Nella Sala della Regina di Montecitorio la XXIV edizione del riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani. Sedici premi tra aziende, iniziative culturali e amministrazioni locali. Ai Poderi Luigi Einaudi la Bandiera Verde Gold 2026. Al centro degli interventi il reddito agricolo, il futuro delle aree rurali e la necessità di politiche strutturali per il settore.
Il valore dell'agricoltura italiana si misura nella qualità delle produzioni, ma anche nella capacità delle imprese di garantire occupazione, preservare la biodiversità e mantenere vitali territori sempre più esposti allo spopolamento. È questo il filo conduttore della ventiquattresima edizione di Bandiera Verde Agricoltura 2026, il premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani e celebrato il 5 novembre nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma.
La manifestazione ha riunito imprenditori agricoli, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo culturale. Sedici i riconoscimenti assegnati: dieci alle aziende agricole, tre alle iniziative strategiche extra-aziendali, due ai Comuni e uno speciale. A conclusione della cerimonia è stata conferita la Bandiera Verde Gold ai Poderi Luigi Einaudi di Dogliani, nelle Langhe piemontesi.
Le esperienze premiate raccontano percorsi imprenditoriali differenti, accomunati dalla ricerca di un equilibrio tra sostenibilità economica, responsabilità ambientale e radicamento territoriale. Accanto alle storie di innovazione e di continuità familiare, tuttavia, la giornata ha dato spazio alle difficoltà che attraversano il settore, dai costi di produzione alla distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare.
Reddito agricolo, prezzi e PAC: le richieste alla politica
Il riconoscimento del lavoro agricolo deve tradursi in condizioni economiche che consentano alle imprese di sopravvivere e investire. Su questa contraddizione si è concentrato l'intervento introduttivo di Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera dei deputati, che ha richiamato la recente mobilitazione degli agricoltori organizzata da Cia davanti a Montecitorio.
«Come è possibile che chi produce incassi sempre meno, mentre chi compra paghi sempre di più?», ha domandato Vaccari, evidenziando uno squilibrio che penalizza contemporaneamente produttori e consumatori.
I dati richiamati durante l'intervento descrivono una situazione particolarmente delicata. Secondo le rilevazioni riportate da Cia, per alcuni prodotti ortofrutticoli i rincari tra origine e vendita al dettaglio superano il 400%, mentre il prezzo riconosciuto ai produttori di olio extravergine sarebbe diminuito del 50%. A queste difficoltà si aggiunge l'aumento dei carburanti agricoli, indicato nel 40% rispetto all'estate precedente.
Vaccari ha osservato che gli interventi straordinari destinati alle emergenze, pur necessari, non possono sostituire politiche capaci di garantire stabilità ai redditi e possibilità di programmazione. Tra le priorità indicate figurano una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, il contrasto alle pratiche commerciali sleali, il rafforzamento delle organizzazioni dei produttori e misure per contenere i costi dei fattori produttivi.
Particolare attenzione è stata riservata alla prossima legge di bilancio 2027, dalla quale sono attese risposte sul credito d'imposta per il gasolio agricolo, sul sostegno all'acquisto dei fertilizzanti e sugli investimenti tecnologici.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il futuro della Politica agricola comune. Vaccari ha messo in guardia dai rischi di un indebolimento della PAC e di una sua frammentazione tra gli Stati membri, che potrebbe accentuare le disuguaglianze tra agricoltori europei e ridurre gli strumenti disponibili per fronteggiare le crisi climatiche e sanitarie.
Le difficoltà del comparto sono state riprese dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha descritto una fase segnata dalla contemporanea crescita dei costi, dalla diminuzione dei prezzi corrisposti alle aziende e dagli effetti del cambiamento climatico sulle rese produttive.
Fini ha ribadito la volontà dell'organizzazione di proseguire nella mobilitazione e nell'elaborazione di proposte concrete, richiamando il ruolo del settore primario nella produzione alimentare e nella salvaguardia delle aree interne. La premiazione, ha spiegato, vuole riconoscere proprio la determinazione di chi continua a investire e lavorare in queste condizioni.
Dalla Calabria al Veneto: giovani imprenditori, agricoltura biologica e nuove opportunità
Tra le esperienze che hanno aperto la cerimonia, quella di Stefano Caccavari, fondatore di Mulinum Agricola, premiata nella categoria Agri Young, racconta come un progetto di tutela ambientale possa diventare un'iniziativa imprenditoriale.
A San Floro, piccolo Comune calabrese, la prospettiva della realizzazione di una discarica di rifiuti speciali e pericolosi spinse Caccavari ad abbandonare il settore informatico per dedicarsi all'agricoltura. Da quella scelta è nata un'azienda specializzata nella coltivazione biologica di grani antichi, trasformati attraverso macine in pietra naturale.
Un passaggio decisivo è stato il coinvolgimento di una comunità di sostenitori, grazie alla quale, secondo quanto raccontato dall'imprenditore, furono raccolti circa 500 mila euro in meno di cento giorni per avviare l'attività. Dieci anni dopo, Mulinum opera anche oltre i confini regionali, mantenendo al centro la filiera corta e la valorizzazione delle produzioni cerealicole italiane.
Un diverso percorso professionale caratterizza Cecilia Irene Massaggia, premiata nella categoria Agri Woman per l'azienda Le Crede, a Portogruaro, in Veneto. Proveniente dal mondo del cinema e della produzione documentaristica, Massaggia ha trasferito nell'impresa agricola la propria esperienza creativa, trasformando insieme a Filippo Baracchi una storica proprietà rurale in un progetto che integra agricoltura, agriturismo, enoturismo e iniziative culturali.
Nel suo intervento ha individuato nella cura l'elemento distintivo di questo percorso: cura della terra, delle persone e delle attività quotidiane, accompagnata dalla disponibilità a studiare e sperimentare anche in un settore inizialmente sconosciuto.
La dimensione sociale dell'agricoltura è stata riconosciuta anche con il premio Agri Welfare, assegnato all'azienda agricola Arena Giuseppe – Bontà d'Asena, nella piana di Catania.
Domenica Arena ha raccontato l'esperienza familiare sviluppata attorno all'allevamento biologico dell'asino ragusano, razza autoctona siciliana. Accanto alla produzione di latte d'asina e di prodotti dermocosmetici, l'azienda ha costruito una fattoria didattica che lo scorso anno ha accolto circa 8 mila bambini.
Le attività comprendono percorsi dedicati alla coltivazione, alla raccolta e all'allevamento, offrendo alle scuole un contatto diretto con il lavoro agricolo e con il benessere animale.
Innovazione agricola: ricerca sui funghi, agricoltura digitale e filiere integrate
Il contributo della ricerca scientifica alla modernizzazione delle produzioni è stato al centro del premio Agri Innovation, assegnato all'azienda agricola micologica De Biasi, attiva tra Puglia e Calabria.
Arcangelo De Biasi ha ripercorso una storia imprenditoriale iniziata dal desiderio di coltivare il cardoncello, fungo tradizionalmente raccolto allo stato spontaneo nelle aree della Murgia. Attraverso la collaborazione con università e centri di ricerca, l'azienda ha sviluppato tecniche di coltivazione capaci di coniugare disponibilità del prodotto e tutela degli habitat naturali.
Il modello produttivo utilizza substrati realizzati anche con sottoprodotti dell'industria agroalimentare, serre climatizzate, fonti energetiche rinnovabili e sistemi di recupero dell'acqua piovana. L'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale mantenendo elevati standard qualitativi.
Dalla Puglia alla Campania, la tecnologia assume una funzione diversa nell'azienda agricola Romaniello di San Pietro al Tanagro, premiata nella categoria Agri Web.
Michele e Angelo Romaniello hanno illustrato un percorso familiare fondato sulla coltivazione biologica di cereali e legumi, con particolare attenzione alla fertilità del suolo e all'impiego di tecniche agronomiche naturali. Alla produzione tradizionale si affiancano strumenti digitali per il controllo delle colture e la commercializzazione online.
La possibilità di seguire direttamente il prodotto dalla terra alla vendita rappresenta un elemento essenziale della strategia aziendale, permettendo di valorizzare le produzioni locali e raggiungere nuovi consumatori.
Nelle Marche, invece, il premio Agri Family è stato attribuito alla società agricola dei fratelli Gianluigi e Andrea Luzi, attiva tra le province di Ancona e Pesaro Urbino.
Fondata nel 1995 per proseguire la tradizione familiare, l'impresa ha sviluppato una produzione biologica di cereali e legumi, con una particolare specializzazione nel farro. L'attività coinvolge una rete di centinaia di agricoltori, ai quali vengono fornite sementi e assistenza tecnica, con l'impegno al successivo ritiro delle produzioni.
La trasformazione attraverso il mulino a pietra e le collaborazioni commerciali consentono di raggiungere mercati nazionali e internazionali, dimostrando le possibilità offerte dall'integrazione tra imprese agricole di uno stesso territorio.
Biodiversità, produzioni locali e cooperazione: il valore delle esperienze familiari
Il recupero delle varietà agricole tradizionali è stato protagonista del riconoscimento Agri IG, assegnato a Domenico Belisario, produttore dei Fagioli di Sarconi IGP, in Basilicata.
Belisario ha dedicato gran parte della propria vita alla ricerca e alla conservazione dei semi tradizionali della Val d'Agri, raccogliendo conoscenze e materiali tramandati dagli agricoltori più anziani. Oggi coltiva circa quaranta varietà di fagioli, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio genetico strettamente legato alla storia agricola locale.
Il suo intervento ha richiamato anche una questione ricorrente durante la cerimonia: la difficoltà del ricambio generazionale. Pur avendo costruito un'azienda specializzata e riconosciuta, Belisario ha espresso preoccupazione per la possibilità che l'attività non trovi continuità nella generazione successiva.
Alla tutela della biodiversità è dedicato anche il lavoro di Borgia Tartufi, premiata nella categoria Agri Ecologi. L'azienda salentina nasce dalla passione di Aldo Borgia per la ricerca del tartufo e si è successivamente sviluppata attraverso l'impegno del figlio Giuliano e della famiglia.
L'attività comprende una tartufaia privata, un laboratorio di trasformazione, un orto sinergico, spazi didattici e servizi di ristorazione. La gestione ambientale si accompagna a interventi di rinaturalizzazione e all'impiego di tecnologie per l'efficienza energetica.
Una concezione ancora diversa dell'impresa agricola è quella di Poggio di Camporbiano, tra Gambassi Terme e San Gimignano, premiata nella categoria Agri Cooperation.
L'esperienza, raccontata da Fabio Alberti, si fonda da quasi quarant'anni sulla gestione collettiva dell'attività e sulla condivisione delle decisioni tra i soci.
L'azienda gestisce circa 200 ettari dedicati all'agricoltura biologica e biodinamica, alla coltivazione di cereali, ortaggi e frutta e all'allevamento. Alla vendita diretta si affiancano collaborazioni con gruppi di acquisto solidale e attività educative.
Alberti ha sottolineato l'importanza di rendere nuovamente attrattivo il lavoro agricolo per i giovani, raccontando l'ingresso nell'impresa di nuove lavoratrici e la sperimentazione di ulteriori produzioni, tra cui il gelato realizzato con le materie prime aziendali.
Cinema, scuola e informazione: tre modi di raccontare l'agricoltura
Bandiera Verde 2026 ha riservato tre riconoscimenti alle iniziative capaci di valorizzare il mondo agricolo attraverso cultura, formazione e comunicazione.
Il premio Agri Media e Cultura è stato assegnato al film Benvenuti in campagna, diretto da Giambattista Avellino e interpretato da Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua.
La commedia racconta la decisione di una famiglia di abbandonare la città per trasferirsi in campagna, confrontandosi presto con difficoltà produttive, imprevisti e ritmi di lavoro ben lontani dall'immagine idealizzata della vita rurale.
Bevilacqua, intervenuta alla premiazione, ha spiegato come il film intenda rappresentare la terra con ironia, senza trascurare il rispetto per chi la lavora quotidianamente. Anche Cristiano Fini ha ripreso il tema, ricordando che l'agricoltura richiede competenza, sacrificio e capacità di adattamento, pur rimanendo, a suo giudizio, «il mestiere più bello del mondo».
Il premio Agri Scuola e Ricerca è stato conferito all'Istituto Tecnico Agrario Cosimo Ridolfi di Scerni, in provincia di Chieti, che celebra 150 anni di attività.
La dirigente scolastica Antonietta Cifolilli ha illustrato il funzionamento dell'azienda agricola dell'istituto, dotata di vigneti, oliveti, cantina e frantoio. Accanto alle attività tradizionali, la scuola utilizza un laboratorio dedicato all'agricoltura di precisione, con una flotta di sedici droni impiegati per rilievi e applicazioni tecniche nei campi.
L'obiettivo è formare figure professionali capaci di accompagnare le imprese agricole nell'adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili.
Il terzo premio extra-aziendale, dedicato al territorio e allo sviluppo locale, è andato alla rubrica Sapori e Colori di Rai News 24.
Il programma racconta produzioni agroalimentari, tradizioni e comunità attraverso servizi realizzati nei territori italiani. Durante la cerimonia, le giornaliste e il vicedirettore Luigi Monfredi hanno ricordato l'evoluzione della rubrica, nata dall'attenzione per il cibo e progressivamente orientata a raccontare anche le persone, i paesaggi e le attività economiche che rendono possibili quelle produzioni.
Il ruolo dei Comuni e il premio speciale al Consorzio Uomini di Massenzatica
La valorizzazione del patrimonio agricolo è stata riconosciuta anche attraverso due premi destinati alle amministrazioni comunali.
Il primo è andato a Viggiano, in Basilicata, per il rapporto tra agricoltura, produzioni agroalimentari, tradizioni culturali e tutela del territorio.
Il sindaco Amedeo Cicala ha richiamato la responsabilità degli amministratori nel preservare l'identità locale e creare condizioni favorevoli alla permanenza delle attività economiche. Il riconoscimento valorizza le produzioni agricole della Val d'Agri e il patrimonio culturale del Comune, caratterizzato anche dalla tradizione musicale e dal culto della Madonna Nera.
Il secondo Comune premiato è Imola, in Emilia-Romagna, dove l'agricoltura costituisce una componente significativa dell'economia locale.
Il sindaco Marco Panieri ha illustrato le iniziative per la valorizzazione dei prodotti del territorio, dal marchio collettivo Dal cuore di Imola alla Fiera agricola del Santerno, fino alle manifestazioni enogastronomiche e ai progetti di recupero delle eccedenze alimentari.
Particolare attenzione è stata dedicata all'iniziativa contro lo spreco alimentare realizzata in collaborazione con associazioni e operatori locali, che permette di recuperare cibo durante gli eventi e destinarlo a finalità sociali.
Il premio speciale Bandiera Verde Agricoltura 2026 è stato assegnato al Consorzio Uomini di Massenzatica, nel territorio ferrarese del Delta del Po.
Costituito formalmente nel 1896, il Consorzio gestisce una proprietà collettiva di circa 400 ettari, legata a una comunità di oltre seicento famiglie. Il modello si fonda sulla redistribuzione delle opportunità agricole e sul reinvestimento delle risorse in servizi destinati alla popolazione locale.
Il presidente Carlo Ragazzi ha spiegato come l'organizzazione abbia scelto di favorire le aziende più piccole, i nuclei familiari numerosi e le produzioni ad alta intensità di lavoro.
Il Consorzio sostiene inoltre iniziative sociali e culturali, interventi ambientali e servizi di prossimità, tra cui un negozio di comunità che contribuisce a garantire beni essenziali anche agli abitanti più anziani.
Ragazzi ha sintetizzato questa impostazione nella necessità di spostare l'attenzione «dall'io al noi», privilegiando gli interessi collettivi rispetto a quelli individuali. Secondo i dati illustrati durante la cerimonia, il sistema agricolo collegato alle terre comuni genera circa centomila giornate lavorative all'anno.
La Bandiera Verde Gold 2026 ai Poderi Luigi Einaudi
A concludere la ventiquattresima edizione è stata l'assegnazione della Bandiera Verde Gold 2026 ai Poderi Luigi Einaudi, azienda storica di Dogliani, nel territorio delle Langhe piemontesi, già premiata nella categoria Agri Farmhouse.
Fondata nel 1897 da Luigi Einaudi, l'impresa unisce la tradizione vitivinicola alla valorizzazione dell'ospitalità rurale. La struttura comprende una dimora storica di fine Settecento, camere dedicate all'accoglienza e percorsi enogastronomici legati ai vini e alle specialità del territorio.
A ritirare il riconoscimento è stata Lorenza Lucia Abbona, che ha evidenziato il valore della trasmissione della storia aziendale e della possibilità di accogliere visitatori interessati a conoscere il patrimonio culturale e produttivo delle Langhe.
Il premio Gold riconosce la capacità di integrare la qualità delle produzioni, la tutela del paesaggio e l'esperienza turistica, preservando il rapporto con le origini dell'azienda.
Nel saluto finale, Cristiano Fini ha ringraziato i premiati sottolineando come il valore delle esperienze presentate non si esaurisca nella qualità dei prodotti, ma comprenda il legame con i territori e le comunità che li abitano.
La cerimonia si è conclusa con una fotografia collettiva dei vincitori e dei rappresentanti di Cia-Agricoltori Italiani, dopo una giornata che ha riportato all'attenzione delle istituzioni tanto le potenzialità dell'agricoltura italiana quanto le difficoltà economiche e sociali che ne condizionano le prospettive.
