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Dipendenze, a Latina la quarta tappa della Giornata Regionale: istituzioni e territori fanno rete per prevenzione e inclusione

Dopo Viterbo, Frosinone e Rieti, il percorso promosso da ASP ISMA su mandato della Regione Lazio approda nel capoluogo pontino. Al centro del confronto il rafforzamento della rete tra enti locali, sanità, scuola e associazioni, mentre i dati del territorio confermano la centralità delle dipendenze da sostanze e l’urgenza di intercettare anche i nuovi disagi comportamentali e digitali.

Latina ha ospitato la quarta tappa della prima edizione della Giornata Regionale delle Dipendenze, un appuntamento pensato non come una semplice ricorrenza formale, ma come un vero e proprio percorso di ascolto e costruzione condivisa di risposte tra istituzioni, servizi sanitari e mondo dell’associazionismo.

Dopo gli incontri svolti a Viterbo, Frosinone e Rieti, il cammino promosso dall’ASP ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio, è arrivato nel territorio pontino con l’obiettivo di raccogliere esperienze, criticità, proposte e bisogni concreti. L’idea di fondo è chiara: davanti a fenomeni che cambiano rapidamente e che assumono forme sempre più articolate, non basta l’intervento del singolo servizio o della singola istituzione.

A dare il via ai lavori sono stati il presidente dell’ASP ISMA Antonio De Napoli, la sindaca di Latina Matilde Celentano e il presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale. Tra i presenti anche Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della Commissione regionale Sanità e primo firmatario della proposta di legge sulle dipendenze. Una partecipazione che segnala l’intenzione di affrontare il tema su più livelli: politico, istituzionale, sanitario e sociale.

La Giornata Regionale delle Dipendenze nasce in attuazione della Legge Regionale n. 5 del 2025, che ne istituisce la celebrazione annuale il 6 maggio.

La prima edizione culminerà a Roma, mercoledì 6 maggio, all’Opificio Italiacamp.

Ma il valore di questa iniziativa sta proprio nel percorso preparatorio sui territori.

Il caso di Latina è particolarmente significativo perché racconta in modo concreto quanto il fenomeno delle dipendenze sia radicato e quanto sia importante leggere insieme numeri e trasformazioni sociali. I dati relativi al 2025 restituiscono una fotografia articolata: le persone seguite dall’Asl di Latina in materia di dipendenze sono state complessivamente 1.066. Un numero che, da solo, testimonia la portata della questione e la necessità di mantenere alta l’attenzione pubblica.

La parte più consistente riguarda ancora le dipendenze da sostanze psicotrope, che rappresentano la diagnosi prevalente nel territorio. Tra le persone in carico per uso di stupefacenti, 558 erano in cura per l’uso di oppiacei, pari al 65,5% del totale della platea relativa agli stupefacenti. Seguono 263 persone per uso di cocaina, pari al 31%, e 30 per uso di cannabinoidi, il 3,5%. Numeri che indicano con chiarezza come la dipendenza da oppiacei continui a rappresentare un nodo centrale nell’attività dei servizi, pur dentro uno scenario nel quale anche la cocaina mantiene un’incidenza molto rilevante.

Emergono però anche altri fronti di intervento. L’abuso di alcol ha riguardato 172 pazienti, mentre i casi presi in carico per dipendenza da gioco d’azzardo sono stati 43. Le dipendenze comportamentali risultano dunque meno numerose sul piano statistico rispetto a quelle da sostanze, ma non per questo meno importanti. Anzi, la riflessione avviata nel corso dell’incontro di Latina si è soffermata proprio sulla necessità di non sottovalutare quei comportamenti che, soprattutto tra i più giovani, possono trasformarsi in forme di dipendenza difficili da riconoscere in fase precoce.

Tra gli elementi che meritano particolare attenzione c’è infatti la crescita delle dipendenze digitali, un fenomeno che coinvolge in modo sempre più precoce i minori e che richiede strumenti di lettura nuovi rispetto al passato. Il concetto stesso di dipendenza si è ampliato: non riguarda più soltanto il consumo di sostanze, ma comprende anche modalità compulsive di relazione con il gioco, con il web, con i dispositivi digitali e con ambienti virtuali che possono incidere profondamente sul benessere psicologico, sulle relazioni familiari e sul rendimento scolastico.

Durante il confronto è tornata con forza l’idea che il contrasto alle dipendenze non possa essere confinato dentro un perimetro esclusivamente sanitario. Certo, il ruolo dei servizi è decisivo, ma altrettanto essenziale è il coinvolgimento di scuola, famiglia, terzo settore, enti locali e comunità educanti. Le dipendenze, infatti, sono spesso il punto di arrivo di una sofferenza più ampia: isolamento, fragilità emotiva, povertà educativa, disagio relazionale, marginalità sociale. Intervenire tardi significa rincorrere il problema; intercettarlo presto vuol dire invece creare spazi di ascolto e prevenzione capaci di evitare l’aggravarsi delle situazioni.

A Latina questo lavoro quotidiano viene svolto dai Ser.D di Latina, Terracina, Formia, Priverno e Aprilia, impegnati nelle attività di diagnosi, cura e riabilitazione. Il sistema territoriale, dunque, esiste ed è operativo, ma proprio i numeri suggeriscono quanto sia indispensabile continuare a rafforzarlo, mettendo a sistema competenze differenti e creando collegamenti più stretti tra servizi pubblici e realtà associative. La Giornata Regionale delle Dipendenze si inserisce esattamente in questo solco: rendere più stabile quel dialogo che troppo spesso rimane episodico e costruire una cultura della prevenzione che non sia delegata a singole emergenze.

Nel corso dell’iniziativa, il presidente dell’ASP ISMA, Antonio De Napoli, ha sintetizzato efficacemente il senso del lavoro avviato nei territori. “Il percorso che stiamo portando avanti nei territori – da Viterbo a Latina – conferma quanto sia fondamentale costruire una rete solida tra istituzioni, servizi e realtà associative. Le dipendenze oggi assumono forme sempre più complesse e, accanto a quelle legate alle sostanze, registriamo una crescita preoccupante delle dipendenze comportamentali, in particolare tra i più giovani. È necessario rafforzare il dialogo tra scuola, famiglia, servizi sanitari e terzo settore, affinché nessuno venga lasciato solo. Come ASP ISMA vogliamo investire in prevenzione, ascolto e inclusione sociale. Solo attraverso un’azione condivisa e continuativa possiamo offrire risposte efficaci, intervenendo prima che il disagio si trasformi in qualcosa di più grave”.

Sono parole che indicano una direzione politica e culturale precisa. Prevenzione, ascolto e inclusione sociale non vengono presentati come slogan, ma come pilastri di un metodo. Prevenzione significa entrare prima che il problema esploda, costruendo consapevolezza nelle scuole, nelle famiglie e nei contesti di aggregazione. Ascolto significa riconoscere che dietro ogni dipendenza c’è una storia individuale, spesso segnata da vulnerabilità che chiedono attenzione e non soltanto giudizio. Inclusione sociale significa infine lavorare perché la cura non si esaurisca nel momento sanitario, ma si traduca in opportunità concrete di reinserimento, relazioni, dignità e autonomia.

L’appuntamento di Latina, dunque, non ha avuto solo un valore territoriale, ma anche simbolico. In una fase in cui il dibattito pubblico tende spesso a trattare il tema delle dipendenze in termini emergenziali o esclusivamente securitari, l’iniziativa regionale prova a riportare al centro una visione più ampia, fondata sulla corresponsabilità delle istituzioni e sulla costruzione di percorsi di prossimità.

Il fenomeno cambia, si trasforma, tocca fasce d’età diverse e assume contorni nuovi: proprio per questo richiede strumenti capaci di evolvere insieme alla società.

In particolare, il riferimento ai minori e alle dipendenze digitali impone una riflessione ulteriore. Oggi i rischi legati all’uso problematico della tecnologia non possono essere ridotti a una questione di eccesso di schermo. In gioco ci sono meccanismi di isolamento, alterazione dei ritmi di vita, perdita di concentrazione, bisogno compulsivo di connessione e, in alcuni casi, esposizione a dinamiche che possono favorire altre forme di dipendenza o di disagio. Da qui l’urgenza di un’alleanza educativa forte, capace di mettere insieme competenze sanitarie, psicologiche, pedagogiche e sociali.

Il percorso regionale avviato dall’ISMA, in questo senso, può rappresentare un’occasione concreta per superare la frammentazione degli interventi. Ogni territorio possiede infatti una conoscenza preziosa dei propri problemi e delle proprie risorse. Ascoltare amministrazioni comunali, aziende sanitarie, associazioni e operatori significa far emergere pratiche già attive, bisogni ancora inevasi e possibili modelli di collaborazione. La sfida non è soltanto fotografare l’esistente, ma trasformare il confronto in politiche più efficaci, coordinate e continuative.

La tappa di Latina della Giornata Regionale delle Dipendenze lascia in eredità proprio questo messaggio: per affrontare un fenomeno complesso non bastano interventi isolati. Occorre una rete vera, fatta di ascolto reciproco, responsabilità condivise e azioni continuative. 

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