BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//https://takethedate.it///NONSGML kigkonsult.se iCalcreator 2.10.15//
METHOD:PUBLISH
BEGIN:VEVENT
UID:20260914T085939CEST-92681zSeoZ@https://takethedate.it/
DTSTAMP:20260914T065939Z
DESCRIPTION:\nSi terrà a Imola la seconda tappa del roadshow “Per il Bene C
 omune” promosso da Sara Cirone Group Società Benefit e con il patrocinio d
 ella Regione Emilia Romagna e dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo soste
 nibile. L’evento sarà un evento plastic free e si terrà presso il Circolo 
 Sersanti (piazza Giacomo Matteotti\, 8) e sarà dedicato questa volta al te
 ma “Dal Capitalismo al consumismo. La cultura dello scarto”. Ad alternarsi
  al tavolo dei relatori saranno Alessandro Curti\, imprenditore e fondator
 e dell’azienda Curti Costruzioni Meccaniche\, Stefano Dalmonte\, President
 e della Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna\, Manuela Rontini\, Con
 sigliere regionale\, che saranno introdotti dai saluti di Fabio Bacchilega
 \, Presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola e di Sara Ciron
 e\, Fondatrice della Società Benefit Sara Cirone Group. Modera il giornali
 sta Giovanni Bucchi.\nConsumo consapevole e giustizia per una evoluzione r
 esponsabile Centro della dissertazione saranno tre importanti questioni da
  connettere affinché possa generarsi una evoluzione responsabile dei terri
 tori italiani: un consumo consapevole delle risorse\, la giustizia verso i
  più deboli\, un’economia a sostegno del Bene comune.\nLa cultura dello sc
 arto Come sostiene da sempre papa Francesco\, la crisi che sta investendo 
 il nostro pianeta\, infatti\, è una crisi economica\, antropologica ed eti
 ca\, che parte prima di tutto dal logorio dei rapporti umani: questa è la 
 cultura dello scarto\, una vera e propria “malattia pandemica del mondo co
 ntemporaneo” che non vede più nella vita umana e nel rispetto e nella dife
 sa dei soggetti più deboli un valore da tutelare.  Una sottocultura perico
 losa che ci ha assuefatti\, fino a farci considerare come immodificabili l
 e grandi ingiustizie del mondo e a renderci indifferenti e autoreferenzial
 i. Si è venuto così a creare un modello di sviluppo insostenibile in cui i
  ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.\nRispett
 are le persone per rispettare l’ambiente Le vittime di questa cultura sono
  i soggetti deboli e fragili: i nascituri\, le persone anziane\, i malati\
 , i disabili\, i poveri\, le vittime delle guerre\, gli sfollati\, i migra
 nti\, le donne che subiscono violenze\, i giovani scoraggiati\, le famigli
 e e le persone delle “periferie dell’esistenza”. Per far sì che il nostro 
 territorio possa godere di un’evoluzione responsabile occorre coniugare l’
 ecologia ambientale e quella umana: rispettare la natura e l’ambiente sign
 ifica innanzitutto rispettare le persone. L’uomo che vive in modo sobrio s
 enza sprecare e devastare la natura è portato a rispettare gli altri e vic
 eversa. È necessario dunque mettere in discussione i nostri modi di pensar
 e e di agire\, i nostri criteri di scelta\, per far sì che non ci rendiamo
  complici di un sistema basato sullo scarto e sullo spreco delle risorse a
 mbientali e delle derrate alimentari\, in un mondo dominato sempre di più 
 dagli squilibri che vedono in ogni parte del mondo moltissime persone mess
 e ai margini e soffrire la fame o la malnutrizione.\nPorre fine alla fame 
 Il modello consumistico\, infatti\, ci ha abituato al superfluo e allo spr
 eco quotidiano\, dimentichi che “il cibo che si butta via è come se veniss
 e rubato dalla mensa di chi è povero\, di chi ha fame” (papa Francesco). O
 ccorre dunque rimettere a tema questa importante questione\, che è oggetto
  anche del goal 2 dell’Agenda 2030: porre fine alla fame\, raggiungere la 
 sicurezza alimentare\, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltur
 a sostenibile. Come evidenziato dal rapporto ASviS 2019\, presentato recen
 temente\, infatti\, dopo anni di declino\, dal 2014 è tornato a crescere i
 l numero di persone che soffrono la fame. Nel 2015 erano denutriti 784 mil
 ioni di individui\, nel 2017 sono stati 821 milioni. Anche in Italia tra i
 l 2016 e il 2017\, gli indicatori relativi all’Obiettivo 2 hanno visto un 
 peggioramento.\nFavorire la solidarietà È fondamentale contrastare la cult
 ura dello scarto\, dello spreco\, rifiutando tutte le ingiustizie\, creand
 o un cambiamento delle nostre coscienze e favorendo la solidarietà e l’inc
 ontro\, “dando voce ai senza voce”. A Imola cercheremo di porre le basi pe
 r dare risposte concrete sul territorio a questi temi così importanti per 
 il futuro della nostra civiltà.\n https://takethedate.it/Eventi/16554-dal-
 capitalismo-al-consumismo-la-cultura-dello-scarto.html
DTSTART:20191108T170000Z
DTEND:20191108T190000Z
LOCATION:Circolo Sersanti Imola  (Piazza Giacomo Matteotti 8\, Imola)
SUMMARY:Dal capitalismo al consumismo. La cultura dello scarto
URL:https://takethedate.it/Eventi/16554-dal-capitalismo-al-consumismo-la-cu
 ltura-dello-scarto.html
END:VEVENT
END:VCALENDAR
