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Approfondimenti

Rivoluzione welfare presentata al Senato: al centro la persona e la comunità

Su iniziativa del senatore Francesco Zaffini, è stato presentato il bilancio delle politiche di welfare del governo Meloni: oltre 52 miliardi di euro investiti e un nuovo modello che mette la persona al centro.

Si è svolta oggi al Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya, la conferenza stampa "Rivoluzione welfare. La via italiana all'inclusione sociale", promossa su iniziativa del senatore Francesco Zaffini, presidente della Decima Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale. All'incontro hanno preso parte il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo, Maria Teresa Bellucci, i capigruppo di Fratelli d'Italia al Senato e alla Camera Lucio Malan e Galeazzo Bignami, il responsabile del programma Francesco Filini, il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli e il capogruppo di Fratelli d'Italia in Decima Commissione Ignazio Zullo. In occasione dell'incontro è stato presentato l’opuscolo, curato dal Dipartimento Terzo Settore e Dipendenze di Fratelli d'Italia, che raccoglie i principali provvedimenti approvati in materia di welfare nel corso della legislatura.

La rivoluzione del sistema: la persona al centro delle politiche sociali

Ad aprire i lavori è stato il senatore Zaffini, che ha spiegato il senso del termine "rivoluzione" scelto per l'iniziativa. Secondo il presidente della Decima Commissione, l'impostazione delle politiche di welfare portate avanti dal governo si distingue da quella della sinistra proprio per il criterio di fondo: non più un sistema che eroga prestazioni assistenziali in modo indistinto, ma un modello che parte dai bisogni specifici della singola persona. Zaffini ha richiamato in particolare la legge 33 dedicata alla non autosufficienza e agli anziani. Il principio ispiratore, ha spiegato, è quello della deistituzionalizzazione dell'anziano: superare l'idea, mutuata da alcuni modelli nordeuropei, secondo cui la persona avanti negli anni debba essere collocata in strutture residenziali lontane dal proprio contesto di vita, per puntare invece su un modello più aderente alla cultura italiana, fondato sul rispetto per chi ha contribuito con il proprio lavoro al sistema previdenziale. Il presidente della Commissione ha inoltre ricordato che l'esecutivo ha destinato, dal proprio insediamento, oltre 52 miliardi di euro alle politiche di welfare. Ha poi affrontato il tema del rapporto con il Terzo settore, descritto come un percorso parallelo e complementare a quello pubblico, una sorta di "doppio binario", ha detto usando una metafora, che non si allontana ma nemmeno si sovrappone, con l'obiettivo comune di garantire risposte adeguate alle persone fragili. Un accenno specifico è stato dedicato al welfare aziendale e alla riforma della sanità integrativa: proprio nei giorni successivi alla conferenza, la Decima Commissione del Senato dovrebbe approvare una risoluzione che chiude un ciclo di audizioni sul tema, con le prime proposte normative attese per settembre.

Sono intervenuti quindi i capigruppo di Fratelli d'Italia. Il senatore Lucio Malan ha sottolineato l'ampiezza delle competenze della Decima Commissione, nata dall'accorpamento delle ex commissioni Lavoro e previdenza sociale e Sanità e affari sociali, ricordando come i risultati raggiunti in questo ambito debbano essere comunicati non solo come testimonianza del lavoro svolto, ma anche perché i cittadini conoscano i benefici ottenuti. Benefici, ha osservato, che quattro anni fa semplicemente non esistevano. Il deputato Galeazzo Bignami, intervenuto brevemente prima di raggiungere l'Aula della Camera per gli impegni parlamentari, ha ringraziato il Vice Ministro Bellucci per aver voluto rendere pubblico, attraverso la stampa, il lavoro svolto sul tema della centralità dell'individuo nelle politiche di welfare, sottolineando la collaborazione tra Senato e Camera su questa materia.

L'occupazione, la leva fiscale e i conti pubblici: l'intervento di Francesco Filini

Uno dei passaggi più articolati della conferenza è stato quello del responsabile del programma di Fratelli d'Italia, Francesco Filini, che ha collegato le politiche di welfare ai dati sull'occupazione. Secondo Filini, al momento dell'insediamento del governo nel 2022 oltre 1,2 milioni di italiani percepivano il reddito di cittadinanza senza essere inseriti in percorsi lavorativi, o lavoravano irregolarmente; oggi, invece, la platea occupazionale si sarebbe ampliata in modo significativo. Filini ha attribuito questo risultato principalmente alla strategia fiscale riassunta nello slogan "più assumi, meno paghi", basata sulla decontribuzione del costo del lavoro fino al 120% e, per alcune categorie considerate più fragili come donne e giovani, fino al 130%, misura che, secondo il deputato di Fratelli d’Italia, avrebbe contribuito a far crescere l'occupazione femminile e giovanile. Ha inoltre ricordato che le manovre di bilancio degli ultimi anni si sono concentrate su tre assi: famiglie, lavoratori e imprese, reperendo risorse anche attraverso il taglio del reddito di cittadinanza, definito una misura assistenzialista, per sostituirlo dall'assegno di inclusione. Filini ha citato infine l'andamento dello spread, sceso da circa 250 punti base al momento dell'insediamento del governo agli attuali livelli comparabili con quelli francesi, un dato che collega alla tenuta dei conti pubblici nonostante il contesto internazionale segnato dai conflitti in Ucraina, Medio Oriente e nel Golfo Persico.

L’individuo al centro della comunità: sussidiarietà e terzo settore

Il responsabile nazionale dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, è intervenuto con una riflessione più ampia sulla differenza tra l'impostazione culturale del centrodestra e quella della sinistra in materia di welfare. Per il centrodestra, ha spiegato, lo Stato non deve necessariamente essere l'unico erogatore diretto dei servizi ai cittadini, ma può e deve valorizzare il principio di sussidiarietà, coinvolgendo soggetti privati e realtà del volontariato capaci, a suo giudizio, di rispondere ai bisogni con maggiore prossimità e minori costi rispetto a una gestione interamente pubblica. In questo modo il cittadino non viene percepito come un singolo, ma come un soggetto posto al centro di una comunità, che si attiva per offrire supporto e assistenza. Ha citato, a titolo esemplificativo, il superamento del reddito di cittadinanza, definito una misura indistinta che si applica a prescindere dalle specificità di ogni individuo, e l'introduzione di un principio di "salario giusto" legato anche al welfare aziendale, contrapposto all'idea di un salario minimo uguale per tutti. Donzelli ha poi accennato al tema legato alla necessità di comunicare le politiche realizzate, anche in vista anche della ricorrenza del 4 settembre, quando il partito celebrerà a Bari l'anniversario dalla fondazione. Poi ha annunciato che, già a partire dall'estate, saranno organizzate iniziative sul territorio, dai gazebo agli eventi pubblici, per raccontare ai cittadini il contenuto e l’impatto di questa riforma.

Ha preso poi la parola il senatore Ignazio Zullo, che ha insistito sui due concetti chiave dell’incontro: la "rivoluzione" e la centralità della persona. Secondo Zullo, il governo avrebbe scelto un approccio di programmazione strutturale ai bisogni sociali, superando la logica dei provvedimenti emergenziali, valorizzando al contempo la dignità della persona nel mondo del lavoro e nei servizi ad essa collegati. “Non siamo più di fronte ad attività di tipo assistenziale ma siamo di fronte ad attività che hanno elevato la dignità della persona per cui ogni individuo può sentirsi e deve sentirsi utile per la nostra collettività.”, ha concluso Zullo.

Il bilancio del Viceministro Maria Teresa Bellucci

L'intervento conclusivo è stato quello del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo Maria Teresa Bellucci, che ha ripercorso analiticamente i provvedimenti adottati durante la legislatura. “Il nostro obiettivo era quello di allontanarci da un welfare meramente assistenzialista che eroga sussidi, che aumenta sempre di più la spesa pubblica e che non riesce però a cambiare la vita delle persone, in favore di un welfare di comunità, di un patto di solidarietà sociale che chiama a raccolta tutti: il welfare pubblico, il terzo settore e il welfare aziendale.”, ha dichiarato. La prima misura illustrata ha riguardato il potenziamento dei servizi sociali territoriali, con uno stanziamento di 545 milioni di euro destinato a inserire nei servizi sociali comunali nuove figure professionali, psicologi, educatori, pedagogisti, personale amministrativo e contabile, accanto agli assistenti sociali, secondo un modello di lavoro d'équipe multidisciplinare paragonato dalla stessa Bellucci a quello di una sala operatoria. Il Viceministro ha poi sottolineato lo stanziamento di 342 milioni di euro per l'apertura delle Comunità giovanili “DesTEENazione: Desideri in Azione", centri di aggregazione gratuiti rivolti a ragazzi dagli 11 ai 21 anni, che possono svolgere lì attività sportive, musicali e formative. Sono 50 le Comunità giovanili già inaugurate, ma ne prossimi mesi si prevede l’apertura di almeno altre 50 strutture. Sul fronte del terzo settore, Bellucci ha ricordato l'ottenimento dell'autorizzazione da parte dell'Unione Europea sul regime di fiscalità agevolata degli enti non profit, una procedura rimasta bloccata per anni dopo la riforma del 2016, la proroga decennale dell'applicazione dell'IVA agevolata, l'innalzamento del tetto destinato al 5 x 1000 da 525 a 610 milioni di euro e uno stanziamento complessivo di 231 milioni di euro a favore degli enti del Terzo settore, che nel solo 2025 avrebbero coinvolto 57 organizzazioni e raggiunto, secondo i dati forniti, 3,8 milioni di cittadini. Per quanto riguarda il welfare aziendale, Bellucci ha citato l'innalzamento della soglia benefici aziendali accessori fino a mille euro annui per tutti i dipendenti, duemila per i lavoratori con figli a carico e cinquemila per i neoassunti che si trasferiscono per motivi di lavoro, oltre alla riduzione al 10% dell'aliquota sui premi di produttività fino a 5mila euro. Sul tema della non autosufficienza, il Viceministro ha richiamato nuovamente la legge 33 e il relativo decreto legislativo attuativo; lo stanziamento di tre miliardi di euro per il Fondo nazionale per la non autosufficienza, con un incremento, secondo i dati citati, superiore al 17%; e l'adozione dei primi piani strategici nazionali dedicati alla popolazione over e under 70, oltre alle iniziative sul co-housing intergenerazionale legate al Piano casa da dieci miliardi di euro. “Un abitare in compagnia per i nostri anziani, che non devono essere più lasciati soli, senza servizi di prossimità, che attraverso il piano casa e lo stanziamento di dieci miliardi possono avere una residenzialità in un territorio urbano che si rigenera e che permette loro di avere maggiori prossimità nei servizi socio-assistenziali, ma anche maggiori prossimità di relazione.”, ha concluso. Bellucci ha infine sottolineato il confronto tra l'assegno di inclusione, che eroga in media 681 euro mensili ai nuclei beneficiari, e il precedente reddito di cittadinanza, fermo, secondo i dati riportati, a 540 euro medi mensili, oltre all'aumento del supporto alla formazione al lavoro, portato da 350 a 500 euro mensili per i beneficiari inseriti in percorsi di formazione e inserimento lavorativo.

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