarda le indicazioni tecnico-operative per utilizzare il bioGNL anche ai fini ETS, considerate una priorità per il settore armatoriale. Soria ha inoltre richiamato l’esigenza di ordinanze portuali omogenee, efficaci e fruibili per il bunkeraggio ship to ship, partendo dalle linee guida già adottate e guardando anche ad alcune esperienze europee.
Bunkeraggio ship to ship e regole omogenee nei porti
Il tema del bunkeraggio del GNL è stato ripreso anche dall’ammiraglio Fabrizio Giovannone, Capo del 2° Reparto Affari Giuridici e Servizi d’Istituto del Comando generale delle Capitanerie di porto. Giovannone ha portato il saluto del Comandante generale, ammiraglio ispettore Sergio Liardo, e ha richiamato la stretta interazione tra l’autorità marittima e gli operatori dei terminal energetici.
Il punto centrale del suo intervento è stato l’applicazione concreta delle linee guida sui rifornimenti ship to ship del GNL. Dopo la loro pubblicazione, ha spiegato, è emersa l’esigenza di verificare perché tali linee guida siano applicate in modo diverso nei vari porti. Da qui l’impegno a un approfondimento tecnico e operativo per capire se le difformità dipendano dalle specificità locali o dalla necessità di rendere più chiari e applicabili gli strumenti esistenti.
ETS2, impatti sui trasporti e ruolo del Comitato del MASE
Ampio spazio è stato dedicato all’ETS2, il sistema che estende il meccanismo delle quote di emissione a settori finora non inclusi nell’ETS1, tra cui combustione negli edifici, trasporti e altri comparti minori. Gilberto Dialuce, Presidente del Comitato ETS2 del MASE, ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori e le principali criticità operative.
Dialuce ha spiegato che il Comitato, operativo da circa sei mesi, sta lavorando alla mappatura dei soggetti regolamentati e al rilascio delle autorizzazioni definitive. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impatto economico del sistema, destinato a riflettersi sia sul riscaldamento domestico sia sui trasporti. Per questi ultimi, le alternative tecnologiche diffuse sono ancora limitate e i biocarburanti, il biodiesel, l’etanolo, il GPL e il bioGNL non hanno ancora volumi sufficienti per sostenere da soli il ritmo di decarbonizzazione richiesto.
Tra le criticità emerse figurano anche la gestione dei soggetti molto piccoli, la complessità di accesso al mercato delle quote e la necessità di coordinare meglio le scadenze tra ETS1 ed ETS2. Dialuce ha indicato la disponibilità del Comitato a lavorare con Assocostieri sulle indicazioni tecniche operative e sulla questione del soggetto regolamentato, collegata al sistema delle accise.
Accise, SOAC e compliance collaborativa
La tavola rotonda ha poi affrontato il tema fiscale e doganale con l’intervento di Luigi Liberatore, Direttore della Direzione Accise dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Liberatore ha ricordato il peso del comparto energia per il gettito dell’Agenzia, sottolineando l’importanza di atti di indirizzo chiari, regole uniformi e confronto costante con le associazioni di settore.
Al centro dell’intervento il SOAC, il Soggetto obbligato accreditato, introdotto nell’ambito della riforma fiscale. Liberatore lo ha definito uno strumento di compliance collaborativa destinato ad avere un ruolo importante nel rapporto tra amministrazione e operatori. L’obiettivo, ha spiegato, non è limitarlo all’esonero dal prestare cauzione, ma costruire un sistema capace di riconoscere gli operatori virtuosi e favorire semplificazioni operative e contabili.
Il Direttore Accise ha evidenziato la necessità di criteri oggettivi, proporzionali e uniformi, valorizzando elementi come il modello organizzativo 231, l’autorizzazione AEO, l’adesione ai sistemi telematici e la proporzionalità delle sanzioni. In questo quadro, gli orientamenti trasmessi da Assocostieri sono stati indicati come contributi positivi da tenere in considerazione.
Biocarburanti, RED3 e bunkeraggio marittimo
Sul fronte dei biocarburanti è intervenuto Giovanni Perrella, Presidente del Comitato tecnico consultivo biocarburanti del MASE. Perrella ha fatto il punto sui decreti ministeriali in elaborazione per l’attuazione della direttiva RED3 e dei nuovi obblighi di immissione in consumo di biocarburanti nei trasporti.
Secondo quanto illustrato, il testo è in una fase avanzata di predisposizione e il Ministero attende l’autorizzazione della Commissione europea per l’aumento dall’1,7% al 5% dell’utilizzo delle materie prime dell’allegato IX parte B, tra cui oli alimentari esausti e grassi animali. L’obiettivo indicato è favorire le produzioni nazionali di biodiesel, HVO, GNL e altri biocarburanti, consentendo agli impianti italiani di esprimere il proprio potenziale sul mercato nazionale ed europeo.
Perrella ha inoltre confermato l’attenzione al tema del bunkeraggio marittimo e agli approfondimenti tecnici prodotti da Assocostieri sull’impatto degli obblighi bio. La questione è stata posta in termini di competitività, considerando che gli operatori italiani si confrontano con Paesi del Mediterraneo che applicano regole diverse o non equivalenti.
Riforma portuale e infrastrutture energetiche strategiche
Un altro tema trasversale dell’evento è stato il disegno di legge sulla riforma portuale. Pasquale Russo e Dario Soria hanno espresso la necessità di coniugare l’obiettivo di semplificazione con il rispetto del quadro giuridico e delle competenze istituzionali.
In particolare, Soria ha richiamato il rischio che procedure accelerate possano incidere su equilibri delicati tra responsabilità nazionali e locali. Ha inoltre sottolineato che le infrastrutture energetiche strategiche dispongono già di procedimenti autorizzativi specifici: rigassificatori, infrastrutture GNL e impianti petroliferi seguono percorsi normativi dedicati che, secondo Assocostieri, devono essere salvaguardati. La riforma è stata quindi indicata anche come occasione per chiarire il regime delle concessioni relative alle infrastrutture energetiche strategiche.
Competitività del Mediterraneo e liquefazione virtuale
Nel confronto politico, Massimiliano De Toma, consulente energia di Fratelli d’Italia, ha richiamato la necessità di mantenere il Mediterraneo come spazio aperto e competitivo per le rotte commerciali, evitando che differenze regolatorie possano penalizzare la sponda settentrionale. In questa cornice, il tema della liquefazione virtuale del GNL è stato presentato come un nodo legato alla competitività: se i costi di trasporto e gli effetti regolatori riducono i benefici ambientali ed economici del prodotto, il rischio è quello di rendere più complessa la transizione.
De Toma ha indicato l’impegno a considerare la questione non come una battaglia di bandiera, ma come un’opportunità necessaria su cui lavorare. Il tema è stato poi collegato alla necessità di portare le istanze del settore anche nelle sedi europee, nel quadro di un mercato che richiede regole comparabili per operatori che competono sulle stesse rotte e sugli stessi traffici.
Infrastrutture energetiche e ruolo dell’Italia come hub europeo
Tullio Patassini, Responsabile del Dipartimento Energia della Lega, ha richiamato il ruolo delle infrastrutture energetiche per la sicurezza del Paese. Nel suo intervento, l’Italia è stata descritta come una piattaforma strategica, via mare e via gasdotto, potenzialmente centrale per l’approvvigionamento energetico europeo.
La prospettiva emersa è quella di un Paese che deve continuare a investire in infrastrutture, capacità logistiche e strumenti regolatori adeguati, tenendo conto della necessità di garantire approvvigionamenti stabili nel medio periodo. La transizione energetica, secondo l’impostazione condivisa da più interventi, non elimina il bisogno di sicurezza energetica, ma lo rende ancora più rilevante in una fase in cui fonti, rotte, tecnologie e mercati stanno cambiando rapidamente.
Innovazione, digitalizzazione e navi autonome nei porti del futuro
La riflessione sul futuro dei porti si è allargata anche all’innovazione tecnologica. Nel confronto, Pierluigi Milella, Capo Ufficio I del Reparto VI del Comando generale delle Capitanerie di porto, ha collegato la transizione energetica alla digitalizzazione e all’evoluzione tecnologica della navigazione.
Tra i temi emersi, particolare rilievo è stato dato al codice internazionale sulle navi autonome, con l’orizzonte del 2032 come tappa significativa. Milella ha posto la questione della capacità dei porti italiani di accogliere navi con sistemi avanzati di autonomia, anche eventualmente alimentate a GNL o destinate al trasporto di prodotti chimici. È stato richiamato il dato secondo cui il 10% del traffico mercantile attuale potrebbe adottare tecnologie di questo tipo nei successivi dieci anni, con un potenziale impatto economico rilevante per il mercato italiano qualora i porti non fossero tecnologicamente pronti.
Le conclusioni di Mattana: regole, dialogo e pragmatismo per la transizione
Fabrizio Mattana ha riassunto i principali elementi emersi dalla giornata. Da un lato, lo scenario esterno è segnato da incertezza geopolitica, economica e industriale. Dall’altro, il quadro normativo e regolatorio è ancora in evoluzione, con molti decreti e regolamenti in fase di definizione.
Il messaggio finale è stato quello di proseguire nel dialogo tra imprese, istituzioni e autorità, mantenendo un approccio pragmatico alla transizione energetica. La logistica energetica, ha ricordato Mattana, è un settore che sta cambiando pelle e che può contribuire in modo decisivo alla sicurezza, alla sostenibilità e alla competitività del Paese. In questo percorso, Assocostieri si propone come una bussola per accompagnare gli associati e le istituzioni verso nuovi equilibri.
L’evento romano ha dunque restituito l’immagine di una filiera consapevole della complessità del momento, ma anche orientata a individuare soluzioni concrete: tecnologie disponibili, incentivi mirati, regole stabili, procedure omogenee, investimenti infrastrutturali e cooperazione istituzionale. Sono questi, secondo quanto emerso dal confronto, gli strumenti per trasformare la logistica energetica in un fattore abilitante della transizione e della competitività nazionale.
