L’evento “Un anno di zapping e di streaming” ha riunito istituzioni, emittenti, piattaforme digitali e creator. Il Movimento Italiano Genitori ha assegnato riconoscimenti a programmi televisivi, fiction, campagne, contenuti web e profili social. Al centro della diciannovesima edizione, la qualità dei contenuti rivolti alle famiglie e la tutela dei minori.
La diciannovesima edizione di "Un anno di zapping e di streaming", il premio annuale promosso dal Movimento Italiano Genitori, si è svolta alla Camera dei Deputati con il saluto istituzionale a nome del Presidente Lorenzo Fontana. La cerimonia ha riunito broadcaster, piattaforme digitali, istituzioni e forze dell'ordine attorno al tema del rapporto tra contenuti audiovisivi, minori e responsabilità educativa, con interventi di rappresentanti di Rai, Mediaset, Sky, Netflix, YouTube, Polizia Postale e ANAS. Le premiazioni hanno attraversato intrattenimento, fiction, programmi per ragazzi, branded content e social, collegando il riconoscimento dei contenuti di qualità alla richiesta di strumenti più efficaci per un uso consapevole del digitale da parte delle famiglie.
Media, famiglie e responsabilità nella diciannovesima edizione del premio Moige
Il premio ha preso in esame oltre trecento prodotti audiovisivi e digitali, assegnando trentadue riconoscimenti, di cui dodici premi speciali. Le categorie considerate sono state cinque: intrattenimento, fiction, programmi per bambini e ragazzi, comunicazioni commerciali e branded entertainment content, web e canali social.
La circolazione continua di prodotti televisivi e digitali rende più complesso distinguere contenuti affidabili da materiali falsi, fuorvianti o inadatti ai minori. Non tutte le proposte hanno lo stesso valore, né tutte contribuiscono al benessere dei più giovani e della collettività. La qualità dei contenuti diventa pertanto parte del rapporto tra nuove generazioni, isolamento emotivo e progressivo indebolimento dei riferimenti educativi e valoriali.
La selezione dei contenuti premiati ha assunto anche una funzione di indirizzo, distinguendo le proposte ritenute adatte alle famiglie da quelle meno coerenti con la tutela dei minori. Su temi esposti a letture controverse e a possibili strumentalizzazioni, il lavoro del Moige ha posto al centro la necessità di criteri riconoscibili, affinché qualità, responsabilità e libertà editoriale possano convivere.
Minori, piattaforme e controllo parentale
Le abitudini di consumo degli italiani davanti agli schermi, la distanza tra programmi di qualità e una logica dell'audience priva di criteri educativi, e la scarsa diffusione degli strumenti di tutela disponibili: sono questi i temi al centro dell'intervento di Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige.
Il controllo parentale, tecnicamente disponibile ma ancora poco conosciuto, scarsamente promosso e raramente utilizzato dalle famiglie, spesso perché sepolto nelle impostazioni delle piattaforme, ha occupato la parte centrale della sua riflessione. Munizzi ha chiesto a piattaforme, emittenti e istituzioni di renderlo chiaro, guidato e accessibile senza competenze specialistiche, sottolineando che il problema non è l'esistenza tecnica di un filtro, ma la sua effettiva usabilità da parte di genitori che spesso non sanno neppure quali contenuti i figli seguono in autonomia.
Lo streaming si configura come un ecosistema costruito per prolungare il tempo di permanenza dell’utente, attraverso cliffhanger, riproduzione automatica e algoritmi di raccomandazione, elementi sintetizzati da Munizzi nell’espressione “dipendenza by design”. Le opportunità del digitale restano presenti, dall’accesso alla conoscenza alle community di supporto, fino ai contenuti educativi gratuiti; tuttavia, il rapporto tra profitto e tutela dei minori costituisce un limite non eludibile.
Da questa posizione deriva la class action inibitoria avviata dal Moige contro le piattaforme social, con la richiesta che il diritto prevalga sulla logica del profitto quando sono coinvolti bambini e adolescenti, affinché lo schermo aggiunga conoscenza e relazione invece di sottrarre tempo alla loro vita..
La dimensione istituzionale della giornata si è espressa negli interventi dedicati al rapporto tra famiglia, scuola e tutela dei minori nel contesto digitale. Simona Renata Baldassarre, assessora della Regione Lazio, ha richiamato la collaborazione con il Moige su iniziative rivolte alle scuole e alla cultura del rispetto, toccando temi che vanno dal contrasto alle discriminazioni e al bullismo fino alla violenza sulle donne, e ha sottolineato come la comunicazione online incida direttamente sulla formazione dell'identità giovanile. Nel distinguere i ruoli educativi, Baldassarre ha indicato nella famiglia il luogo dell'educazione e nella scuola quello dell'istruzione, collocando la qualità dei contenuti audiovisivi all'interno di una responsabilità che appartiene prima di tutto ai genitori.
Gli interventi di Maria Elena Boschi e Lavinia Menunni hanno richiamato la proposta di legge sulla tutela dei minori nella dimensione digitale e sull’introduzione di un’età minima per l’accesso ai social. Le piattaforme e i dispositivi personali hanno modificato le modalità di fruizione dei contenuti, rendendo insufficiente una protezione fondata soltanto sulle fasce orarie della televisione tradizionale. Da qui l’esigenza di regole nazionali comprensibili, applicabili e orientate alla prevenzione, anche alla luce dei percorsi normativi già avviati in altri Paesi. La proposta è stata indicata come trasversale agli schieramenti politici e collegata a lavori parlamentari in corso.
Programmi premiati tra servizio pubblico, intrattenimento e territorio
Le prime premiazioni hanno riguardato contenuti molto diversi, accomunati dalla ricerca di un rapporto autentico con il pubblico familiare. Paolo Ruffini ha ricevuto il riconoscimento per la rubrica "Mamme e Papà" nella categoria web e canali social, un progetto costruito insieme a Veronica Serafini su interviste a genitori, bambini e persone con sindrome di Down, nel quale il registro ironico non ha escluso la dimensione educativa e il tema della genitorialità ha ruotato attorno all'amore ricevuto, trasmesso o ricostruito nel tempo.
Per "La città ideale" di Rai Cultura, Massimiliano Ossini e Fabrizio Zappi hanno descritto un programma costruito sul viaggio e sul coinvolgimento dei ragazzi, con la scelta di raccontare ciò che funziona nei territori italiani ed esteri, evitando di limitare lo sguardo alle criticità. Ossini ha indicato nella testimonianza diretta una forma di responsabilità civile che il programma intende trasmettere, con l'invito a essere testimoni e non maestri.
Rai Cultura ha ricevuto riconoscimenti per più produzioni, tra cui “Illuminate”, giunta alla settima stagione e dedicata a figure femminili della storia italiana, e “Biodiversiché”, realizzato con Rai Com, Rai Kids e il Centro Nazionale Biodiversità. In quest’ultimo caso, Lorenzo Baglioni ha collegato il programma al gioco, alla didattica e alla cura dell’ambiente.
La divulgazione ha trovato spazio anche in “Boom! L’Italia della 600. Quando ci batteva forte il cuore”, dedicato alla memoria nazionale attraverso un linguaggio popolare e accessibile. “Canzonissima” e “Stasera a letto tardi” hanno invece richiamato l’idea di un intrattenimento condiviso dalle famiglie. Milly Carlucci ha distinto la leggerezza dalla superficialità, riferendosi a un pubblico composto da bambini, adulti e anziani. Ciro Priello e Gianluca Fru hanno descritto il loro programma come un lavoro costruito a partire dallo sguardo dei bambini, considerati persone con passioni, fragilità e desideri espressi senza filtro.
Fiction, scuola, lavoro e rappresentazioni sociali
I riconoscimenti nella categoria fiction hanno attraversato un territorio tematico ampio, tenuto insieme da una scelta comune: portare sullo schermo in prima serata argomenti che la televisione generalista tratta spesso con cautela o con semplificazione. Il premio speciale realizzato in collaborazione con l'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare è andato a "L'altro ispettore" di Rai Fiction, per la rappresentazione di una persona con disabilità che vive la propria vita senza essere ridotta alla propria condizione.
Gloria Giorgianni ha ricordato quanto sia difficile costruire una narrazione del genere in prima serata, tenendo insieme il tema della disabilità e quello degli infortuni sul lavoro senza perdere il pubblico generalista. Alessio Vassallo ha osservato che il lavoro entra nell'identità di una persona fin dall'infanzia, quando ai bambini si chiede già cosa vogliano fare da grandi, e ha indicato nella fiction la possibilità di trasmettere il valore della sicurezza sul lavoro attraverso le emozioni, prima ancora che attraverso le informazioni.
"La Preside" ha spostato l'attenzione su Caivano e sulla scuola intesa come forma di presenza concreta dello Stato in un territorio difficile. Paolo Vicchiarello ha raccontato Eugenia Carfora come una dirigente scolastica che ha fatto della propria missione istituzionale una pratica quotidiana; Carfora, che ha ispirato la serie, ha ricondotto il proprio lavoro a qualcosa di più semplice e più esigente allo stesso tempo: la continuità, la pazienza, l'assenza di gesti straordinari come condizione per incidere davvero sui percorsi dei ragazzi.
Gli altri riconoscimenti di Rai Fiction hanno riguardato "Qualcosa di Lilla", dedicato ai disturbi alimentari, e "Se fossi te", costruito sullo scambio di ruoli tra genitori e figli. Netflix è stata premiata per "Sicilia Express", favola natalizia che ha usato il pendolarismo come sfondo per raccontare i legami familiari, mentre Canale 5 ha ricevuto il riconoscimento per "Una nuova vita", incentrata sulla genitorialità anche adottiva. Guardando l'insieme, lavoro, salute, scuola, disabilità e cura familiare sono emersi come materiali narrativi capaci di raggiungere il pubblico proprio quando vengono trattati senza stereotipi e senza semplificazioni, con una responsabilità collettiva che coinvolge ogni figura coinvolta nella produzione.
La sezione dedicata ai programmi per bambini e ragazzi ha mostrato quanto il contenuto per l'infanzia richieda una cura editoriale specifica, fatta di ascolto del pubblico, continuità e capacità di costruire luoghi narrativi riconoscibili. "Buonanotte con Carolina. Storie e Letterine" di Rai Kids ha ottenuto il riconoscimento per un progetto nel quale le lettere e i disegni inviati dai bambini diventano il punto di partenza delle storie raccontate prima di dormire. Carolina Benvenga, Giorgia De Cristofaro e Claudia Sasso hanno descritto un lavoro fondato sulla prossimità, sulla materialità degli oggetti e su una scelta precisa di restare in uno spazio offline, in cui il pupazzo, il disegno e la lettera contano più di qualsiasi interfaccia digitale.
Rai Kids è tornata con "Winx Club, The Magic is Back", per il quale Iginio Straffi ha parlato di una serie capace di mantenere nel tempo una continuità educativa attraverso i valori di amicizia, altruismo, solidarietà, inclusione e tutela dell'ambiente, al di là del successo commerciale che l'ha resa nota a generazioni diverse. "Let's Go con Joe English" di DeA Kids e K2 ha ricevuto il premio per l'apprendimento dell'inglese attraverso esperienza, emozioni e gioco, mentre "Los Domingos" su Boomerang e Cartoonito ha proposto ai più piccoli una narrazione prescolare sulla famiglia, sui ricordi, sulla gentilezza e sul tempo condiviso. A Cartoons on the Bay è andato il premio family friendly per "Pino e Shinobi", coproduzione con uno studio giapponese e Rai Kids che Pietro Pinetti ha descritto come un incontro tra la tradizione di Pinocchio e un personaggio giapponese, pensato per presentare ai bambini due culture diverse attraverso le parole, le tradizioni e il dialogo.
Sicurezza, comunicazione e cultura digitale
La sezione dedicata alle comunicazioni commerciali ha messo in luce quanto la comunicazione aziendale, quando funziona, riesca a radicarsi in qualcosa di più concreto del prodotto che pubblicizza. I riconoscimenti a Mediaset per uno spot sul rapporto padre-figlio, a Enel per "L'energia delle emozioni", a Poste Italiane per "Poste Energia. E poi all'improvviso sei arrivata tu" e a La7 per "Green Tour" hanno mostrato campagne costruite attorno al legame familiare, alla quotidianità e all'attenzione al territorio, con un linguaggio capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla sostanza.
Il tema della sicurezza ha attraversato più riconoscimenti, declinandosi su piani differenti. Il premio speciale ANAS ha raggiunto "Onda Verde" di Rai Radio e Rai Pubblica Utilità, servizio di informazione sul traffico che Claudio Andrea Gemme e Alessandra Ferraro hanno descritto come strumento preventivo pensato per i milioni di persone che ogni giorno percorrono la rete stradale nazionale. La stessa attenzione alla protezione concreta dei cittadini ha guidato il riconoscimento assegnato con la Polizia Postale a "Occhio al web. Tutti i pericoli di un click" su Rai Radio 1, programma che smonta i meccanismi psicologici delle truffe digitali e affronta i rischi della rete per famiglie, anziani e adolescenti con un approccio divulgativo accessibile. Con la Polizia Stradale è stato invece premiato "Giro Mattina" di Rai Sport, che ha saputo trasformare il Giro d'Italia in un'occasione narrativa per parlare di rispetto reciproco tra chi la strada la percorre in bicicletta e chi la percorre in automobile.
La divulgazione digitale ha trovato espressione nei profili social premiati, ciascuno con un registro proprio. Caino80 di Luca Cassinelli ha raccontato Roma con una familiarità capace di raggiungere un pubblico largo; Quantum Girl di Virginia Benzi ha avvicinato le discipline STEM a chi le considera distanti o inaccessibili; Angelica Massera, premiata con ACE, ha affrontato maternità e adolescenza con ironia senza perdere profondità; Pecuniamì, premio speciale Museo del Risparmio, ha portato educazione finanziaria e indipendenza economica dentro un linguaggio privo di tecnicismi. I premi speciali YouTube a "Favole nel traffico", "La Storia nel Tubo" e Panda Boy hanno completato questo segmento, confermando che la divulgazione online, quando è costruita con cura editoriale, risponde alle stesse esigenze di qualità e responsabilità del broadcasting tradizionale.
La cerimonia si è conclusa con due riconoscimenti che hanno spostato il registro verso la dimensione personale. Il premio "Oltre lo schermo. Storie di genitori" è andato a Francesca Lollobrigida, che ha raccontato come il primo pensiero dopo la vittoria olimpica fosse stato quello di cercare il figlio, portando nella sala una testimonianza capace di dire qualcosa di vero sul rapporto tra l'esperienza pubblica e gli affetti privati.
Il premio alla carriera a Giorgio Assumma ha invece aperto una riflessione più ampia sulla memoria civile e sul ruolo dei mezzi di informazione nella trasmissione dei valori, con il ricordo di Ennio Morricone a dare alla chiusura una tonalità che andava oltre il riconoscimento professionale. L'annuncio della ventesima edizione ha concluso i lavori, confermando la continuità di un progetto che da quasi vent'anni osserva, seleziona e racconta i contenuti che il sistema mediale produce per le famiglie italiane.
