Prosegue nel Lazio il cammino della prima Giornata Regionale delle Dipendenze. Dopo Viterbo e Frosinone, il confronto tra istituzioni e associazioni fa tappa a Rieti, dove emergono i numeri di un fenomeno ancora segnato dalle sostanze, ma sempre più esposto anche alle nuove fragilità digitali.
Rieti è stata la terza tappa del percorso di ascolto promosso in vista della prima edizione della Giornata Regionale delle Dipendenze, l’iniziativa nata per rafforzare il dialogo tra istituzioni, servizi e associazioni impegnate sul territorio. Dopo gli appuntamenti di Viterbo e Frosinone, l’incontro reatino ha confermato la volontà di costruire una rete stabile capace di rendere più efficaci le politiche di prevenzione e inclusione sociale.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente dell’ASP ISMA, Antonio De Napoli, il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, il prefetto Pinuccia Niglio, la presidente della Provincia Roberta Cuneo e i consiglieri regionali Eleonora Berni e Michele Nicolai. L’iniziativa è promossa dall’ASP ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio, nell’ambito dell’attuazione della legge regionale n. 5 del 2025, che istituisce la celebrazione annuale della Giornata il 6 maggio.
I dati che fotografano la situazione nel territorio reatino. Nel 2025 sono state 791 le persone seguite dalla Asl di Rieti: 454 per dipendenze da sostanze psicotrope, 298 per abuso di alcol e 39 per ludopatia. A prevalere resta la dipendenza da sostanze, con una netta incidenza degli oppiacei, che rappresentano il 64,3% delle diagnosi. Più contenute le percentuali legate alla cocaina, al 26,7%, e alla cannabis, al 5,3%, sostanza che compare più spesso insieme ad altri comportamenti di abuso.
Il quadro evidenzia inoltre una presenza femminile inferiore rispetto a quella maschile tra le persone con disturbi da dipendenza. Un altro elemento emerso riguarda invece le dipendenze digitali, i cui dati, non solo a Rieti ma più in generale nel Lazio, faticano ancora a emergere nei servizi pubblici. Un segnale che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di intercettazione precoce, soprattutto tra i più giovani. Nel 2025, inoltre, sono state 80 le consulenze effettuate su persone inviate direttamente dall’autorità giudiziaria o sottoposte a valutazioni multidisciplinari per l’eventuale uso di alcol o sostanze.
Secondo Antonio De Napoli, il confronto avviato sul territorio indica con chiarezza che il fenomeno delle dipendenze non può essere affrontato soltanto in chiave emergenziale. “I numeri ci parlano di una realtà complessa, in cui accanto alle dipendenze tradizionali emergono fragilità nuove, spesso meno visibili, come quelle legate al digitale e ai più giovani”, ha sottolineato il presidente di ASP ISMA, ribadendo la necessità di partire dall’ascolto e dalla capacità di cogliere in anticipo i segnali di disagio.
Per De Napoli, l’obiettivo è consolidare un modello di intervento che tenga insieme persona, servizi e comunità locali. Una strategia che punta a trasformare i momenti di confronto in azioni concrete e durature, capaci di incidere non solo sul piano sanitario, ma anche su quello sociale ed educativo.
Sulla stessa linea Gianfranco Gatti, consigliere di amministrazione dell’ASP ISMA, che ha insistito sull’importanza di rafforzare la presenza delle istituzioni e valorizzare le esperienze già attive sul territorio. Per Gatti, solo un lavoro condiviso tra servizi, enti locali e associazioni può rendere davvero più incisive le politiche di prevenzione e inclusione, soprattutto in contesti complessi come quello reatino.
Il percorso regionale proseguirà ora a Latina, con il prossimo appuntamento in programma giovedì 23 aprile al Palazzo Comunale. L’evento conclusivo si terrà invece a Roma mercoledì 6 maggio, all’Opificio Italiacamp, data in cui il Lazio celebrerà ufficialmente la prima Giornata Regionale delle Dipendenze.
