Roma, 19 marzo - Alle ore 11, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, è stata presentata la Relazione annuale 2026 Infratel. Il dibattito sul valore economico dei dati pubblici e delle infrastrutture digitali ha assunto negli ultimi anni una rilevanza crescente, soprattutto alla luce dei processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione e degli investimenti connessi al PNRR. In questo contesto si inserisce la riflessione sul SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), considerato uno strumento strategico per la mappatura e la gestione delle reti sul territorio italiano. La discussione sviluppata nel corso dell’evento ha posto al centro una questione cruciale: come si traduce, in termini economici e di bilancio, il valore di un’infrastruttura informativa come il SINFI, all’interno di una società pubblica come Infratel?
Il valore dei database pubblici
Il punto di partenza della discussione riguarda il riconoscimento del valore intrinseco dei database. Nel caso del SINFI, si tratta di una piattaforma che raccoglie informazioni sulle infrastrutture esistenti, consentendo una visione integrata delle reti sul territorio nazionale. Questo tipo di conoscenza rappresenta una risorsa operativa fondamentale per pianificare interventi, evitare duplicazioni e ridurre i costi degli investimenti.
Il valore economico di un database di questo tipo non è immediatamente traducibile in termini tradizionali. Non si tratta infatti di un asset che genera direttamente ricavi, ma di uno strumento che produce benefici indiretti, spesso rilevanti. La disponibilità di dati accurati consente, ad esempio, di ridurre i costi di scavo, migliorare la coordinazione tra operatori e accelerare i tempi di realizzazione delle opere.
Nel corso dell’intervento, è stato sottolineato come il SINFI abbia una natura dinamica, essendo alimentato costantemente da nuovi dati forniti dagli operatori. Questa caratteristica ne aumenta progressivamente il valore, rendendolo uno strumento sempre più completo e utile per il sistema paese.
SINFI e impatto sui bilanci pubblici
La questione del riflesso sui bilanci è stata affrontata con un approccio prudente. Infratel, in quanto società pubblica, non persegue esclusivamente obiettivi di profitto. Di conseguenza, la valorizzazione del SINFI non può essere letta secondo le logiche tipiche delle imprese private. Questo implica che il valore generato non si traduce in entrate dirette, ma in un miglioramento complessivo dell’efficienza del sistema.
Un esempio concreto è stato fornito attraverso il riferimento a grandi progetti urbanistici, come quelli realizzati nell’area di Santa Giulia a Milano. In assenza di uno strumento come il SINFI, la pianificazione e la realizzazione delle infrastrutture hanno comportato costi molto elevati. Secondo quanto riportato, la disponibilità di dati integrati avrebbe consentito di risparmiare “miliardi”, evidenziando l’impatto economico potenziale di una corretta gestione delle informazioni.
Il ruolo della normativa e del legislatore
Un elemento centrale emerso nel dibattito riguarda il ruolo del legislatore nel rendere operativo il sistema. Il SINFI si basa infatti su dati forniti da operatori privati, che inizialmente si sono mostrati riluttanti a condividere informazioni sensibili.
Per superare queste resistenze, è stato necessario un intervento normativo che imponesse obblighi di comunicazione e definisse regole chiare per la gestione dei dati. Il contributo del MIMIT e delle strutture legislative è stato indicato come decisivo per garantire il funzionamento del sistema.
Grazie a questo quadro regolatorio, oggi il SINFI è in grado di offrire una mappatura quasi completa delle infrastrutture, anche se, come è stato osservato, rimane ancora “una piccola strada” da percorrere per raggiungere la piena copertura.
Il SINFI come infrastruttura strategica
Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento riguarda la definizione del SINFI non solo come database, ma come parte integrante dell’infrastruttura tecnologica del paese. In questa prospettiva, il sistema non è un semplice strumento informativo, ma un elemento essenziale per il funzionamento delle reti.
È stato affermato in modo esplicito che attribuire un valore commerciale al SINFI è un’operazione complessa, se non impropria. Il paragone proposto è quello con le infrastrutture tradizionali: “quanto vale la ferrovia, quanto valgono le strade”. Si tratta di asset che non possono essere valutati esclusivamente in termini economici, ma che rappresentano la base su cui si sviluppa l’attività economica.
Il SINFI, in questo senso, è stato descritto come “la spina dorsale del futuro del paese”, un’infrastruttura abilitante che consente lo sviluppo delle reti e, di conseguenza, delle attività digitali.
Un altro aspetto emerso riguarda l’impatto del SINFI sull’attrattività del paese per gli investitori. La disponibilità di informazioni dettagliate sulle infrastrutture rappresenta un elemento chiave per la pianificazione degli investimenti, soprattutto da parte di fondi internazionali.
È stato evidenziato come operatori privati e fondi di investimento considerino il SINFI uno strumento fondamentale per orientare le proprie decisioni. La possibilità di conoscere in modo preciso la distribuzione delle reti consente di identificare opportunità di sviluppo e di ridurre i rischi associati agli investimenti.
Questo aspetto contribuisce indirettamente al valore economico del sistema, anche se tale valore non è contabilizzato nei bilanci di Infratel.
La distinzione tra contenuto e infrastruttura
Nel corso delle conclusioni è stata ribadita una distinzione importante tra contenuto digitale e infrastruttura. Infratel non opera nel campo dei servizi digitali o dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma si occupa della realizzazione e gestione delle reti.
Questa distinzione è stata sintetizzata in modo chiaro: “noi non siamo il contenuto del digitale, noi siamo il contenitore”. L’infrastruttura rappresenta la condizione necessaria per il funzionamento di tutte le altre componenti del sistema digitale.
Senza reti, infatti, non è possibile garantire la trasmissione dei dati, né supportare le applicazioni che caratterizzano l’economia digitale. Questo conferisce alle infrastrutture un ruolo strategico, spesso sottovalutato rispetto alle tecnologie più visibili.
Crescita organizzativa e relazioni istituzionali
Il triennio di attività di Infratel è stato descritto come un periodo di crescita, sia sul piano interno che nelle relazioni con gli stakeholder. La riorganizzazione della società e il rafforzamento dei rapporti con la pubblica amministrazione sono stati indicati come risultati significativi.
L’attenzione è stata posta anche sul ruolo operativo della società, definita in modo esplicito come un soggetto che “scava per terra e mette reti”. Questa definizione sottolinea la dimensione concreta dell’attività svolta, spesso distante dalle narrazioni più astratte sulla digitalizzazione.
Allo stesso tempo, è stato evidenziato come questa dimensione operativa sia essenziale per il funzionamento dell’intero sistema digitale, rendendo Infratel un attore centrale nel processo di trasformazione del paese.
Visione e prospettive future
Un elemento ricorrente negli interventi è stato il richiamo alla necessità di una visione di lungo periodo. La trasformazione digitale richiede investimenti e strategie che vanno oltre l’orizzonte immediato, e che devono essere sostenute da una governance stabile.
È stato ricordato un episodio relativo alla pianificazione urbana di Milano, utilizzato come esempio della capacità di immaginare scenari futuri e di tradurli in interventi concreti. In questo senso, la missione attribuita a Infratel è quella di contribuire a definire una visione per lo sviluppo delle infrastrutture digitali.
La centralità della connettività è stata ribadita più volte, in particolare per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni. La gestione e la manutenzione delle reti sono considerate attività strategiche, che richiedono un coordinamento efficace tra livelli istituzionali.
Il ruolo dello Stato e l’indipendenza operativa
Un ultimo tema riguarda il rapporto tra Infratel e le istituzioni. È stata sottolineata l’importanza di mantenere un legame diretto con le regioni e con le amministrazioni centrali, al fine di garantire una gestione efficiente delle infrastrutture.
Allo stesso tempo, è stata evidenziata la necessità di preservare un certo grado di indipendenza operativa, per consentire alla società di svolgere il proprio ruolo in modo efficace. Questo equilibrio tra coordinamento istituzionale e autonomia gestionale è considerato un elemento chiave per il futuro.
L’analisi complessiva porta a una considerazione di fondo: il valore del SINFI e delle infrastrutture digitali non può essere ridotto a una dimensione contabile. Si tratta di asset che producono effetti diffusi sull’intero sistema economico e sociale.
Il loro contributo si manifesta nella riduzione dei costi, nell’aumento dell’efficienza, nella capacità di attrarre investimenti e nel supporto allo sviluppo tecnologico. Questi elementi, pur non essendo immediatamente quantificabili, rappresentano un valore reale e significativo.
Il SINFI, in particolare, si configura come uno strumento abilitante, che consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e di migliorare la pianificazione degli interventi. La sua importanza è destinata a crescere, parallelamente all’evoluzione delle reti e alla diffusione delle tecnologie digitali.
In questo quadro, Infratel emerge come un attore centrale, responsabile della costruzione e della gestione di un’infrastruttura che costituisce la base per il funzionamento dell’economia digitale. La sfida per il futuro sarà quella di consolidare i risultati raggiunti e di continuare a sviluppare una visione coerente con le esigenze del paese.
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