Copia/incolla disponibile con abbonamento Enterprise

Approfondimenti

Relazione annuale CIPESS 2025: alla Camera il punto su infrastrutture, coesione e sviluppo sostenibile

La Camera dei Deputati ha ospitato la presentazione della relazione annuale sull’attività del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile. L’incontro ha offerto un bilancio delle decisioni assunte dal CIPESS nel corso del 2025 e del loro impatto sulla programmazione economica nazionale.

Al centro della giornata sono stati posti alcuni dei dossier più rilevanti per il Paese. Infrastrutture strategiche, Fondo sviluppo e coesione, sanità, export, Ponte sullo Stretto e investimenti pubblici hanno composto il quadro generale della discussione.

L’appuntamento si è aperto con i saluti del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti del Governo, delle amministrazioni centrali, del mondo delle infrastrutture, della finanza per l’export e delle società pubbliche impegnate nei principali dossier strategici nazionali.

Nel suo intervento introduttivo, Fontana ha richiamato il valore della relazione al Parlamento. L’ha descritta come una fonte informativa importante su temi che incidono direttamente sulle prospettive economiche e sociali dell’Italia.

Il contesto internazionale, ha ricordato, resta segnato da tensioni geopolitiche e conflitti. Eppure, dentro questo scenario complesso, il sistema produttivo italiano ha mostrato segnali positivi, anche sul fronte dell’occupazione.

In questa cornice, il CIPESS è stato presentato come uno snodo essenziale per collegare programmazione, investimenti e politiche pubbliche. Il Comitato, infatti, interviene su ambiti diversi, ma strettamente connessi tra loro: infrastrutture, investimenti pubblici e privati, sostegno al tessuto produttivo e politiche di coesione.

Un anno di passaggio per infrastrutture e coesione

La presentazione è stata coordinata dalla giornalista Lisa Marzoli, che ha ricordato il significato del 2025 per l’attività del Comitato. È stato un anno di passaggio soprattutto per il settore delle infrastrutture strategiche.

Nel corso dell’anno, il CIPESS ha valutato progetti di interesse nazionale e aggiornato strumenti di partenariato pubblico-privato. Ha inoltre affrontato il tema della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e impegnato 12,2 miliardi di euro in materia di sviluppo e coesione sociale.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il ruolo del CIPESS come sede di coordinamento. Il Comitato mette infatti intorno allo stesso tavolo istituzioni, ministeri, amministrazioni pubbliche e territori.

Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alessandro Morelli, ha definito il CIPESS un luogo di interconnessione istituzionale. Il suo compito, ha spiegato, consiste nel tradurre le strategie generali del Governo in decisioni operative e in atti di programmazione.

Secondo Morelli, la funzione del Comitato non si esaurisce in un singolo settore. Al contrario, il CIPESS interviene su infrastrutture, sanità, garanzie per le imprese, logistica, riqualificazione del patrimonio pubblico e politiche di coesione.

Questa natura trasversale rende il Comitato un punto di raccordo tra indirizzo politico, valutazione tecnica e attuazione amministrativa. Detto in modo semplice, è il luogo in cui molte scelte pubbliche passano dalla strategia alla fase operativa.

"Il CIPESS si conferma sempre più uno strumento centrale della politica economica nazionale e della programmazione strategica degli investimenti", ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPESS, Alessandro Morelli.

"Nel 2025 abbiamo mobilitato risorse fondamentali per infrastrutture, coesione territoriale, competitività industriale e sicurezza del Paese. I numeri della relazione dimostrano una capacità amministrativa rafforzata e una chiara volontà politica: accelerare gli investimenti, ridurre i divari territoriali e sostenere concretamente crescita, occupazione e sviluppo sostenibile. Dalle grandi opere ferroviarie ai contratti di programma ANAS e RFI, fino al sostegno alle imprese attraverso gli strumenti di garanzia pubblica, il lavoro del Comitato sta contribuendo a modernizzare il sistema infrastrutturale italiano e a rafforzare il ruolo strategico dell'Italia nei corridoi logistici europei".

"La sfida ora – prosegue Morelli – è continuare a migliorare rapidità decisionale, qualità della spesa pubblica, digitalizzazione e capacità di monitoraggio degli investimenti, rafforzando ulteriormente il coordinamento tra istituzioni e territori".

Sanità, territori e qualità della vita

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento di Morelli ha riguardato il Fondo sanitario nazionale. Il sottosegretario ha ricordato che una delle principali delibere annuali del CIPESS riguarda la distribuzione del finanziamento pubblico destinato alla sanità.

Il valore indicato supera i 140 miliardi di euro l’anno. Sono risorse assegnate alle amministrazioni territoriali, in particolare alle Regioni, per garantire servizi ai cittadini.

In questo senso, la programmazione economica non è stata descritta come un esercizio soltanto tecnico. È stata invece presentata come una leva capace di incidere sulla qualità della vita quotidiana.

Il ragionamento è diretto: le decisioni di bilancio, quando riguardano sanità, infrastrutture o servizi, si riflettono sui territori. Riguardano il modo in cui cittadini e imprese accedono a prestazioni, collegamenti, opportunità e strumenti di sostegno.

Morelli ha poi richiamato l’attenzione sulle politiche di coesione e sul supporto alle imprese italiane nei mercati internazionali. In particolare, ha citato il lavoro svolto insieme a Simest, Sace e agli altri soggetti che erogano garanzie e assicurazioni.

Questi strumenti servono a sostenere gli investimenti delle imprese italiane all’estero. Il volume complessivo delle operazioni è stato indicato in circa 110 miliardi di euro l’anno.

A questo si aggiunge l’impegno del Comitato nella riqualificazione di immobili pubblici, caserme e strutture dello Stato. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza istituzionale sui territori e garantire ambienti di lavoro sicuri e adeguati.

Infrastrutture, logistica e grandi collegamenti

Ampio spazio è stato dedicato alle infrastrutture, considerate uno dei principali campi di intervento del CIPESS. Morelli ha ricordato il rapporto costante tra il Comitato e il Ministero delle Infrastrutture.

All’evento era presente anche il viceministro Edoardo Rixi. In questo quadro, sono stati richiamati il rilievo dei contratti di programma e il peso delle opere pubbliche.

Il miglioramento della rete viaria, ferroviaria e logistica nazionale è stato collegato alla qualità della vita dei cittadini. Strade, ferrovie e collegamenti non sono stati quindi trattati solo come opere tecniche, ma come strumenti concreti di sviluppo.

Tra i progetti citati, il tunnel del Brennero è stato indicato come uno degli interventi di maggiore rilevanza. La sua importanza riguarda il ruolo dell’Italia nella logistica internazionale e nei collegamenti europei.

Il tema ferroviario è stato approfondito da Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di RFI. Il suo intervento ha illustrato la fase di trasformazione della rete nazionale, anche grazie alla spinta del PNRR.

Isi ha parlato di un momento storico per il gruppo Ferrovie dello Stato e per Rete Ferroviaria Italiana. I numeri presentati sono significativi: 18 miliardi di investimenti nel 2025 a livello di gruppo e 11,5 miliardi riferiti alla rete ferroviaria.

Secondo quanto riferito, valori di questa dimensione non si registravano dagli anni dell’alta velocità tra il 2000 e il 2005. È un passaggio che restituisce la scala dell’intervento in corso.

Gli investimenti ferroviari interessano circa 1.300 cantieri. Le ricadute riguardano l’occupazione, l’indotto tecnico e la formazione di nuove professionalità.

L’obiettivo indicato da RFI è costruire un’infrastruttura più capillare e più adatta alle esigenze di un Paese in crescita. Tra le opere ricordate figurano il completamento delle direttrici dell’alta velocità, l’asse Brescia-Verona e Verona-Vicenza, i collegamenti verso il Brennero e verso la Francia, la Milano-Genova e gli interventi nel Mezzogiorno.

Isi ha annunciato che, entro un mese, sarebbero partite le corse prova sull’alta velocità Brescia-Verona. Si tratta di un passaggio che segnala la conclusione dell’infrastruttura e l’avvio del percorso di verifica e certificazione.

Ha poi richiamato la Napoli-Bari, con una prima relazione diretta prevista nell’estate 2026. Sono stati citati anche la Salerno-Reggio Calabria e gli interventi in Sicilia.

Secondo RFI, la sinergia tra istituzioni, programmazione e procedure autorizzative resta decisiva. Senza questo raccordo, diventa più difficile aprire i cantieri e portare avanti opere di tale portata.

Il Ponte sullo Stretto e il percorso amministrativo

Un altro dossier centrale della presentazione è stato il Ponte sullo Stretto di Messina. Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha ripercorso lo stato di avanzamento del progetto.

Ciucci ha ricordato che l’opera è ripartita nel 2023, dopo dieci anni di liquidazione della società. In due anni, ha spiegato, sono stati riavviati gli aggiornamenti progettuali, il piano finanziario, la valutazione di impatto ambientale e le procedure collegate.

Il riferimento principale è la delibera CIPESS numero 41, dedicata proprio al Ponte sullo Stretto. Ciucci ha definito l’opera un progetto complesso non solo sul piano ingegneristico e tecnologico.

La complessità riguarda anche i profili finanziari, economici, ambientali e amministrativi. La documentazione sottoposta al Comitato comprende il progetto definitivo aggiornato, la valutazione di impatto ambientale e la conferenza di servizi.

A questi elementi si aggiungono il piano degli espropri, la copertura finanziaria integrale e le opere anticipate. È quindi un dossier che tiene insieme progettazione, autorizzazioni, risorse e procedure.

Dopo la mancata registrazione della delibera da parte della Corte dei Conti, Ciucci ha ricordato la decisione del Governo di proseguire il percorso. Il Governo ha scelto di conformarsi ai rilievi formulati.

Questa volontà è confluita in un decreto legge del marzo 2026. Il provvedimento ha definito una procedura dettagliata per tornare all’esame del Dipartimento per la programmazione e poi del CIPESS.

Nel frattempo, è stato sottoscritto l’accordo di programma tra Stretto di Messina, Anas, RFI, le due Regioni, il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ciucci ha riferito che l’accordo è stato registrato dalla Corte dei Conti a metà maggio.

Secondo il cronoprogramma illustrato, la società punta a tornare all’esame del Dipartimento entro il mese successivo alla presentazione. L’obiettivo è arrivare a una nuova delibera CIPESS da sottoporre alla Corte dei Conti.

La procedura dovrebbe completarsi entro la fine dell’estate. Il passaggio alla fase realizzativa è indicato nell’ultimo trimestre dell’anno.

Da quel momento partirebbero i tempi contrattuali, pari a sette anni e mezzo. Nel piano finanziario, il 2034 viene indicato come primo anno di gestione del collegamento stradale e ferroviario.

Export, Simest e sostegno alle imprese

La dimensione internazionale dell’economia italiana è stata affrontata da Vittorio De Pedis, presidente di Simest. Il suo intervento ha messo al centro il ruolo delle delibere CIPESS nel sostegno all’export.

De Pedis ha ricordato una delibera relativa a Simest per 20 miliardi di risorse. Di queste, 7 miliardi sono stati impegnati nell’anno precedente per operazioni di export credit.

Le operazioni hanno riguardato in particolare infrastrutture strategiche, crocieristica e difesa. Nel complesso, Simest ha mobilitato circa 8,5 miliardi e servito 2.300 imprese.

Il 90% di queste imprese è composto da piccole e medie imprese. È un dato importante perché mostra il legame tra strumenti finanziari e struttura produttiva italiana.

De Pedis ha sottolineato la necessità di sostenere il tessuto produttivo nazionale, formato in larga parte da PMI. In questa prospettiva, ha richiamato gli accordi di filiera con grandi gruppi come Leonardo e Fincantieri.

L’obiettivo è includere nei programmi di finanziabilità non solo i grandi player industriali. Devono rientrare anche le migliaia di imprese fornitrici che compongono le rispettive catene produttive.

In questo senso, l’export non coincide più soltanto con la vendita diretta all’estero. Comprende anche la partecipazione delle imprese italiane a filiere internazionali, spesso articolate e molto specializzate.

Sul piano dei mercati esteri, De Pedis ha richiamato la capacità degli imprenditori italiani di continuare a esportare. Questo avviene nonostante le difficoltà del quadro internazionale.

Ha ricordato che l’Italia è diventata la quinta nazione esportatrice al mondo. Ha inoltre evidenziato che il saldo commerciale resta positivo, con risultati particolarmente significativi se si esclude il peso dell’energia.

Gli Stati Uniti sono stati indicati come secondo mercato dell’export italiano. I Paesi del Golfo, invece, sono stati citati tra le aree in forte crescita.

Un passaggio è stato dedicato anche al Piano Mattei. De Pedis lo ha descritto come un modello di cooperazione apprezzato dai Paesi africani.

La diversificazione del Made in Italy

Secondo De Pedis, la forza dell’export italiano risiede nella diversificazione geografica, imprenditoriale e merceologica. L’Italia esporta in un numero elevato di Paesi e può contare su una base produttiva diffusa.

Questa base non è concentrata soltanto in poche grandi aziende. Al contrario, comprende un tessuto ampio di imprese, territori e competenze.

Anche il significato di Made in Italy è stato descritto come più ampio rispetto al passato. Non coincide più solo con settori tradizionali come food, arredo, ceramica e moda.

Oggi comprende comparti ad alto contenuto industriale e tecnologico. Tra questi sono stati citati farmaceutica, cantieristica, yacht, navi da crociera e occhiali.

Nel suo intervento, De Pedis ha affrontato anche il tema della stabilità economica e politica. Lo ha collegato alla percezione finanziaria del Paese e alla riduzione dello spread.

Ha citato il risparmio sugli interessi passivi derivante da livelli più contenuti dello spread. Ha richiamato anche il miglioramento del rating e i dati su occupazione, disoccupazione e potere d’acquisto.

In questa parte dell’incontro, la stabilità è stata presentata come un fattore che produce fiducia. Incide sulla capacità del sistema economico di attrarre investimenti e di sostenere la crescita.

La relazione tecnica e i criteri di valutazione

La relazione tecnica sull’attività del Comitato è stata illustrata da Benedetta Veckamp, capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica.

Il suo intervento ha messo in evidenza la natura trasversale del CIPESS. Veckamp ha descritto il Comitato come un’istituzione insieme politica e tecnica.

Da un lato, è il luogo in cui si esprime la visione dell’esecutivo in materia di politica economica. Dall’altro, è una sede di valutazioni istruttorie rigorose.

Nel corso della legislatura, ha spiegato, le istruttorie del CIPESS sono state orientate da due criteri principali. Il primo è la maturità dei progetti. Il secondo è l’immediata cantierabilità.

La scelta risponde a un obiettivo preciso: assegnare risorse a interventi capaci di tradursi rapidamente in spesa effettiva. Questo passaggio serve a generare un effetto moltiplicatore sugli investimenti pubblici.

Nel 2025 il Comitato si è riunito 11 volte. Ogni riunione è stata preceduta da una riunione preparatoria.

Nel corso dell’anno sono state adottate 59 delibere in settori considerati nevralgici per l’economia nazionale. Tra gli ambiti citati figurano infrastrutture strategiche, politiche di coesione, ricostruzione post-sisma Abruzzo 2009, ambiente e sviluppo sostenibile, attività produttive e monitoraggio degli investimenti pubblici.

A queste decisioni si aggiungono 24 informative. Le informative servono a garantire al Comitato un quadro aggiornato sull’evoluzione delle risorse già stanziate.

I temi trattati hanno riguardato, tra gli altri, infrastrutture ferroviarie statali, edilizia pubblica e sanitaria, grandi progetti nazionali, servizi di trasporto, risorse ambientali e gestione del Fondo sviluppo e coesione.

Risorse attivate e impatto delle decisioni

Nel 2025 il CIPESS ha assegnato, programmato o attivato risorse per oltre 14 miliardi di euro. Di queste, oltre 12 miliardi sono riferiti al Fondo sviluppo e coesione.

Il peso delle decisioni del Comitato, però, non si misura soltanto attraverso gli stanziamenti diretti. Veckamp ha richiamato anche l’impatto indiretto delle delibere sulle attività produttive e sul sostegno alle imprese.

Questo impatto passa attraverso garanzie e strumenti finanziari collegati a Sace Export, operatività Archimede e Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Il volume complessivo delle garanzie rese disponibili agli operatori, come conseguenza indiretta delle decisioni CIPESS, è stato indicato in circa 110 miliardi di euro.

Guardando all’intera legislatura, fino al 31 dicembre 2025, il volume delle risorse assegnate, programmate e attivate dal CIPESS è stato quantificato in circa 468 miliardi di euro.

Il dato non include le risorse del PNRR, che non rientrano nella competenza allocativa del Comitato. Proprio questa esclusione aiuta a leggere la portata specifica dell’azione del CIPESS nella programmazione economica nazionale.

La relazione tecnica ha quindi restituito un quadro ampio. Il Comitato non interviene solo per assegnare fondi, ma anche per verificare l’avanzamento delle decisioni, monitorare gli investimenti e collegare risorse e attuazione.

Un quadro di programmazione per i prossimi mesi

L’incontro alla Camera ha restituito un’immagine articolata dell’attività del CIPESS nel 2025. I temi affrontati sono diversi, ma collegati da un elemento comune: il rapporto tra programmazione e ricadute concrete.

Dalle infrastrutture ferroviarie al Ponte sullo Stretto, dalle politiche di coesione al Fondo sanitario nazionale, il Comitato è stato presentato come una sede di raccordo. Lo stesso vale per le garanzie alle imprese e per il sostegno all’export.

Il punto centrale è la capacità di far dialogare indirizzo politico, valutazione tecnica e attuazione amministrativa. In realtà, proprio da questo passaggio dipende spesso la possibilità di trasformare una decisione in un’opera, un servizio o uno strumento operativo.

La relazione annuale CIPESS 2025 conferma quindi il ruolo del Comitato nella definizione e nell’attuazione delle principali scelte di investimento pubblico del Paese.

La capacità di coordinare amministrazioni diverse, valutare progetti complessi, programmare risorse e monitorarne l’utilizzo emerge come un elemento centrale. Senza questo lavoro, gli stanziamenti rischiano di restare numeri, invece di diventare cantieri, servizi e strumenti di crescita.

La presentazione alla Camera ha offerto un momento di bilancio istituzionale. Allo stesso tempo, ha indicato alcune priorità per i prossimi mesi.

Tra queste rientrano il completamento delle procedure, l’avanzamento dei cantieri, il sostegno alle imprese e il rafforzamento della coesione economica e sociale. A conti fatti, sono proprio questi i passaggi su cui si misurerà la capacità della programmazione di produrre effetti visibili sui territori, sulle imprese e sui cittadini.

Take the Date è un prodotto di Nomos

Take the Date è il portale che promuove gli eventi istituzionali e pubblici di rilievo che si tengono ogni giorno in Italia. Nato da un progetto di Nomos Centro Studi Parlamentari azienda leader nel settore delle relazioni istituzionali.

Nomos

Iscriviti a Take The Date

Free

Per Privati

Gratis

  • Consultazione di tutti gli eventi
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale 
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi (si applicano costi e condizioni)

Professional

Per Professionisti

€200/anno+IVA

  • Consultazione di tutti gli eventi
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale 
  • Iscrizione a 2 newsletter tematiche 
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi con uno sconto del 10%
  • Accesso all’archivio storico degli eventi
  • Accesso all’agenda istituzionale 
  • Visualizzazione completa di tutti gli eventi nella Home Page e nelle aree tematiche

Enterprise

Per Aziende

€300/anno+IVA

  • Consultazione di tutti gli eventi
  • Iscrizione alla newsletter generica, che verrà inviata con cadenza settimanale  
  • Iscrizione a tutte le newsletter tematiche
  • Inserimento gratuito dei tuoi eventi
  • Sponsorizzazione dei tuoi eventi con uno sconto del 20%
  • Accesso all’archivio storico degli eventi
  • Accesso all’agenda istituzionale
  • Visualizzazione completa di tutti gli eventi nella Home Page e nelle aree tematiche
  • Area riservata con calendario interno, archivio e alert personalizzati
  • Copia/Incolla abilitato
  •  

Nato da un’iniziativa di Nomos Centro Studi Parlamentari - società di consulenza specializzata in public affairs, advocacy, lobbying e monitoraggio istituzionale e comunicazione - Take The Date è il primo portale che promuove tutti gli eventi di rilievo istituzionale e pubblico, che si tengono ogni giorno in Italia.

SOCIAL